<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diparipasso</title>
	<atom:link href="http://diparipasso.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://diparipasso.com</link>
	<description>Non rimanere mai indietro, non proiettarsi troppo avanti</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 22:20:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sulla nave con Greenpeace #1</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/03/10/sulla-nave-con-green-peace-1/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/03/10/sulla-nave-con-green-peace-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[campagna nucleare Greepeace]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Rainbow Warrior II]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=644</guid>
		<description><![CDATA[Ieri mi sono imbarcata sulla Rainbow Warrior II, una delle navi di Greenpeace che è ai suoi ultimi giri di boa.  Il gommone ci ha portato (altri due colleghi di Radio Popolare e Lifegate, un&#8217;assistente di cucina e la responsabile della campagna mare Giogira) da Porto Ercole fino alla nave che arriverà a Genova tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mi sono imbarcata sulla Rainbow Warrior II, una delle navi di Greenpeace che è ai suoi ultimi giri di boa.  Il gommone ci ha portato (altri due colleghi di Radio Popolare e Lifegate, un&#8217;assistente di cucina e la responsabile della campagna mare Giogira) da Porto Ercole fino alla nave che arriverà a Genova tra venerdì e sabato e porterà in giro la campagna anti nucleare. La prima scena di cui ho memoria è stata quella del mio atterraggio sulla nave. Una balenottera trascinata a forza sopra, visto che con quelle onde bisognava cogliere l&#8217;attimo e zompare sulla nave. Io, ovviamente, mentre il conducete del gommone urlava &#8220;go!&#8221;, non sono riuscita a darmi tutto lo slancio necessario, per cui mi hanno tracinato su dalla porticina mentre le mie gambe restavano a ciondoloni paralleli alla pancia della nave.  Superato questo scoglio, è iniziata una delle notti peggiori della mia esistenza. Il mal di mare ha preso il sopravvento sul mio corpo (non avevo messo i cerotti, ottimista) e la mia socialità dall 17 in poi è stata quella con il cuscino e le coperte. Stamattina il risveglio è stato migliore. La nave di Greenpeace si è diretta verso Livorno e il mare piano piano si è fatto più calmo. Il capitano è uno di quelli con le rughe nel viso e l&#8217;espressione corruciata, maglione chiaro di lana e sandali senza calze. Guarda all&#8217;orizzonte, prende il binocolo. Poche parole essenziali. Il resto dell&#8217;equipaggio è vario ed eventuale. C&#8217;è un ragazzo simpaticissimo con i baffi e la barba lunghi lunghi e biondo scuro. Viene dalla Turchia e benché sia stato uno dei primi a presetarsi, non riesco a ricordarne il nome difficile e soprattutto non saprei come scriverlo (maf?) (lo vedrete nelle foto, ci siamo pure fatti il &#8220;fotofaccione&#8221;). Anche Lesley (spero si scriva così), che è il medico di bordo, è una donna molto simpatica. E&#8217; scesa in cabina spesso la prima notte per assicurarsi del nostro stato di salute e darci qualche consiglio. Tutti parlano inglese. La nave già sa di posto accogliente, al secondo giorno. Sai dove stanno le cose, dove ci si lavano i piatti, dove sta il capitano, dove puoi fumare o mangiare. La vita di bordo, per chi la fa sul serio, non è affatto una passeggiata. Quello che dice il capitano è insindacabile e, come ci hanno spiegato oggi &#8220;su una nave se una cosa non la fai tu, finirà inevitabilmente sulle spalle di qualcun altro&#8221;.  I turni di pulizia li sceglie il capitano e la propria roba non va lasciata in mezzo.<br />
La Warrior sarà pure spartana, ma è una nave suggestiva di cui si sente il peso degli anni di onorato servizio (dal 1987 con Greenpeace) e l&#8217;impegno di chi ci lavora.</p>
<p>*L&#8217;articolo sulla traversata da domani su DNews</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/03/10/sulla-nave-con-green-peace-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Marco Mengoni: &#8220;Sono incoerente nell&#8217;incoerenza: conosco i miei difetti e ve li dico&#8221; (DNews, 08/03/2010)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/03/08/intervista-a-marco-mengoni-sono-incoerente-nellincoerenza-conosco-i-miei-difetti-e-ve-li-dico-dnews-08032010/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/03/08/intervista-a-marco-mengoni-sono-incoerente-nellincoerenza-conosco-i-miei-difetti-e-ve-li-dico-dnews-08032010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=640</guid>
		<description><![CDATA[
Diletta Parlangeli&#62;Roma
Vuole prendersi tutto quello che può, ora che può, Marco Mengoni. Classe 1988, nel giro di poco  si è portato a casa la vittoria di X Factor e un terzo posto al  Festival di Sanremo al quale ha partecipato con il brano Credimi Ancora incluso nell’Ep Re Matto (su etichetta Rca/Sony). Il tempo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-641" title="MENGONI" src="http://diparipasso.com/wp-content/uploads/2010/03/MENGONI-297x300.jpg" alt="MENGONI" width="297" height="300" /></p>
