Chi dirà ancora “I love Radio Rock”?

Posted by Diletta Parlangeli on nov 13, 2011 in musica, Opinioni |

UPDATE 1:

Niccolò Vecchia mi ha indicato il post de I Ministri (grazie) che analizzano la situazione e spiegano come mai hanno deciso di far saltare la loro data in collaborazione con Radio Rock. Grazie a questo ho anche avuto modo di ascoltare l’intervista. Mi pare che dallo studio ci fosse piena  coscienza del casino che avrebbe suscitato l’ospite e che, non senza un certo timore, si sia cercato di farlo rispondere a domande alle quali non ha risposto. Iannone ha indicato nella gerarchia delle cose di cui si occupa Casapound “cultura, solidarietà, sport e poi anche politica, ovviamente”.

Io credo che questa intervista si commenti da sola, e che sia ridicolo l’atteggiamento di “sono loro che parlano male di noi, i picchiatori sono altri” (vedi caso Paola Concia che citano). Abbastanza buffo che l’intervistato pensasse di fare una bella vetrina delle attività di cui sopra, mettendo in ultima istanza la politica.

UPDATE 2 – 17/11/2011

“Il Circolo di Cultura Omosessuale Mieli, a seguito della decisione di Radio Rock di  intervistare  Gianluca Iannone di Casa Pound e la conseguente messa in onda dell’intervista sulle frequenze della radio, condivide a pieno la scelta della discoteca Qube di interrompere ogni rapporto con l’emittente radio.

Crediamo che la scelta di Radio Rock sia inconciliabile con la stessa natura della discoteca Qube, che non per caso ospita da anni organizzazioni e feste, tra  le quali la più importante serata  glbt italiana, Muccassassina, che hanno nel proprio dna una natura libertaria, democratica, antisessita e antirazzista”.

Pare proprio che la Radio si stia facendo terra bruciata intorno.


Chi dirà ancora “I love Radio Rock”?
Scrivo da un posto dove appesa ad una bacheca in cucina c’è una lettera dell’Anpi che inizia con “Care Antifasciste, cari antifascisti”. Questo non vieta a CasaPound di mandarmi le sue comunicazioni da quando mi ha inserito – non so ancora bene come e quando, ma soprattutto perché – nelle sue liste stampa.
Non che questo interessi a nessuno, ma mi serviva  come esempio: se sai da che parte stare, non hai bisogno di togliere la parola a chi esprime posizioni radicalmente diverse dalle tue (i distinguo me li riservo per dopo).

Caso specifico: a Radio Rock Emilio Pappagallo intervista Iannone (CasaPound)  e scoppia il putiferio. Un articolo de Il Fatto Quotidiano a firma di Luca De Carolis illustra chiaramente la notizia (anzi, complimenti al collega decisamente “sul pezzo”): dopo la messa in onda gli ascoltatori hanno fatto un putiferio, i 99 Posse hanno diffidato l’emittente dal passaggio dei loro brani, e un altro dj, Price Faster, l’ha addirittura abbandonata.

Reazioni: Alle 11.11 di giovedì Radio Rock scrive su Facebook: “Ci scusiamo per aver dovuto chiudere la bacheca, ma le offese e i toni utilizzati avevano oltrepassato i limiti del civile confronto”. I commenti che hanno seguito la scelta, non è difficile immaginarli e vanno da “bella democrazia…” a “tipico dei fascisti chiudere la bocca al dissenso…”. Qualcuno ha spiegato che “da tempo Emilio iniziava ad assumere un tono sgradevole…. varcando il limite della critica/offesa contro gli ascoltatori che osavano contraddirlo”.

Altri si sono resi conto del polverone senza sapere il perché ed hanno riportato tutto sul piano della concretezza: “Rega’ scusate la mia ignoranza ma ci sono giorni in cui al lavoro mi faccio un culo galattico e non riesco a sentire una minchia, e questa settimana e’ stata una di quelle. Mi spiegate , anche in messaggio privato, a grandi linee cosa e’ successo di preciso?”

