Giordana Angi: arriva senza etichetta, esce con la major
Ancora non ci crede che sarà sul palco dell’Ariston a giorni, magli occhi parlano chiaro: sa di meritarlo. Giordana Angi è una da “pane al pane e vino al vino”: sarà che ha passato le selezioni di Sanremo Social presentandosì senza etichette né produttori, sarà che il mondo della musica (quello del business) ancora non l’ha risucchiata. O sarà che ha 18 anni – neanche da molto – ma le idee più chiare di molte persone con il doppio della sua età. Nata in Bretagna, accento di Latina, compone da quando aveva 14 anni.
Sanremo non era previsto, dunque.
L’ho sempre vista come una cosa impossibile… Una mia amica di Latina mi ha detto che quest’anno le selezioni sarebbero avvenute via Facebook, e allora ho registrato il mio brano al volo e l’ho spedito.
E poi?
Quando mi hanno chiamata non ci volevo credere. Gli ho detto: “Vi do il codice fiscale, siete sicuri che sia io? Non ho pagato nessuno, giuro!”
A proposito di “social”: abituata alla promozione online?
MySpace ce l’ho, ma è vuoto. Avevo messo qualcosa su Youtube, ma è un’arma a doppio taglio.
Mmm.
C’è un lato positivo, ma io sono una che preferisce comprare dischi piuttosto che ascoltarli su Youtube. Poi non capisco perché debbano influenzare i gusti spingendo la musica più vista.
Quello succede anche nelle scelte di scaffale dei grandi store…
Infatti! Oggi per piacere a tutti devi essere nel mezzo, e spesso se stai nel mezzo vuol dire che sei mediocre. Nina Simone non ha venduto milioni di copie, eppure…
A proposito, complimenti per la cover di “Feeling good”. Anima blues?
Il brano “Incognita poesia” (quello in gara, ndr) è un pop melodico, ma se senti il piano sotto, l’armonia è blues. Cerco di andare un po’ da tutte le parti.
Morandi alle audizioni era estasiato.
Mi ha stupito, ha detto di aver visto un fuoco nei miei occhi, ha parlato molto di me in quella sede: ero persino imbarazzata.
Come dargli torto. Non è stato l’unico a notarti: la Warner ti ha vista lì.
Sì, mi si è avvicinato un tipo, e io che ne sapevo chi fosse, se un paninaro o il discografico… mi ha fatto qualche domanda, e dopo l’esibizione mi ha detto che con o senza Sanremo avrebbe voluto lavorare con me. Era Marcello Balestra!
Niente male…
Ora sembra ruffiano dirlo, ma è un’etichetta che ho sempre stimato per la selezione dei progetti. E io vorrò fare un album con gli attributi. Che poi, dopo le audizioni devi vede’ in quanti si son rifatti vivi… persone a cui mi ero proposta che non avevano una lira, e poi improvvisamente avevano trovato i soldi…
(PHOTO: Alessio Jacona)
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