<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma</p>
<p>Vuole prendersi tutto quello che può, ora che può, Marco Mengoni. Classe 1988, nel giro di poco  si è portato a casa la vittoria di <em>X Factor</em> e un terzo posto al  Festival di Sanremo al quale ha partecipato con il brano <em>Credimi Ancora</em> incluso nell’Ep <em>Re Matto</em> (su etichetta Rca/Sony). Il tempo di mostrare uno stile impeccabile e accaparrarsi i complimenti di Celentano e dall’Ariston è partito in giro per l’Italia per la promozione dell’album. Rimbalza da un aeroporto all’altro anche con la febbre («L’altro ieri  avevo 39° &#8211; dice  &#8211; ma non potevo mancare»).  Per le accuse di plagio di Morgan  (che ieri ha spiegato non essere state farina del suo sacco) risponde sereno e dispiaciuto: «Io sono tranquillo, vorrei sapere cos’è accaduto&#8230; ad <em>X Factor</em> ci siamo aiutati a vicenda».  Testa alta, piedi a terra, e via andare.<br />
<strong>Cos’ha  da imparare?</strong><br />
Credo che si impari tutta la vita. Si cresce, ci si modifica, ma credo che non lo si debba cercare.<br />
<strong>A Sanremo è entrato di diritto: se così non fosse stato, avrebbe scelto un altro brano?</strong><br />
No, perché le cose sicure non mi piacciono. Sono un pigro di natura, e se una cosa non mi fa tirare fuori le palle non mi stimola affatto. Quindi ci avrei provato comunque, magari anche ricevendo un “no”.<br />
<strong>La  prima volta all’Ariston: scelga una cosa tra le tante che l’ha colpito.</strong><br />
Sicuramente il fatto che è tutto un circo: è tutto frenetico, le persone corrono ovunque. È un po’ troppo “Ah! Oddio!” (imita l’urlo isterico, ndr). Però è l’unico momento di vero lavoro, quando senti la prima nota&#8230;<br />
<strong>L’Università ?</strong><br />
Ero iscritto, ma adesso è praticamente impossibile. Se faccio una cosa, devo farla bene.<br />
<strong>E nuove canzoni, a quando?</strong><br />
Adesso non c’è tempo di scrivere, ma ho le idee ben chiare per il prossimo disco. Poi magari le modificherò, ho messo tante cose nel cesto e magari qualcosa la cancellerò. Mi voglio muovere e cercare una strada che sia ancora più mia.<br />
<strong>Le canzoni sono opera sua?</strong><br />
C’è il mio zampino in tutte, sì.<br />
<strong>Ci sono molti stili nell’album, ma invertiamo i ruoli: gli dia lei una definizione.</strong><br />
Il titolo Re matto stava proprio ad indicare un suono non uniforme. È sicuramente vario, come la mia multipersonalità. È per essere coerenti, anche se io non sono coerente. Insomma ognuno ha i suoi difetti,  io riconosco i miei e ve li dico!<br />
<strong>Miti?</strong><br />
Sono tanti, dei “nuovi” sicuramente Paolo Nutini, Franz Ferdinand, Muse, Coldplay, Radiohead&#8230;<br />
<strong>Ah però!</strong><br />
È un mondo che adesso mi affascina e io credo nell’influenza &#8211; dato che ne ho avuta una due giorni fa&#8230;<br />
<strong>Giusto. E allora l’etichetta “musica italiana” è buono o no per un arista?</strong><br />
È una bellissima e buonissima etichetta. Ci sono nomi validi che possono piacere o no, ma che hanno comunque un peso e una credibilità. Ad una Elisa o ai Negramaro, che je voi di’?<br />
<strong>Mica si metterà a cantare in inglese.</strong><br />
Magari sì, perché no? Tutto il mondo è paese e io amo la sperimentazione.  A dire il vero prima di X Factor mi avevano proposto di andare all’estero. Ma io voglio stare qui ora, fare il mio. Me la voglio godere e dare il massimo.<br />
<strong>Andasse male, che farebbe?</strong><br />
Non credo di saper fare solo questo, non so cosa farei ma per quel giorno un minimo di creatività per inventarmi qualcosa mi sarà rimasta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/03/08/intervista-a-marco-mengoni-sono-incoerente-nellincoerenza-conosco-i-miei-difetti-e-ve-li-dico-dnews-08032010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vip solo dentro al confessionale, le meteore del Grande Fratello (DNews, 08/03/2010)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/03/08/vip-solo-dentro-al-confessionale-le-meteore-del-grande-fratello-dnews-08032010/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/03/08/vip-solo-dentro-al-confessionale-le-meteore-del-grande-fratello-dnews-08032010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=638</guid>
		<description><![CDATA[Diletta Parlangeli&#62;Roma
Indovinello: Lorenzo Battistello. Alessandro Capone. Patrizia Griffini. Domenico Turi. Chi sono? Solo alcuni degli esempi di “meteore” sortite dalla casa -mediatica &#8211; più famosa d’Italia, quella del Grande Fratello. In dieci edizioni (l’ultima arriverà alla finale proprio questa sera e si contendono il premio Mauro Marin, Alberto Baiocco, Cristina Pignataro e Giorgio Ronchini) di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
