La decadenza per Ivano è solo un titolo
Diletta Parlangeli>Roma
C’è chi arriva ad un certo punto della propria carriera e comincia ad esplorare nuovi mondi – e tecnologie – in maniera opinabile, chi continua indefesso a produrre album con la frequenza con cui si fa il cambio di stagione nell’armadio, e chi invece decide che in fondo, può bastare così. Ivano Fossati ha annunciato il suo ritiro dalle scene e gli effetti sul tour, domani al Teatro degli Arcimboldi, già si fanno sentire (come se ce ne fosse stato bisogno). Gli speranzosi ad oltranza dovranno confidare in qualche defezione all’ultimo secondo perché la data è già sold out – così come quella di Roma del 3 febbraio 2012 – ma il bis è già stato concesso: il Decadancing Tour ritornerà il 19 dicembre – sempre al Teatro degli Arcimboldi – e duplicherà nella Capitale il 4 febbraio all’Auditorium Conciliazione.
In molti hanno etichettato “Decadancing” (Emi), come nettamente migliore rispetto all’ultimo album dell’artista “Musica Moderna”, forse dimenticando che proprio quel cd conteneva il capolavoro “Last Minute” e che lo stile musicale adottato negli ultimi anni resta forte e chiaro. Il piano lento “alla Fossati” fa ricordare la sua potenza al fianco degli archi (“Nella terra del vento”), ma si fanno largo anche brani dal respiro più ampio come “Laura e l’avvenire” (quasi un tango d’amore contemporaneo ed efficace).
Sui testi, come sempre, niente da aggiungere. “La decadenza” rimane solo un titolo. E non è poco.
(DNews, 08/11/2011)
