(I) Cinque, la luna e le spine: ora live

 

gulino

Mentre portavano in giro “Carne con gli occhi”, il penultimo album, i Marta sui tubi dicevano a DNews:  «Noi continuiamo lenti, come le testuggini». E come tartarughe corazzate sono arrivati anche al nuovo tour (giovedì saranno all’Alcatraz). In barba ai fenomeni stagionali, e pure a quelli che  li considerano troppo poco di nicchia, ormai. Perché i più realisti del re sono ovunque, e quindi se sei un indipendente che esce troppo dalla nicchia (che poi, quanto sarebbe il “troppo”?), ai loro occhi sei quasi peggiore di certi artisti mainstream. Chissà quanto snobismo avrà ricevuto il gruppo dopo la  partecipazione  all’ultimo Festival di Sanremo. Per fortuna, tendono a sbattersene. Ora è turno di nuove date, roba a cui sono più che avvezzi.  Sul palco Giovanni Gulino (Voce), Carmelo Pipitone (chitarra e voce), Paolo Pischedda (piano e organo hammond), Mattia Boschi (violoncello e basso) e Ivan Paolini (batteria), presentano live al pubblico “Cinque, la luna e le spine”. «Il 5 è il numero più ricorrente nella storia più recente dei Marta sui Tubi. Infatti questo è il nostro 5° album ed è da 5 anni che la formazione si è stabilizzata a 5 elementi. 5 è anche il numero del comandamento più importante, quello senza il quale gli altri 9 avrebbero poco senso e che sintetizza l’intero decalogo: “non uccidere”» spiega il frontman Gulino.  «È un disco che reputiamo molto maturo anche se l’abbiamo registrato  in fretta. Abbiamo fatto un po’ i salti mortali, ma ce l’abbiamo fatta» aggiunge Carmelo. Inutile specificare che a suonare, i Marta, non sono lenti come testuggini.

carmelo

(DNews Milano, 2 /4/13)

 

Qui l’intervista video che ho fatto al gruppo in quel di Sanremo.

dnews