Indovinello: Lorenzo Battistello. Alessandro Capone. Patrizia Griffini. Domenico Turi. Chi sono? Solo alcuni degli esempi di “meteore” sortite dalla casa -mediatica &#8211; più famosa d’Italia, quella del Grande Fratello. In dieci edizioni (l’ultima arriverà alla finale proprio questa sera e si contendono il premio Mauro Marin, Alberto Baiocco, Cristina Pignataro e Giorgio Ronchini) di persone ne sono passate dalla famosa ‘porta rossa’. Solo che uscendone non tutti hanno trovato la stessa notorietà. C’è chi ha scelto di tornare alla vita di sempre dopo qualche incursione nel mondo dello spettacolo: in questo caso fa scuola Cristina Plevani, vincitrice della prima edizione  del Gf, che dopo essere tornata nel 2005 sugli schermi come tronista di Uomini e Donne di Maria De Filippi ha deciso che riflettori e telecamere non facevano proprio per lei. Angela Sozio, la rossa tutto pepe della terza edizione invece, dalla tv è passata alla politica (qualcuno ricorderà le foto a villa Certosa). Alessandro Capone (no, non il regista, ma il concorrente dell’edizione 2005 del reality) è tornato alla ribalta per qualche dichiarazione che ha suscitato scalpore su Lele Mora. Andrea Francolino &#8211; Gf 3 &#8211; artista era e artista è rimasto. Le sue opere contemporanee hanno trovato spazio in svariate kermesse e nei suoi curriculum vitae online del Grande Fratello non v’è traccia.<br />
Un’altra vincitrice (2003) che si è data alla macchia è Floriana Secondi che, diventata nel contempo mamma,  pare si sia dedicata alla gestione di tre locali a Roma.  Tornando alla prima edizione e a uno dei personaggi resi noti dal lavoro della Gialappa’s: Sergio Volpini, meglio noto come Ottusangolo.   Dal suo sito personale si rintraccia una galleria di foto intitolata “acting” che farebbe presupporre una svolta attoriale della carriera post reality (che in qualche intervista non ha dimenticato di bistrattatare). Proseguendo la carrellata di personaggi alla Mai dire Grande Fratello  mai più rivisti ci sono Massimo Brozzi (‘Orsacchio’), Pasquale Laricchia o Francesco Gajardelli, che però con l’appellativo di “Medioman” ci ha aperto anche il sito web.<br />
Vivaio piuttosto di ex gieffine avvenenti è stato Colorado Cafè, che punta le telecamere sulle curve di un’eletta ad edizione da almeno tre anni: Melita Toniolo (Gf7), Raffaella Fico (Gf8) e Cristina Del Basso (la maggiorata del Gf9).    E se per Pietro Taricone e Laura Torrisi la strada è finita sul grande schermo (per non parlare di Luca Argentero), Roberta Beta e Francesca Cipriani hanno rimediato qualche ospitata, Jonathan Kashanian ha proseguito con la televisione così come Flavio Montrucchio e Serena Garitta, chi sa che fine hanno fatto Alessandro Lukacs, Fedro Francioni, padre e figlia Domenico e Ilaria Turi, Lorenzo Paolini, Claudia Bormioli e Guido Genovesi? Dopo decine di interventi in tutti i salotti del piccolo schermo, se ne sono perse le tracce. Quant’è bella celebrità, che si fugge tuttavia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/03/08/vip-solo-dentro-al-confessionale-le-meteore-del-grande-fratello-dnews-08032010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Omaggio a Fabrizio De André: viaggio nell&#8217;esistenza dei testi (DNews, 24/02/10)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/24/omaggio-a-fabrizio-de-andre-viaggio-nellesistenza-dei-testi-dnews-240210/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/24/omaggio-a-fabrizio-de-andre-viaggio-nellesistenza-dei-testi-dnews-240210/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 20:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>
		<category><![CDATA[ara pacis]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andré la mostra]]></category>
		<category><![CDATA[mostra ara pacis roma]]></category>
		<category><![CDATA[mostra de andré roma]]></category>
		<category><![CDATA[mostra fabrizio de andré]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=634</guid>
		<description><![CDATA[
Diletta Parlangeli&#62;Roma
Credo che la musica debba essere balsamo, riposo, rilassamento, liberazione, catarsi”. La sua sicuramente lo è stata, anche mentre descriveva quello che gli occhi comuni non riuscivano a vedere precorrendo i tempi. Fabrizio De Andrè. La mostra è l’omaggio al maestro della musica che la città di Roma (Museo dell’Ara Pacis, da oggi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-635" title="0." src="http://diparipasso.com/wp-content/uploads/2010/02/0.-300x293.jpg" alt="0." width="300" height="293" /></p>
<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
Credo che la musica debba essere balsamo, riposo, rilassamento, liberazione, catarsi”. La sua sicuramente lo è stata, anche mentre descriveva quello che gli occhi comuni non riuscivano a vedere precorrendo i tempi. <em>Fabrizio De Andrè. La mostra</em> è l’omaggio al maestro della musica che la città di Roma (Museo dell’Ara Pacis, da oggi al 30 maggio) rende seguendo la scia di Genova e Nuoro.<br />