Poi arrivano i 99 Posse:

“Sono poche le radio che ci trasmettono, tra queste radio rock di Roma. Tuttavia dopo la messa in onda stamattina dell’intervista di Gianluca Iannone, fondatore di casapound, i tristemente noti “fascisti del terzo millennio”, diffidiamo i responsabili dell’emittente romana a trasmettere qualsiasi contenuto relativo alla 99 Posse. Mai più una nostra canzone, nessuna richiesta di intervista, né di supporto alle nostre esibizioni nella capitale o altrove. Non c’è nessun dialogo possibile con chi fa dello squadrismo la stella polare della propria azione politica, nessuno spazio di condivisione con chi distingue i diritti sulla base della nazionalità, del colore della pelle, della lingua con la quale si parla. La tolleranza si riserva ai tolleranti, la democrazia ai democratici, il dialogo a chi crede nel dialogo. Ci teniamo a precisare che il nostro concerto previsto a Roma il 2 dicembre all’Orion  (tappa che ricordano, dato che sono in promozione con il nuovo album  ”"Cattivi Guaglioni”, nda) è organizzato direttamente dalle strutture che si occupano del nostro management e booking in collaborazione con il locale. Radio rock non avrà alcun ruolo né in questo né in qualsiasi altro concerto terremo in futuro”.

Il gruppo ha promesso che avrebbe provato ad estendere il boicottaggio anche ad altri musicisti, ma questo è ancora da vedere. Intanto la Radio, sempre a mezzo Facebook, ha comunicato sabato sera: “Con rammarico, l’editore e lo staff prendono atto della decisione di alcuni collaboratori di non far più parte della squadra di Radio Rock, emittente che è sempre stata e sarà apolitica, libera ed indipendente”.

I chiarimenti di Pappagallo:

Il conduttore ha spiegato in un post che nei suoi dieci anni di morning show ha sentito i più svariati rappresentati del mondo dello spettacolo e della politica, e che conta di fare altrettanto in futuro in nome della libertà d’informazione.

Considerazioni:

Posto che le mie posizioni sono agli antipodi rispetto a qualsiasi cosa possa anche solo lontanamente avvicinarsi al fascismo, credo che manchino dei parametri nella valutazione della questione specifica, o che questa apra  domande quantomeno leggitime.
Innanzitutto, io questa intervista la vorrei sentire – cosa che non ho fatto in diretta – per capire innanzitutto il tema e i toni della discussione.

Secondo, io non sono un’ascoltatrice indefessa dell’emittente, ma se lo fossi, al massimo smetterei di seguire un programma e non metterei al rogo un’intera Radio, salvo non approvarne la programmazione in toto (ma a quel punto non credo farei parte del suo pubblico, più semplicemente).

Terzo: siamo sicuri che non dare parola a ciò che si ritiene indegno, significhi combatterlo? Non lo so. Io credo che l’ignoranza non sia mai produttiva, e se una cosa non la conosci, hai meno mezzi per valutarla. Ovviamente mi riferisco al diritto di parola e non ad operazioni squadriste o  situazioni che inneggino al fascismo. Per questo, è bene ricordarlo, esisterebbe in Italia anche una legge (n°645 del 20 giugno 1952).

Quarto: I panni sporchi si lavano in casa, dice il detto, ma quando si può cogliere la palla al balzo, magari si lavano anche sul balcone.
Senza insinuare nulla, credo che la situazione che concerne l’organico della radio e le sue frizioni interne, probabilmente riguarda anche questioni precedenti al casus belli di qualche giorno fa. Ricordiamoci che l’emittente è cambiata molto negli anni, e forse ad alcuni  non piaceva più già da un po’.

Quinto: chi si è scagliato urlando alla vergogna suprema brandendo lo scudo della democrazia dei popoli, ha lo stesso tipo di attenzione sempre e comunque? Si rifiuta di guardare programmi dove magari c’è un rappresentante politico dal passato non proprio “rosso”?
E ancora: avrebbe trovato altrettanto errato un intervento di un rappresentante dell’estrema sinistra?


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4 Comments

  • Luke scrive:

    Era alla ricerca di notizie sul kaos scoppiato a radio rock… il tuo intervento qui è stato illuminante.
    grazie

    Luke

  • Diletta scrive:

    beh e allora non posso che ringraziarti. Vuol dire che ho fatto il mio dovere. Grazie, Diletta

  • billy scrive:

    finalmente ho capito qualcosa di quello che è successo visto l omerta un po patetica di radiorock mi dispiace molto perchè faster era il mio preferito mentre non condivido minimamente la linea editoriale di pappagallo he pecca di protagonismo paranoico
    ma perchè non se ne va a radio radicale penso farebbe un piacere a tanti ascoltatori

  • Diletta scrive:

    Bisognerebbe controllare tra un po’ come si metteranno le cose =) Grazie del commento Billy

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