Caccia al torrent: bloccato isoHunt

Spuntare i nomi della lista nera, uno alla volta. Prosegue la lotta alla diffusione di contenuti illeciti sul web, e oggi la Fimi (Federazione dell’Industria Musicale italiana) ha comunicato il blocco, anche in Italia, del sito Isohunt: “Siamo soddisfatti dell’intervento della magistratura e della Guardia di Finanza che hanno accolto la denuncia di FIMI”, commenta il presidente Enzo Mazza.

Il blocco arriva dopo quello di Pirate Bay, Kat.ph a Torrentz.eu, quattro tra i principali  siti torrent nella black list del Dipartimento del Commercio USA, che a dicembre 2012 lo catalogava così: “Canada-based IsoHunt is one of the largest BitTorrent indexes in the world, ranking among the top 300 websites in global traffic, according to Alexa.com. At least one U.S. court has found liability in cases involving IsoHunt”.

Le alternative legali per la fruizione di contenuti protetti da diritto d’autore – vedi, per la musica, i servizi di streaming come Deezer o Spotify – non bastano a indirizzare il pubblico verso strade  che non siano quelle della pirateria.

“Isohunt non ha mai dato seguito alle nostre richieste di rimozione del contenuto illecito, ha causato gravissimi danni all’industria musicale italiana e pone in essere una condotta penalmente rilevante, ci costituiremo parte civile chiedendo milioni di euro di danni” chiude Mazza.

Ovviamente, la portata simbolica della lotta spesso è più inficiante di quella pratica: soluzioni per aggirare il problema nascono nel giro di poco tempo (esempio) .

 

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