Il percorso espositivo, non troppo lungo perché bisognoso di tempo (per leggere, osservare e ascoltare), è innegabilmente suggestivo. Leggere nella scrittura a penna i testi dell’autore, scarabocchiati e corretti di volta in volta, riescono a coinvolgere anche chi fan di Faber non era. O meglio, chi non lo è ancora diventato. Curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia e ideata da Studio Azzurro, la mostra si articola in quattro aree (La poetica, La musica, I personaggi/I tarocchi, La vita). Cala il buio e il visitatore non ha che da destreggiarsi in un allestimento multimediale. Interattivo, senz’altro, come ogni buona musica che si rispetti. Nella prima sala la trascrizione dei testi (sia fissa in pannelli, che mobile su schermi trasparenti allineati in prospettiva ottica), rimbalza dalla terra al soffitto. Anche in questo caso, come in ogni buona musica che si rispetti, avvolge. Su “Creuza de ma” non è facile frenare un sussulto. Nel secondo ambiente invece si passa alla produzione discografica, e anche in questo caso una serie di piccoli pannelli possono essere posizionati su tavoli multimediali attivando una serie di proiezioni. Nella terza i protagonisti sono i personaggi delle canzoni di Fabrizio &#8211; poco distante, il suo pianoforte &#8211; mentre la quarta è dedicata alla vita, con fotografie e anche in questo caso immagini che si attiveranno in modo multimediale.<br />
«Alle volte mi è difficile parlare della nostra storia &#8211; ha commentato la compagna di vita Dori Ghezzi &#8211; ma si tratta davvero di una mostra che regala grandi sorprese. Va preso del tempo per vederla almeno in parte». Ciò che esce, dal percorso è «un De André umano, disponibile e molto severo con se stesso più che con gli altri».<br />
«È come se fosse  ancora in tourneé &#8211; ha detto Vincenzo Mollica &#8211; e tutto quello che non si poteva fare quando c’era, si può fare adesso». Già, come dare una sbirciata alla sua pagella di seconda liceo del 1957-58 sorridendo davanti alla sfilza di 5, oppure sgranare gli occhi  davanti agli appunti sulla canzone “Disamistade” presi a margine del libro “Perché leggere i classici di Italo Calvino”.   O come impressionarsi davanti ad una mente che ha letto oltre il tempo e il luogo. In proposito, c’è chi coglie l’occasione per accostarlo ad un altro artista in mostra nella Capitale in questi giorni. «Caravaggio è come De André &#8211; ha detto l’assessore comunale alla cultura Umberto Croppi -  entrambi, uno nell’arte e l’altro nel mondo della musica,  hanno pescato nell’umanità, nei bassi fondi, nella vita, pur essendo circondati da un ambiente asettico e idealizzato». Non è stato d’accordo l’ideatore dell’esposizione alle Scuderie Strinati, ma questa è un’altra storia. Ora c’è Fabrizio De André. La mostra.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/24/omaggio-a-fabrizio-de-andre-viaggio-nellesistenza-dei-testi-dnews-240210/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ventiquattro opere autentiche: a Roma il &#8216;Caravaggio &#8220;pop&#8221;&#8216; (DNews, 22/02/10)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/22/ventiquattro-opere-autentiche-a-roma-il-caravaggio-pop-dnews-220210/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/22/ventiquattro-opere-autentiche-a-roma-il-caravaggio-pop-dnews-220210/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=630</guid>
		<description><![CDATA[Diletta Parlangeli&#62;Roma
Caravaggio torna nella città che lo accolse affamato alla fine del Cinquecento e che conserva molte delle sue opere in chiese e musei (quindici sul territorio). La mostra a lui dedicata alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 13 giugno però, ha uno spirito che trascende l&#8217;autoreferenzialità troppo spesso accentuata di curatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
Caravaggio torna nella città che lo accolse affamato alla fine del Cinquecento e che conserva molte delle sue opere in chiese e musei (quindici sul territorio). La mostra a lui dedicata alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 13 giugno però, ha uno spirito che trascende l&#8217;autoreferenzialità troppo spesso accentuata di curatori e strutture del mondo dell&#8217;arte, spesso intenti a osannare il proprio operato perdendo di vista il pubblico. «Questa è una mostra &#8216;pop&#8217;, popolare &#8211; dice Antonio Paolucci, presidente del comitato scientifico delle Scuderie e direttore dei Musei Vaticani &#8211; prima di discutere delle varianti d&#8217;autore, volevamo vedere un po&#8217; come fosse questo Caravaggio». &#8216;Caravaggio&#8217; è appunto il titolo secco ed esemplificativo del percorso espositivo in questione: ventiquattro opere scelte in base all&#8217;assoluta certificazione di autografia dell&#8217;artista. Non ci sono quelle &#8216;riconducibili a&#8217; o &#8216;della scuola di&#8217;: solo i capolavori autentici di Michelangelo Merisi. Una mostra che ha registrato 2.500 prenotazioni solo per sabato scorso, giornata in cui è stata aperta. Si è attenzione internazionale &#8211; molti i titoli della stampa estera &#8211; sull&#8217;evento che si inserisce nelle celebrazioni dei quattrocento anni dalla morte. «Siamo stanchi delle mostre capziose e complicate -continua Paolucci &#8211; questa è una mostra per la gente che espone un Caravaggio che conosciamo sin dai manuali del liceo». Un&#8217;idea «semplice e geniale» che tuttavia non è stata di altrettanto facile realizzazione. Sì, la strada è stata spianata per l&#8217;arrivo di qualche opera (Paolucci, come egli stesso ricorda, era sovrintendente del Polo Museale Fiorentino, così come è attuale direttore dei Musei Vaticani), ma questo non ha evitato riunioni notturne per sbloccare le situazioni più difficili. «Ci dicevamo &#8216;la Fiscella non la mollano facilmente &#8211; scherza Claudio Strinati riferendosi a <em>Canestra di frutta</em> della Pinacoteca Ambrosiana che esce per la prima volta dalla struttura &#8211; ma alla fine l&#8217;hanno mollata&#8217;».</p>
