Simone Cristicchi: torno a Roma con una festa, e con mio zio sul palco

cristicchiwebCi sono gli artisti  capaci di mettere se stessi anche in un discorso sull’algebra, e quelli che parlano delle loro canzoni come stupiti dal risultato finale. Come se, dopo averle scritte, fossero rimasti lì a guardare dove se ne andavano, da sole. Per modestia. Simone Cristicchi è uno della seconda specie. E dire  che del suo Album di famiglia,  potrebbe anche vantarsi. Porterà questo ultimo e denso  lavoro in concerto mercoledì 24 aprile all’Auditorium Parco della Musica .
Che tipo di  live sarà?
Non suono a Roma da tre anni: ho organizzato una grande festa. Ci saranno i Funk Off, 18 elementi tra fiati e percussioni che hanno arrangiato in modo funky le mie canzoni più movimentate. Poi ci sarà il Coro dei Minatori di Santa Fiora: quasi 40, tutti insieme. E poi c’è mio zio.
Suo zio?
Si chiama Ennio Marucci, è un cantante trasteverino di 80 anni.  Canterà due canzoni della tradizione, e una con me: come un passaggio testimone.
Meraviglia! Restiamo in città parliamo de “I matti de Roma”.
Danilo Ippoliti mi ha presentato questo brano e ci abbiamo lavorato insieme: mi è piaciuto subito, mi ha ricordato la mia infanzia. Ero l’unico bimbo di Trastevere che parlava con i matti – li chiamo così affettuosamente -, ne subivo il fascino, e mi  affezionavo.
È un brano molto garbato.
Sono da sempre per l’uomo una pietra di paragone, per farlo sentire ‘normale’: non ci fossero, non ci sarebbe scampo.
Anche in “Cigarettes” propone un altro ribaltamento della realtà, questa volta sull’immigrazione.
Il testo del brano è un documento d’epoca dell’ispettorato americano, sugli  italiani, ma per tutto il brano sembra altro. Molti, prima di capire, pensavano fossi leghista. È che tengo al concetto di memoria.
Ed ecco anche “Magazzino 18”.
È un deposito nel porto d Trieste che conserva moltissime masserizie abbandonate da un intera generazione di italiani costretti all’esilio. Una tragedia dimenticata.
È bellissima “Laura”, che parla della Antonelli.
Ho visitato la sua villa per caso, e sono rimasto molto colpito. È stata la prima canzone che ho scritto dopo 3 anni e mezzo di pausa, la ringrazierò sempre. Volevo portarla a Sanremo, ma ci ho ripensato: sarebbe suonato come uno sciacallaggio.  È venuta a sapere del brano, ne è stata felice. Magazzino 18 e Laura sono i brani su cui ho passato notti insonni. Quando parli delle vite degli altri è sempre difficile.

(DNews, 19/4/2013)

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