Considerazioni di San Valentino su Sanremo

  • Se non ti trovi in Sala Stampa a fare il pollo da batteria, quindi privato dell’adrenalina del lavoro, dalla bella vista dell’ultimo piano dell’Ariston e dal gossip sui colleghi, il second screen ti salverà. Reggere tutte le puntate –  seppure nel complesso ben fatte  – senza un gruppo d’ascolto o in presenza, o connesso, è IMPOSSIBILE.
  • Non solo: come dice Boccia Artieri l’intrattenimento su Twitter viaggia su così altro binario da diventareV autonomo, tanto da essere così raccontato dalle testate


 

  • Virginia Raffaele è qualcosa di molto prossimo alle divinità.
  • “Un giorno ti dirò che ho rinunciato alla mia felicità per te”, sono parole che un genitore non dovrebbe MAI pronunciare nei confronti di un figlio, salvo aver già predisposto un consistente fondo per la sua futura psicoterapia. Figuriamoci cantarle in diretta tv.
    Detto questo, ben venga che abbiano vinto gli Stadio (con “Un giorno mi dirai”), questa 66esima edizione, fosse altro che per la faccia di Curreri quando ha ritirato il premio. E poi Dalla ne avrebbe gioito, e io a Dalla voglio parecchio bene.
  • Come previsto, dove vedi Carlo Conti in 3,2,1 vedrai anche Panariello e Pieraccioni.
  • Uno dei momenti più belli di questa 66esima edizione è Roberto Bolle che balla “La notte vola” con Virginia Raffaele


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  • Neffa non l’ho visto molto convinto, ma mi ha convinto
  • Clementino mi è piaciuto più di un po’, non tanto per il brano quanto per la presenza scenica. Uno dei “migliori Sanremo” insieme a quello di Enrico Ruggeri, sempre al top (e con dei giubbottini di pelle da paura).
  • Zero: ti amiamo tutti, ma non s’è capito bene cosa tu abbia detto e credimi, noi dell’internet siamo gente a modo (nella stessa misura in cui lo sono quelli che becchi al supermercato, con le dovute eccezioni)
  • La Gialappa’s vince sempre, dopo eoni, e il DopoFestival condotto insieme a Nicola Savino è stato carino e brioso
  • Annalisa finalmente ha mostrato carattere (penso alle interviste al DopoFestival, agli interventi sul palco e all’interpretazione)
  • Rocco Hunt mi ha fatto sculettare. Non sono una sua fan, ma apprezzo l’energia totale e la serietà con cui si è presentato (sì, con tutta la scelta opinabile di occhiali e giacche, lo trovo serio)
  • Io con i pronostici faccio schifo, ma Sanremo ha sempre la capacità di offrire classifiche che non riesco a spiegarmi.
  • Un’altra cosa che non riesco a spiegarmi, è come un pezzo di Sangiorgi sia venuto fuori con un arrangiamento anni Novanta, con una dei due interpreti (la Iurato) più anni Novanta dell’arrangiamento stesso.

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