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	<title>Diparipasso &#187; studio turismo online</title>
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	<description>Non rimanere mai indietro, non proiettarsi troppo avanti</description>
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		<title>Il turismo online in Italia fa le valigie (DNews, 13/01/10)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 13:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta Parlangeli</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca turismo online]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Milano Turismo online]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo studio. L’offerta del settore sul web non risponde alle esigenze degli utenti. Così capita che si comprino vacanze nostrane su siti stranieri Diletta Parlangeli&#62;Roma Si sa, c’è sempre qualcuno che ama più dell’altro, e i tempi non coincidono mai. Prendi gli italiani e il turismo online: la voglia dei cittadini di organizzare i propri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo studio. L’offerta del settore sul web non risponde alle esigenze degli utenti. Così capita che si comprino vacanze nostrane su siti stranieri</strong></p>
<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma</p>
<p>Si sa, c’è sempre qualcuno che ama più dell’altro, e i tempi non coincidono mai. Prendi gli italiani e il turismo online: la voglia dei cittadini di organizzare i propri viaggi su internet ci sarebbe anche, ma il sistema non risponde, o comunque non lo fa in maniera adeguata rispetto a ciò che accade nel resto del mondo, Stati Uniti in testa. L’eCommerce italiano (spiega uno studio NetComm incluso in una più ampia analisi dell’Università di Genova-Campus di Savona) in realtà  in questi anni  è cresciuto ad un tasso medio annuo che per quanto consistente  (fino al 30%),  non basterebbe a colmare la distanza dai Paesi più sviluppati.   «Siamo molto indietro rispetto ai principali paesi europei e agli Usa &#8211; spiega <a href="http://www.robertamilano.com/">Roberta Milano</a>, docente di Marketing e Web Marketing Turistico Territoriale al Campus di Savona -  Se, ad esempio, per l’Italia si può parlare di un tasso di penetrazione intorno solo al 10%, per gli Stati Uniti è già avvenuto nel 2008 il sorpasso dell’online verso l’offline».<br />
Paragoni<br />
Quindi, mentre in America sono di più quelli che prenotano le ferie online  di quelli che lo fanno nelle agenzie, in Italia «nonostante il turismo rappresenti più del 50% dell’intero e-commerce italiano (56% per l’esattezza secondo una ricerca del Politecnico di Milano “L’eCommerce B2c in Italia. Una crescita che sfida la crisi”) , è enorme  il gap che ci separa dal resto d’Europa».  Questo, essenzialmente, per due ragioni:  «La scarsa propensione all’innovazione delle nostre aziende determina una carenza di offerta. Intendo dire che la domanda dei turisti, anche italiani, è superiore; gli utenti italiani sono mediamente più evoluti degli operatori turistici, si informano e prenotano online le loro vacanze o i loro viaggi d’affari. Spesso, però, ci troviamo di fronte al paradosso:  italiani che comprano mete italiane ma su siti esteri. Un’ analisi della Bocconi quantifica questo tipo di mercato come almeno due volte superiore a quello domestico». La seconda ragione «è più culturale e riguarda la scarsa considerazione del web come strumento di promozione e commercializzazione.  Viene sottovalutata l’importanza del cosiddetto info-commerce,  il processo di acquisizione delle informazioni che poi portano ad effettuare una scelta d’acquisto, processo che oggi avviene principalmente online. Poco importa poi che questa scelta venga completata per mail o per telefono o  in agenzia».<br />
Le aziende presenti online dal canto loro appaiono spaccati nelle opinioni. Secondo Casaleggio Associati (altra fonte dello studio di cui sopra), il 44% trova “soddisfacente” la promozione  web del proprio marchio, mentre il 43% la ritiene “difficoltosa” definendosi in “continua sperimentazione”. Il 13%  la definisce “insoddisfacente”.<br />
Interessante “test” lo ha fatto nel 2007 il Centro Studi del Touring Club Italiano (esperimento bissato poi in forma ridotta dagli studenti del Master di Savona): fingendosi un turista, è stato messo alla prova l’atteggiamento degli uffici turistici delle Regioni e di 31 città italiane davanti a richieste via mail. A dar riscontro maggiore sono stati gli uffici delle Regioni italiane (la prima Alto Adige Informazioni con la provincia di Bolzano) con un tasso medio di risposta tra italiani e stranieri pari al 66,7%, percentuale che scende al 57,1% per le risposte agli stranieri, forse per una scarsa conoscenza dell’inglese.  A distanza di due anni non sembra essere cambiato molto e   secondo l’esperimento universitario, la più virtuosa in termini di rapidità (si parla di pochi minuti addirittura) è stata l’Umbria.<br />
Tornando alla verifica del Tci, la cortesia è stato l’aspetto più critico (risposte frettolose e scarsa attitudine alla strutturazione corretta della mail). La risposta migliore, caso unico, è stata inoltrata ad un finto turista straniero, a cui uno degli uffici ha risposto, “We suggest you to contact a travel agency. Distinti Saluti”. E buone vacanze.</p>
<p><strong>Come si muovono le ricerche nella Rete</strong></p>
<p>Dove va principalmente un utente della Rete quando si vuole informare sulle mete turistiche? Secondo uno studio di Synovate per Google (ripreso dall’Università di Genova-Campus di Savona, vedi articolo a lato) i primi siti consultati sono quelli del Ministero del Turismo e di promozione turistica delle Regioni, seguiti da quelli di foto e video. Le guide online sono al terzo posto seguite dai siti di recensioni dei consumatori e quelli di comparazione prezzi con link.  «Le persone che organizzano la propria vacanza raccolgono informazioni, le incrociano, le paragonano. E, soprattutto, cercano e si fidano delle esperienze altrui. Le recensioni di viaggio o di hotel che possiamo trovare sui blog o sui vari social network – sia generici come Facebook, che specializzati come TripAdvisor –    influenzano in maniera determinante il comportamento d’acquisto -  spiega Roberta Milano &#8211; Le persone “conversano” in rete e uno degli argomenti più gettonati sono le proprio le vacanze». Le stesse persone che ovviamente lasciano il contributo sul web delle ferie trascorse: «Esiste online una miriade di contenuti generati dagli utenti legati al turismo: foto, video, racconti,… Se ci si pensa bene nulla di diverso da quanto succede offline dove l’argomento vacanze occupa gran parte dei nostri discorsi in alcuni periodi dell’anno». D.p.</p>
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