Ho trent’anni e non ho paura di usarli

dilegiacca

Lo faccio ogni volta, il post del compleanno, figuriamoci se mi (vi) risparmiavo questo, ora che di anni ne ho fatti 30.

Quel tre, va detto, un po’ di impressione me la fa. E anche per questo (o forse proprio per questo) ho deciso che stavolta, l’elenco della spesa lo faccio di tutte le cose che ho. Non includo le delusioni, non faccio il conto di malumori, incertezze, dubbi, paure. Passo al setaccio, e resti solo il buono. Non per dimenticare, non per soprassedere. Solo per un esercizio di stile delle cose belle, che poveracce, se lo meriteranno pure, ogni tanto, un posto in prima fila.

Ho avuto la festa che desideravo: sono venute molte persone che aspettavo, e chi non poteva esserci c’è stato lo stesso, con i mezzi che ha trovato. Ho ricevuto regali tutti pensati per me, per i miei gusti, in base all’idea che ognuno aveva di me, e questo mi ha riempito di gioia. Tutti i nomi di chi c’era sono sulla tela che Celestina ha fatto proprio per me, con il nome di questo blog fatto hashtag e il suo motto sotto.
Ho visto arrivare chi non credevo che sarebbe venuto. Restare chi non credevo sarebbe rimasto. Altri hanno stoicamente resistito in posizioni (non pensate male) e posti che non sono il loro habitat naturale. Ho fatto un brindisi con tutti. Mi hanno trascinato per mano a ballare, appena mi sono stravaccata sul divano a godermi nella testa tutte le facce che avevo visto (grazie di aver capito che non l’avrei fatto, e avermelo fatto fare). Ho fatto vincere, con mezzi non legittimi, la mia squadra a biliardino. Ho stretto la mano a sconosciuti, mi son presa i loro complimenti, ho baciato una signora mentre ci confrontavamo sulle rispettive rughe (“signo’, guardi che pelle!” “Eh, guarda invece dopo un po’ di anni che succede. Posso darti un bacio?”). I miei amici sono stati tutti miei cavalieri, smazzandosi il compito un po’ per uno. Ho avuto il mio gruppetto di stoici che hanno retto fino a notte fonda (grazie Angelo, Guido e Stefano, in ordine alfabetico). Mi hanno coccolato tutti. Sin son fatti fare i selfie tutti. Mi hanno aiutato con le torte, le borse, i regali, le tele, i tacchi. Mi hanno riaccompagnato a casa, e mi hanno concesso anche di mettermi le ballerine (ma molto, molto sul tardi). Mi hanno detto che ieri non avrei dovuto dar conto a nessuno.

Mamma mi ha comprato una cialda con Winnie The Pooh (saranno pure trenta, ma a me piace Winnie The Pooh, e lei lo sa), e mi ha regalato il vestito che ha riscosso successo. Mi ha fatto le torte (apprezzatissime). Babbo mi ha chiesto le foto di quella sera, che voleva vedere i miei trent’anni (sì, ciao a tutti, siete stati in mondo visione).
Mi hanno chiamato tante persone, dalla mattina. (altro…)

Mentre vivo, Penna e calamaio