Per me un millefoglie di luna, grazie

Stanotte c’è una fetta di luna da mangiare. Per me un millefoglie. Di luna, grazie.
Seduta come su un dondolo, se ne sta là placida, appoggiata in basso, quasi sui tetti. Sarà stanca, pure lei. Si tiene vicino a terra, così a cadere, eventualmente, fa meno male.
Mentre mi mangio questa fetta di luna, la strada non fa una grinza. Scivola liscia, come succede quando hai voglia di guidare e non ti pesano i chilometri, né il sole del giorno appiccicato addosso insieme all’erba e all’odore di acqua. Niente sale, stasera mangio dolce.
La pelle tesa, i capelli arruffati. Non sarà acqua di mare, ma secca lo stesso. I piedi sporchi di terra, le ciabatte sui pedali. Almeno è estate.
Ci sono dei momenti in cui senti il caldo che sale dall’asfalto, passa il telaio, sale fin sopra il sedile e arriva alla pancia. Come se i pensieri si fossero dati appuntamento nello stomaco. D’altronde, è weekend pure per loro. Mentre fanno bagordi inghiottiti dal caldo, ti ricordano tutti quelli che vorresti salvare. Dalle angosce, dalla fine del mese, dalla solitudine, dalla frustrazione, dai ricordi.
Ma la strada scorre liscia, è già ora di mettere la freccia. E questa luna è proprio buona.

Mentre vivo, viaggio