<p>Così, nel percorso curato da Rossella Vodret e Francesco Buranelli compaiono i <em>Musici</em> del Metropolitan Museum of Art di New York, <em>Il suonatore di liuto</em> del Museo Statale dell&#8217;Ermitage di San Pietroburgo, il<em> Bacco</em> degli Uffizi &#8211; che però lo riprendono il 17 maggio -<em> Giuditta che taglia la testa a Oloferne</em> della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Antica, Palazzo Barberini, <em>Riposo durante la fuga in Egitto</em> della Galleria Doria Pamphilij, <em>I bari</em> della Kimbell Art Museum (Texas), la<em> Conversione di Saulo</em> (collezione privata), il<em> San Giovanni Battista </em>della Pinacoteca Capitolina, quello di Galleria Corsini e il terzo di Kansas City, la <em>Cattura di Cristo nell&#8217;orto</em> della National Gallery di Dublino, nella quale Caravaggio si ritrae come uno dei personaggi. E ancora, senza elencarli tutti, la <em>Deposizione</em> dei Musei Vaticani, l&#8217;<em>Incoronazione di spine</em> di Vienna. Da Galleria borghese invece arriva <em>Davide con la testa di Golia</em>, da Messina l&#8217;<em>Adorazione dei pastori</em>, da Nancy l&#8217;<em>Annunciazione</em>. Berlino invece presta l&#8217;irriverente volto di Eros nel sublime <em>Amor Vincit omnia</em>. Avvertenze per l&#8217;uso: un funzionario della sovrintendenza, proprio davanti a quest&#8217;ultimo capolavoro, è già stato colto dalla Sindrome di Stendhal, si prega di fare attenzione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/22/ventiquattro-opere-autentiche-a-roma-il-caravaggio-pop-dnews-220210/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traffico</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/21/traffico/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/21/traffico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 22:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mentre vivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=626</guid>
		<description><![CDATA[Ce n&#8217;è uno che ormai è così lontano che non riesco neanche a visualizzarlo bene: tiene la distanza di sicurezza.
Ce n&#8217;è un altro che mi si è messo  vicino vicino,  poi mi sono allontanata ché lui vedeva il semaforo verde ma io l&#8217;avevo capito che stava per  scattare il rosso.  Ogni tanto tenta di tagliarmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce n&#8217;è uno che ormai è così lontano che non riesco neanche a visualizzarlo bene: tiene la distanza di sicurezza.<br />
Ce n&#8217;è un altro che mi si è messo  vicino vicino,  poi mi sono allontanata ché lui vedeva il semaforo verde ma io l&#8217;avevo capito che stava per  scattare il rosso.  Ogni tanto tenta di tagliarmi la strada, ma io rallento e ciao.<br />
E quello che rincontro a ogni casello, manco a farlo apposta. Quello che accosta solo quando gli pare a lui, qualche volta finirà che ci scontreremo. Quello che ho capito di andargli a genio, ma non è convinto, me lo ritrovo affianco poi svolta.<br />
Dura la vita di &#8217;sti paraurti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/21/traffico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sanremo Terza serata: ripescati Scanu e Pupo (DNews, 19/02/10)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/19/sanremo-terza-serata-ripescati-scanu-e-pupo-dnews-190210/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/19/sanremo-terza-serata-ripescati-scanu-e-pupo-dnews-190210/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 18:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=624</guid>
		<description><![CDATA[Diletta Parlangeli&#62;Roma
I giorni di Festival che Antonella Clerici si butta alle spalle aumentano (e lo fanno in modo esponenziale anche le sue scollature) e così è andata anche la terza puntata in diretta dall’Ariston di Sanremo. Ieri il ripescaggio degli eliminati durante le prime due serate ha fatto scaldare i telefoni (500mila chiamate poco dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
