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	<title>Diparipasso &#187; libri</title>
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		<title>Il &#8220;bamboccione&#8221; ante litteram che vive con &#8220;Una banda di idioti&#8221;   (DNews, 08/06/09)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 14:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta Parlangeli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Va premesso che questo libro parte da lontano. Va detto che il suo protagonista è uno dei personaggi più antipatici e poco corretti che la storia delle storie ricordi. Così antipatico da  toccare gli estremi dell’opposto e risultare divertente. Ignatius Reilly: un uomo enorme, con un berretto con copri orecchie verde che fa parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Va premesso che questo libro parte da lontano. Va detto che il suo protagonista è uno dei personaggi più antipatici e poco corretti che la storia delle storie ricordi. Così antipatico da  toccare gli estremi dell’opposto e risultare divertente. Ignatius Reilly: un uomo enorme, con un berretto con copri orecchie verde che fa parte della fisionomia tanto quanto un paio di baffi neri folti e severi. Se non fosse per nazionalità &#8211; americana &#8211; ed epoca, sarebbe additato come “bamboccione”. A differenza però di chi poltrisce a casa dei genitori (in questo caso la povera &#8211; in tutti i sensi &#8211; madre) cosciente di sfruttare l’economia familiare, Ignatius è convinto di essere un genio incompreso costretto a destreggiarsi con un mondo mediocre, ignorante e privo di senso, eccetto rare eccezioni. Quella che si potrebbe definire, così come il titolo del libro, Una banda di idioti , soggetti da dover educare e ammaestrare, se non a tratti salvare. Paradossale, incosciente, è uno capace di rivolgersi ad un agente urlando: «Se non si decide ad andarsene, chiamo la polizia». Perde un lavoro dietro l’altro alla faccia della sempre più indigente madre che per dimenticare si fa qualche bicchiere di vino rosso e viene tacciata delle peggiori colpe solo per concedersi, di tanto  in tanto, una partita a bowling con l’unica amica che la conforta.  Riesce a mettere in difficoltà aziende intere (una chicca i personaggi eterei della famiglia Levy). Nella sua ultima edizione il volume è uscito per Marco Y Marcos (17 euro) con la prefazione di Stefano Benni. Ma questo libro, che nemmeno oggi è facile da trovare (si rifugia più nelle piccole librerie che nella grandi catene), non uscì facilmente alla luce neanche all’epoca. L’autore, John Kennedy Toole, morto suicida a 32 anni nel 1969, non lo aveva mai pubblicato . Fu la madre a consegnare il dattiloscritto, dopo una lunga battaglia di convincimento,  allo scrittore Walker Percy. Una volta ceduto alle insistenze, l’uomo trovò quel lavoro consegnato su pagine  ancore unte e sporche di caffè geniale ed eccentrico, e contribuì in modo decisivo alla pubblicazione<img class="size-medium wp-image-379 aligncenter" title="libri-bandaidioti" src="http://diparipasso.com/wp-content/uploads/2009/06/libri-bandaidioti-195x300.jpg" alt="libri-bandaidioti" width="195" height="300" /></p>
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