Ho imparato il tempo

complebicchieri

Tutti gli anni, grossomodo, scrivo un post per il mio compleanno. Quest’anno no. Non subito. Ho aspettato, perché una delle cose che ho imparato, è che mi serve tempo (lascia fare che all’inizio non mi veniva).
Serve tempo per assimilare le cose, per capirle, per gestirle. Per raccontarle. Si fa tutto un gran dire, sul tempo. “Ne avessi avuto”, “c’è tempo” (scusa Ivano, mi serviva), “col tempo passa tutto”, “Eh, ma saaaai, ma queste cose richiedono tempo”.

Ma è solo un gran dire. Io, che campo alla rincorsa del minuto, condividendo di continuo cose all’istante, seguendo un flusso continuo di gente che insegue, come me, il minuto, ho imparato che come te, tempo, nessuno mai.

Mica solo quello che ti fa vedere i capelli bianchi (ispidi, madonna come sono ispidi) che saltano fuori, e pensare che vabeh, finché son pochi, un po’ di sale e pepe, ha il suo perché. Mica quello che ti fa venire l’ansia, che oddio, hai scavallato pure quest’anno, e mo’ tocca capire, che devi fare da grande (grande). Mica quello che “ah, quando andavo io al liceo”, “quando c’era Beverly Hills”, “le prime Converse”, “ah sì, ma lo sai che facevo rap, ma molto tempo fa”.

Penso al tempo sottile. Quello che ti serve ogni giorno, (altro…)

Mentre vivo