Non rimanere mai indietro, non proiettarsi troppo avanti

Quanti Valentini, e nemmeno un Santo

La festa degli innamorati, dovrebbe in teoria essere ogni giorno. Sono innamorati. Altrimenti che lo sarebbero a fare. San Valentino, piuttosto, dovrebbe essere la festa di quei Valentini che un po’ tutti hanno incontrato, quelli che tutto erano meno che Santi, senza i quali però ognuno avrebbe imparato un po’ meno a stare al mondo (ci sarebbe comunque stato benissimo, ma qualche vantaggio va pur trovato). E allora i pensieri vanno un po’ a ritroso. Certe volte di poco, altre di moltissimo, e pensi.

Pensi a quello che aveva un modo delicatissimo di trovare i nomignoli che usano quelli che si frequentano,  quelli che si stanno conoscendo, tanto affettuosi. Ricordi com’era carino quando ti chiamava “buzzicona”.
Pensi a tutti coloro che hanno avuto tanto da pensare, così tanto da pensare, da arrovellarsi il cervello di pensieri,  da stancarsi. Insomma così tanto che non potevano certo restare lì con te. Uno aveva bisogno “di riflettere solo su una spiaggia”. Un altro aveva avuto tanto da fare con uno stagista. Ma tanto: gli era stato così a lungo a presso, gli aveva dedicato così tante ore di lavoro, che nel contempo questo era diventato amministratore delegato e lui ancora doveva richiamare. Che ci vuoi fare, l’aveva preso a cuore. Ubi maior.
Pensi a quello che proprio non aveva ben capito cosa voleva: prima pensavi rasentasse l’autismo, poi hai dovuto cercare un idrante per placargli gli ormoni, poi è sparito, poi è quasi passato alle presentazioni in famiglia e poi è di nuovo sparito. No, davvero, con l’ultima sparizione io non c’entro niente. Giuro.
Pensi a quello che ti ha detto “Dammi due giorni, e te lo faccio dimenticare” mentre tu pensavi “vorrei solo dimenticare te, il più presto possibile”.
Che poi era lo stesso di “eh, sai, quest’estate sono uscito con – nome di ragazza giovane famosa-” e poi un’ora più tardi, l’unica peraltro passata insieme nell’arco della vita: “E’ incredibile, era così tanto tempo che non stavo così bene con una donna, davvero, io non ci credo”. Va detto che c’era della reciprocità: nemmeno io ci credevo. A niente di quello che diceva. Anche perché credergli avrebbe significato pensare che non parlasse con un essere femminile da quando l’ostetrica lo aveva tirato fuori, se  una sola cena gli aveva fatto quell’effetto.
Pensi a quelli di cui avresti potuto approfittare, facendogli credere cose che non erano. Cosa che non hai fatto, perché non è proprio il tuo modus operandi. E dire che ti hanno chiamata “maleducata”. Poi pensi a quelli che sembravano mentori, ed erano mentitori (che pure io, potevo pure vederla quella sillaba di troppo).
Pensi a quelli che ti hanno detto “non esageriamo” la prima volta che gli hai detto “ti amo”, e poi, fatalità, hanno ripetuto il “non esageriamo” quando piangevi perché stavano uscendo per sempre dalla tua vita, ad ogni titolo. Un po’ ripetitivi, in effetti.
Pensi a quelli che se ne sono andati e poi sono tornati con un aut aut, mentre tu pensavi prima: “Oh, ma non te n’eri andato? ” e poi “Scusa, ma perché mi dici che se ti voglio, resti? Ma se già non c’eri e non t’ho richiamato, boh, forse il messaggio era chiaro… ah no?”
Quelli che “Non sei credibile, non è vero che non mi vuoi”. Mmm, che dici, proviamo con una cinquina sulla guancia? Un cartone in faccia? Un pugno nello stomaco? Non so, dimmi tu come meglio mi ritieni credibile.
Quelli che ‘yeah, divertiamoci’, e via, divertiamoci. Poi si vogliono divertire  un po’ sempre, a cadenza che loro decideranno spontaneamente senza avvisarti (né nel contempo mantenere “la priorità acquisita”). Perdona, devo essermi persa qualche passaggio… siamo stati bene, o abbiamo fatto un abbonamento dell’Atac pluriennale?
Pensi a quelli che “sei carina”, come massimo complimento per riconquistarti dopo anni. Caro, sono carina come una poltrona Ikea, o come la signora delle Poste che saluta tutti cordialmente? Mentre decidi,  fugo i tuoi dubbi: anche avessi fatto di meglio, non avrei cambiato idea.

4 Comments

  • Posted 14 febbraio 2012 at 08:53 | Permalink

    un post davvero carino

  • Diletta Parlangeli
    Posted 15 febbraio 2012 at 03:07 | Permalink

    Grazie Alessio

  • Posted 27 marzo 2012 at 11:07 | Permalink

    Stampo il pezzo e lo poggio sul comodino, accanto alla Bibbia! :-)

  • Diletta Parlangeli
    Posted 27 marzo 2012 at 11:09 | Permalink

    ahahahaahhaahhahaahhah, blasfema!

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