I giorni di Festival che Antonella Clerici si butta alle spalle aumentano (e lo fanno in modo esponenziale anche le sue scollature) e così è andata anche la terza puntata in diretta dall’Ariston di Sanremo. Ieri il ripescaggio degli eliminati durante le prime due serate ha fatto scaldare i telefoni (500mila chiamate poco dopo le 22): riammessi Valerio Scanu e Pupo.  Sul palco le canzoni sono state riproposte con nuove collaborazioni: Toto Cutugno ha chiamato (mentre il pubblico acclamava, invece) Belen per riproporre Aeroplani. Il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici ha invece condito Italia amore mio con le Divas. Valerio Scanu ha dato verve alla sua Per tutte le volte che con la vincitrice di Amici 2009  Alessandra Amoroso. I giovani Sonohra invece hanno dato un tocco d’autorevolezza alla loro Baby con Dodi Battaglia dei Pooh.  Nino D&#8217;Angelo con Maria Nazionale ha riproposto la sua Jamme jà con l’aggiunta di  Ambrogio Sparagna all&#8217;organetto e l&#8217;ensemble Le voci del Sud. L’omaggio ai sessant’anni di kermesse  invece è  passato  attraverso grandi successi del festival reinterpretati da grandi artisti. Elisa ha  portato Canzone per te di Sergio Endrigo che vinse nel 1968,  Fiorella Mannoia E se domani (esclusa prima della finale  nel 1964),  Miguel Bosè Non ho l’età, Edoardo Bennato Ciao Amore Ciao,  Massimo Ranieri  &#8211; che si è meritato la standing ovation con Perdere l’amore &#8211; Io che non vivo senza te , Carmen Consoli Grazie dei Fiori, Riccardo Cocciante Nel blu dipinto di blu, e Francesco Renga La voce del silenzio. Nilla Pizzi ha partecipapartecipato all’esibizione di Carmen Consoli ricevendo anche il premio Città di Sanremo .  Fuori tempo massimo la baraonda sanremese che ha costretto la 15enne Jessica Brando ad esibirsi tramite il video delle prove (per regolamento non avrebbe potuto come minorenne dopo la mezzanotte). Ha passato il turno però («Il pubblico ha voluto premiarla», dice la Clerici) insieme a Tony Maiello.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/19/sanremo-terza-serata-ripescati-scanu-e-pupo-dnews-190210/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fuori anche Sonhora e Scanu, &#8216;vecchia&#8217; la Nuova Generazione (DNews, 18/02/2010)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/18/fuori-anche-sonhora-e-scanu-vecchia-la-nuova-generazione-dnews-18022010/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/18/fuori-anche-sonhora-e-scanu-vecchia-la-nuova-generazione-dnews-18022010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 14:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[Diletta Parlangeli&#62;Roma
Si torna a respirare a Sanremo dopo l’ansia da prestazione della prima serata che in barba alla crisi da evento  nazional- popolare ha registrato 11 milioni di spettatori con il 45,29% di share. La seconda puntata, tanto per non far sentire la nostalgia del burlesque di Dita Von Teese, si apre con il balletto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
Si torna a respirare a Sanremo dopo l’ansia da prestazione della prima serata che in barba alla crisi da evento  nazional- popolare ha registrato 11 milioni di spettatori con il 45,29% di share. La seconda puntata, tanto per non far sentire la nostalgia del burlesque di Dita Von Teese, si apre con il balletto del Mouline Rouge introdotto dal coreografo Daniel Ezralow. La Clerici abbandona il rosso fuoco per un argenteo  abito firmato Gai Mattiolo con  210mila cristalli ricamati a mano e si sofferma con i tre piccoli tenori Ignazio Bocchetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble che, rimarca più volte, sono i giovani di  <em>Ti lascio una canzone</em> (ha ancora il dente avvelenato con Scotti per Io canto). Sfilano per la seconda volta i big, tra i quali vengono esclusi i Sonhora con <em>Baby</em> e Valerio Scanu con  <em>Per tutte le volte</em> (stasera il ripescaggio). Restano in gara Malika Ayane con <em>Ricomincio da qui</em>, Noemi con <em>Per tutta la vita</em>, Fabrizio Moro con <em>Non è una canzone</em>,  Povia con <em>La verità</em>, Irene Grandi con<em> La cometa di Halley</em>,  Simone Cristicchi con <em>Meno male</em>, Irene Fornaciari e i Nomadi con <em>Il mondo piange</em>,  Enrico Ruggeri con <em>La notte delle fate</em>, Marco Mengoni con <em>Credimi ancora</em> e Arisa e le sorelle Marinetti con <em>Malamorenò</em>.<br />
Sfavillante ospite della serata l’elegante regina Rania di Giordania che intervistata dalla conduttrice ha parlato anche dell’iniziativa ‘1Goal’, una campagna di firme per aiutare i bambini che non posso ancora andare a scuola e studiare. Splendente in un abito Armani  bianco e nero racconta la nascita dell’amore con il Re Abdullah II e ascolta l’omaggio musicale che, neanche a dirlo, è ‘O solo mio’, eseguita dai mini tenori di cui sopra.</p>
<p>E mentre la Clerici precisa uscite poco felici che si sarebbero notate meno senza essere ribadite («Quando ho detto ‘adesso la do’  &#8211; dice dopo lo stacco pubblicitario &#8211; mi riferivo alla reclame, ovviamente&#8230;») sull’Ariston si abbattono i commenti: «È musica popolare di seconda mano» ha detto il Nobel Dario Fo  in una videointervista esclusiva a Menstyle.it mentre dj Aniceto ha trovato «Veramente sconcertante il sermone, utilizzato ad uso e costume dell&#8217;audience sulla vicenda Morgan». A tal proposito, la canzone dell’escluso eccellente del festival,<em> La Sera</em>, ha registrato un boom di visualizzazioni su Youtube. Altra ospite Michelle Rodriguez e alle 23.35 inizia la carrellata dei primi cinque giovani in gara, trionfo della canzone