Le cose che ho imparato questa settimana – numero zero

Ieri, mentre tornavo in treno da un brevissimo viaggio, ripercorrevo mentalmente alcune cose accadute nell’arco della settimana: quelle successe, quelle successe a me, quelle che mi è successo di imparare, e via di seguito. Ho involontariamente fatto partire un elenco, e ho pensato che ogni domenica avrei dovuto ripassare lo stesso schema mentale. Per capire quante cose si apprendono, quanto vadano in contraddizione con altre già assimilate, e quanto lo stupore sia prassi, più che eccezione.
Nota necessaria: dovrò per ragioni editoriali affinare il dono della sintesi.

Parte qui la rubrica “Le cose che ho imparato questa settimana”.

1. Le debolezze delle persone (i talloni d’Achille, tipo la ricerca di conferme o l’insicurezza) fanno passare le suddette persone sopra molte cose, compresi il buon senso, il rispetto dei ruoli, le relazioni, e via dicendo.

2. Le donne, anche quelle che tra loro per ragioni ovvie stanno alla larga l’una dall’altra, possono essere solidali tra loro, senza nemmeno saperlo, in nome di principi più alti della singola contingenza. Questo fa di loro delle persone speciali, che si stiano o meno simpatiche.

3. La capacità di chi fotografa di cogliere il senso di chi sta davanti all’obiettivo, è una capacità che prescinde dalla conoscenza reciproca. Lo stile con cui lo si fa invece, sta tutto dalla parte di chi scatta. Come un articolo: la capacità di leggere un contesto è abilità, ma il risultato dipende anche dal contesto stesso. Il modo in cui lo si fa, invece, è pura responsabilità di chi scrive.

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