Pacifico: mentre ‘Boxe a Milano’ diventa un libro, preparo il nuovo album
Certe volte mondi diversi coabitano per anni senza mai convivere, mentre altri, quelli insospettabili, si mescolano prima che qualcuno possa accorgersene. Un po’ quello che è successo a Pacifico con “Boxe a Milano”. Una canzone nata come «bonus track per iTunes» e che poi è approdata a teatro dando il nome a un monologo teatrale (da questa sera al 27 novembre all’Elfo Puccini – C.so Buenos Aires 30). E un po’ come è successo anche alla sua passione per il pugilato che senza saperlo si è fusa con la nebbia della città: «Questa canzone mi ha portato per curiosità ad un incontro con Ottavio Tazzi, che ho intervistato un giorno in un bar davvero precario…».
Sembra una bella storia.
Si è inoltrato in una disserzione sugli stati della nebbia, pensa. Su come è cambiata decennio per decennio. E poi, pur avendo allenato una serie di campioni mondiali del ring, ha iniziato a parlarmi dei perdenti.
Correggo: è una bella storia.
Un incontro incredibile. Io però non potevo scrivere un testo su un rapporto sportivo con la boxe, quindi ci sono dei riferimenti, ovviamente, ma poi parlo della “boxe” di tutti i giorni. Quella condominiale, quella casalinga, persino. Nel protagonista del monologo, Agostino Sella, sono finiti tanti miei caratteri. Nella storia, dopo essere stato vittima di un atto di violenza gratuita, si svuota di tutti i suoi punti di vista e acquista un rinnovato candore. Tutti vanno a parlargli proprio perché è diventato un ottimo ascoltatore: e tu sai quanto bisogno ci sia di parlare. Basta aprire una qualsiasi pagina di un social network per capirlo.
Bel paradosso: prima di fare del bene, ha subito del male. Quanto ha influito nella scrittura la violenza urbana?
C’è molta della tensione che respiriamo. Da chi si ribella alla maleducazione, chi al vicino vandalo, chi alla badante.
Lo spettacolo cambia molto?
Mi sono venute molte idee, ho imparato tanto. Come attore non so fare niente, quindi man mano che prendo confidenza, alla mia voce si aggiunge il linguaggio del corpo. E poi diventerà presto un libro. Ci sto lavorando con una brava illustratrice a Milano.
Altri progetti?
Entro dicembre devo consegnare alla Sugar il nuovo album di inediti.
Da autore ha scritto per chiunque: più accomodanti i vip o i giovani talenti?
Il rapporto con l’autore di solito è abbastanza privilegiato e un lavoro molto artigianale: ci si siede a un tavolino, si spengono i telefoni, e si comincia. Ognuno di loro mi ha insegnato molto semplicemente facendomi capire cosa voleva: così si eliminano le cose in più, quei dettagli che metti per “farti bello” come artista, ma che alla canzone non servono.
(foto Fabio Lovino)