all’italiana dedicata all’amore, eliminati al 50% con il televoto e al 50% dall’orchestra : Nina Zilli &#8211; amata dal pubblico &#8211; con il bel pezzo retrò <em>L’uomo che amava le donne,</em> l’unica che si discosta un po’ dal resto delle composizioni (anche se nell’attacco della canzone soffre un po’ l’effetto Amy Winehouse-Giusy Ferreri); i Broken Heart College con  <em>Mesi</em> che del college hanno anche il testo (‘A gennaio mi hai trovato, a febbraio il primo bacio’) ; Mattia De Luca (Caterina Caselli Sugar) con   <em>Non parlare più</em>, Jacopo Ratini  con <em>Su questa panchina</em> e Luca Marino con <em>Non mi dai pace</em>. Arrivano alla finale di venerdì Nina Zilli e Luca Marino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/18/fuori-anche-sonhora-e-scanu-vecchia-la-nuova-generazione-dnews-18022010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Del preservativo</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/17/del-preservativo/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/17/del-preservativo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 02:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=618</guid>
		<description><![CDATA[(Post dimostrativo del fatto che questo blog non è solo un archivio articoli*)
Se c&#8217;è una cosa che spaventa un uomo più del segnale ballerino del satellite durante una partita di Champions, più di una sconfitta alla Wii contro il migliore amico e l&#8217;impossibilità di procedere con il rutto libero dinanzi alla frequentante di turno,  è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Post dimostrativo del fatto che questo blog non è solo un archivio articoli*)</p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che spaventa un uomo più del segnale ballerino del satellite durante una partita di Champions, più di una sconfitta alla Wii contro il migliore amico e l&#8217;impossibilità di procedere con il rutto libero dinanzi alla frequentante di turno,  è il preservativo.  Sarà per quel nome che evoca il &#8216;preservare&#8217;, di conseguenza tenere, conservare, chiudere a chiave in un triste cappuccetto di plastica &#8211; per poi gettare, sacrilegio &#8211; tutta la sua umana virilità, ma quel coso là proprio non va di moda.<br />
Siam lontani dai tempi della campagna con il professore che si alzava in aula sventolando il condom e chiedendo: &#8216;Di chi è questo?&#8217;. Di persone che risponderebbero &#8216;Mio&#8217;, non me ne sovviene nemmeno mezza.<br />
A onor del vero, alcuni se lo portano dietro tanto per far scena. Lo sfoggiano nel momento in cui lei gli chiede farfugliando (in modo da non dover usare proprio il termine esatto, che svilisce un po&#8217; l&#8217;attimo) se &#8216;ha qualcosa&#8217;, se &#8216;ce li hai portati&#8217;,  oppure tenta un mugolante &#8216;no, senza no&#8230;&#8217;. Con scatto felino si alzano, fanno finta di cercarlo in qualche tasca &#8211; sanno benissimo dov&#8217;è, ma andare a botta sicura presupporrebbe premeditazione &#8211; e magari lo appoggiano anche sul letto. Poi fanno finta di dimenticarselo. Come quando vai a far la spesa e solo una volta fuori dal supermercato ti porti la mano alla  fronte e dici &#8216;accidenti, ho scordato i biscotti&#8217;. Solo che in questo &#8216;vabbè, la prossima volta, ora mi costa fatica rientrare&#8217;, non lo si può dire.  Ovviamente tali soggetti vengono gentilmente richiamati all&#8217;ordine, in genere. Sono i tipici che alle obiezioni rispondono &#8217;sono anni che faccio senza&#8217;, &#8216;mi conosco&#8217; e &#8216;non mi permetterei mai di&#8217; e &#8217;sto attento&#8217;. Già. E mentre loro stanno attenti, lei si fa dei gran film (sempre apocalittici) perdendo tutto il gusto.</p>
<p>Poi ci sono quelli che reagiscono al pacchettino quadrato come un vampiro davanti al crocefisso. Se non si liquefanno, poco ci manca. La reazione corporea, senza arrivare all&#8217;evaporazione, assomiglia comunque a quella di un animale da compagnia che va messo nella gabbietta prima di andare dal veterinario: un misto di raggomitolamento e rabbia da difesa. Se avesse un&#8217;espressione sarebbe &#8216;perché mi stai facendo questo&#8217;.</p>
<p>Quelli che insistono anche se al lattice non sono affatto intolleranti, quelli che dopo anni di onorata carriera ancora non capiscono il verso giusto, quelli che &#8217;sai, ho sbagliato misura&#8217;.<br />
In effetti si può obiettare che la costrizione della natura non aiuta, che si perde gusto &#8211; vi sveleremo una grande verità, ce lo perdiamo anche noi, il gusto &#8211; che la &#8216;vestizione&#8217; è ostile alla forza di gravità e che nei cassetti è più romantico lasciarci i sogni anziché pacchi di condom.<br />
E sarà pure come dice il mio amico e collega Federico Malerba (di cui cito nome e cognome perché, riporto, &#8216;tanto il libro non lo scrivo, almeno raccolgo gloria spicciola&#8217;): &#8216;E&#8217; come la pubblicità fica sulla scena del film, che poi quando ricomincia il pathos è perso tutto tra detersivi e sofficini&#8217;.</p>
