Kekko (Modà): Non crescerò mai!

modà

credits: Julian Hargreaves

Tranquillo. Francesco Silvestre, frontman dei Modà, sembra – almeno per il tempo dell’intervista – del tutto impermeabile all’ansia da festival. Alla 63esima edizione di Sanremo, al via il 12 febbraio, porterà sul palco – con Enrico Zapparoli, Diego Arrigoni, Stefano Forcella e Claudio Dirani -“Se si potesse non morire” e “Come l’acqua dentro il mare” brani contenuti in “Gioia”, il nuovo album in uscita il 14 febbraio (tour dal 9 aprile).

Leggo in giro che si tratta di un album più maturo.
Credo che la maturità artistica si raggiunga con il il tempo. Magari cambia il modo di raccontare le cose: negli ultimi due anni ne sono cambiate molte nella mia carriera e nella vita privata (compresa la nascita di mia figlia). Forse è cambiato il modo in cui ne parlo. Se lo dicono, evidentemente sono cresciuto… almeno in quello!
E in cosa non?
Ah beh, per certe cose non crescerò mai! Mi piace giocare, e come dico sempre bisogna imparare dai bambini, che non smettono mai di farlo. Io mi diverto con il pallone, la Play Station… non credo che siano cose gravi!
Se il regolamento sanremese avesse imposto – come di norma – un brano solo, quale avrebbe scelto?
“Se si potesse non morire” (colonna sonora di Bianca come il latte, rossa come il sangue, dal 4 aprile, ndr). In realtà ne avevamo portati tre. Il terzo era “Non è mai abbastanza”, ma loro hanno scelto anche in base ai temi, e “Come l’acqua dentro il mare” è la canzone che ho scritto per mia figlia: una serie di consigli, una messa in guardia dai pericoli, con la rassicurazione che io per lei ci sarò sempre.
Opinioni sul cast?
È coerente il discorso che Fazio (conduttore, ndr) ha fatto sulla qualità dei brani: ce n’è molta. La mia musica preferita è quella di Vasco, U2, De Gregori, De Andrè, ma ci son gruppi che mi piacciono. Almamegretta, Malika Ayane, due cantautori come Gazzè e Silvestri, e io non sottovaluterei Gualazzi.
Ecco, la gara: 2 anni fa, salite sul podio con Emma ospite. L’anno scorso vince Emma, con un testo a sua firma: il 2013 è il turno della rivalsa?
Ho pensato che molti l’avrebbero creduto. Le ragioni per cui andiamo sono molte, in primis un disco e un tour da promuovere.Volevamo anche sfatare il luogo comune per cui non si torna a Sanremo dopo il successo. Nessuno va lì per perdere, ma con o senza vittoria, resta la più importante vetrina di musica italiana.
Per il tour ho letto di un “cine-concerto”, ovvero?
Ci saranno dei mega schermi con video girati da attori, per dare un’emozione anche visiva.
Lo devo sapere: perchè Kekko con tre “K”?
Tre??? Ma sono due!
Tre, con quella iniziale.
Ah ecco, pensavo intendessi ce ne fosse un’altra oltre la doppia.
No, mi sembravano già abbastanza.
La ragione è molto semplice: il mio arrangiatore firmava spesso Chicco, e quindi per variare, ho scelto di scriverlo così. Le “k” mi sono sempre piaciute, nessun’altra strana ragione. Poi, vuoi mettere un nome che finisce in “ko ”?

(DNews, 08/02/2013)

interviste, musica