Aspettando l’incubatore, ecco come i makers hanno conquistato Passera

[Anche su DNews ho scritto finalmente di makers, e di come già nell’ambito del World Wide Rome fosse chiara l’attenzione del Governo nei confronti delle start up innovative]

Cosa succede se al posto della sveglia che segna i gradi esterni, appeso al muro c’è un termostato di design di ultima generazione, connesso al mondo? Se la bilancia riconosce chi decide di pesarsi e calcola i progressi del fisico e se ancora una stampante, invece di sfornare pagine di inchiostro – nel migliore dei casi a colori – stampa, per dire, una spada giocattolo? O un finto fossile? O, perché no, una casa? Niente, succede che il futuro è arrivato, e si chiama presente. Tutti gli oggetti appena citati esistono, e tutte le cose elencate si possono fare per davvero. Sono frutto delle menti di chi probabilmente al tempo ha fatto quelle che Massimo Banzi, l’ideatore di Arduino chiama «scelte illogiche», e che adesso viene guardato ad occhi sgranati e bocche spalancate. Per il progresso, dopo, lo applaudono tutti. Il problema è prima, quando nasce nelle idee dei visionari e non riconosciuto. Il che gli impedisce di diventare “makers”, ovvero innovatori. Quelli che stanno al centro di eventi come “World Wide Rome”, che li ha ospitati all’Acquario Romano e gli ha permesso di raccontarsi. Così i Kent’s Strapper hanno mostrato la loro stampan- te 3d che produce oggetti della natura più disparata e sta tentando di approdare nelle scuole (loro sono una famiglia intera che si è lanciata nel progetto), ed Enrico Dini ha mostrato il suo D-Shape, la stampante 3d che stampa forme di qualsiasi dimensione, strato dopo strato trasformando la sabbia in roccia. In quel contesto Alessandro Fusacchia, consigliere del Ministro Passera per gli affari europei e i giovani, ha portato la testimonianza di interesse da parte del dicastero (dello sviluppo economico) nei confronti dei makers. Il primo gesto di una voglia di aiutare il progresso che poi si è tradotta nella creazione della task force per le start up innovative (coordinata da Fusacchia).

Stefano Venditti: “Un’officina di innovatori presto nella capitale”

Presidente di Asset Camera, crede molto nei “makers” italiani: «Sentirli parlare è una sorta di massaggio cerebrale collettivo – ha detto a margine del Worl Wide Rome – Noi abbiamo la missione di produrre economia, aiutare le imprese. La rete per noi è stata una scommessa sin dall’inizio, e adesso con Polo Tecnologico e sistema camerale di Roma vogliamo costruire un incubatore, un Fablab romano dell’innovazione».

(DNews, 20 aprile 2012)

 

[Per chi avesse voglia, sul Corriere Fiorentino è uscito un mio approfondimento sugli innovatori toscani]

_Pdf Corriere Firenze (2012_03_11)

Pdf DNEWS

 

 

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