<p>Ma  tanto per restare in tema di spot, l&#8217;altra faccia della medaglia la spiega lo slogan &#8216;La potenza è nulla, senza il controllo&#8217;.</p>
<p>(*Ok, domani ricomincio con i pezzi)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/17/del-preservativo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al via il Festival di Sanremo: fuori Pupo, D&#8217;Angelo e Cutugno (DNews, 17/02/2010)</title>
		<link>http://diparipasso.com/2010/02/17/al-via-il-festival-di-sanremo-fuori-pupo-dangelo-e-cutugno-dnews-17022010/</link>
		<comments>http://diparipasso.com/2010/02/17/al-via-il-festival-di-sanremo-fuori-pupo-dangelo-e-cutugno-dnews-17022010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 15:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[dnews]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://diparipasso.com/?p=615</guid>
		<description><![CDATA[Diletta Parlangeli&#62;Roma
E via, si parte. Luci accese sulla sessantesima edizione del Festival di Sanremo la cui giuria demoscopica ha già fatto fuori i primi tre tra i big che ieri sera hanno sfilato: Pupo, Toto Cutugno e Nino D’Angelo. La serata si è aperta  su Raiuno  con un siparietto della coppia  Bonolis- De Laurenti intenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diletta Parlangeli&gt;Roma<br />
E via, si parte. Luci accese sulla sessantesima edizione del Festival di Sanremo la cui giuria demoscopica ha già fatto fuori i primi tre tra i big che ieri sera hanno sfilato: Pupo, Toto Cutugno e Nino D’Angelo. La serata si è aperta  su Raiuno  con un siparietto della coppia  Bonolis- De Laurenti intenta a metter su una scena già vista a ‘Il senso della vita’ (chi si ricorda le classifiche in coda al programma avrà colto). Scambio di battute, sigla e poi, alla buonora,  introduzione della conduttrice Antonella Clerici. Entra di rosso vestita  mentre rompe gli indugi Irene Grandi con La cometa di Halley scritta da Bianconi dei Baustelle &#8211; lei co-autrice &#8211; di cui si sente l’influenza. Per la serie ‘quelli che i talent show’ il primo a farsi avanti è Valerio Scanu -  <em>Amici</em> di Maria De Filippi 2009 &#8211; con <em>Per tutte le volte che</em> seguita da <em>Aeroplani</em> di Toto Cutugno,  ballata d’amore il cui testo (‘Amore mio, stringimi forte  le mani’ e via di seguito) non tradisce la tradizione dell’Ariston, che però tradisce lui .    Arisa presenta <em>Malamorenò</em> con le Sorelle Marinetti, un incrocio tra un charleston e una sigla dei cartoni che rimarca un’identità ben definita e tutto sommato innovativa. <em>Jammo jà</em> di Nino D’Angelo e Maria Nazionale  ripercorre un po’ il suo nuovo stile ‘mediterraneo’, ma piace (non alla giuria, evidentemente).  Per la seconda puntata di ‘quelli che i talent show’ Marco Mengoni, vincitore di <em>X Factor</em> convince con la sua <em>Credimi ancora</em>, sound rockeggiante con sferzata di archi finale che strappa applausi al pubblico in platea sul finire tra acuti e falsetti. Simone Cristicchi   dopo aver preso di mira Biagio Antonacci anni fa, questa volta  in <em>Meno male</em> se la prende con Carla Bruni, emblema di una fantomatica società attaccata con un brano che ricorda  <em>Vengo dalla luna</em> di Caparezza. Malika Ayane offre la particolare voce a  <em>Ricomincio da qui </em>che vanta Pacifico tra gli autori.  ‘Tu non potevi tornare, pur non avendo fatto niente’ canta invece un Pupo contrito guardando Emanuele Filiberto, sul palco con lui insieme a Luca Canonici per <em>Italia amore mio</em>: il trio  fa ingresso sul palco tra i fischi e lo lascia  con lo sventolare di bandiere tricolore. E poi, il momento più atteso della serata, diciamocelo: l’attimo in cui Morgan entra in scena senza esserci.  «La mia unica droga è la mia famiglia, un caffè macchiato caldo la mattina&#8230; &#8211; inizia la Clerici &#8211; ma avrei voluto fare sentire la sua canzone. La Rai ha deciso diversamente,  quindi leggo solo un pezzo del suo testo». Dopo la parentesi &#8211; lui risponde da casa «Ora basta parlare di me» -  il secondo ingresso sul palco di Cassano e si ricomincia.    Da riascoltare <em> La notte delle fate</em> di Enrico Ruggeri &#8211; 1.734esima canzone in  60 anni di Festival &#8211; a cui segue la sfilacciata   <em>Baby</em> dei Sonhora. <em>La verità</em> di Povia ispirata alla storia di Eluana Englaro corre sul pericoloso filo dello ‘sfruttamento’ di un tema  d’impatto &#8211; d’altronde sembra quasi che ci provi gusto, visti i precedenti -  ma gioca bene con la musica e l’interpretazione.  Niente di particolarmente incisivo Il mondo piange di Irene Fornaciari  e Nomadi, mentre graffia la voce di Noemi in <em>Per tutta la vita</em>.  Stupisce con un suono inizialmente reggae la critica sociale di Fabrizio Moro in <em>Non è una canzone</em> . Hanno condito il tutto l’esibizione burlesque di Dita Von Teese e l’ospitata di Susan Boyle. Mescolare bene e mettere in forno: stasera si ricomincia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://diparipasso.com/2010/02/17/al-via-il-festival-di-sanremo-fuori-pupo-dangelo-e-cutugno-dnews-17022010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
