La factory romana dei Giovani Eroi

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Ci deve essere un’alchimia che sovverte le vecchie leggende sul mondo degli artisti squali, quelli che “ognun per sé e Dio per tutti”. Intorno alla Capitale – laddove l’intorno comprende anche Napoli – c’è un movimento di talenti che collaborano, e sono tutt’altro che ognun per sé. Per fortuna. Luca Carocci è un cantautore che ha pubblicato il suo disco “Giovani Eroi”, e nel suo booklet s’incontrano tanti nomi noti (a queste pagine, sicuramente).  Intanto, l’etichetta è FioriRari di Roberto Angelini. Al missaggio c’è Daniele “Mr. Coffee” Rossi (tra gli altri, con Fabi), anche fonico di ripresa e nella produzione con un altro nome che sta girando in tour con il suo bel disco, ovvero Claudio Domestico (Gnut). Tra le collaborazioni Fabio Rondanini (batteria), Francesco Forni (cantautore e chitarrista).
E si badi che il risultato non è “uff, sempre i soliti”, ma il ritrovare, nuovamente, talenti al servizio di voci nuove, come una factory che mette un marchio. “Giovani Eroi” non è un disco fatto in fretta e furia, ma anzi maturato nel corso di anni (la title track ha 17 anni, per dire). Un cantautorato delicato, di respiro decisamente de gregoriano. Intuizioni altre ci sono, e sono da coltivare (vedi “Dimmi cosa vuoi da me”). Voce pacata, testi buoni.  Preferite: “Il lupo”, “Gocce”, “Senza l’amore” (interpretata con Margherita Vicario, anche lei della scuderia FioriRari).

(Il Fatto Quotidiano, 16/05/2014)

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