Il potere delle parole è lotta amata: intervista a Frankie Hi-Nrg e Massimiliano Bruno

La “lotta amata”, invece che armata: da uno che gioca con le parole da sempre come Frankie Hi-Nrg non ci si poteva aspettare migliore intuizione.
Una speranza pronunciata con la bocca amara, come le tante portate in scena da lui e da Massimiliano Bruno in “Potere alle Parole”, fino al 23 ottobre al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma. I pezzi storici del rapper riarrangiati in modo magistrale per essere reinterpretati sul palco da Francesco Bruni alla chitarra e Roberto Gatti alle percussioni, si alternano con i monologhi dell’attore e autore e regista (“Nessuno mi può giudicare”).
Questa è l’intervista realizzata a puro uso e consumo della rete da Alessio Jacona e me. Nel foyer del teatro, mentre la macchina del caffè si scaldava per fare i primi caffè della sera e qualcuno arrivava a ritirare i biglietti comprati online, i due protagonisti hanno raccontato la genesi di questo spettacolo che attinge a piene mani dall’attualità. O forse dal passato, ché tanto è lo stesso. Così “Nessuno Tocchi Caino” fa il paio con un monologo intitolato “Diaz” scritto da Bruno, e crea, insieme al pezzo recitato da due attori diversi ogni sera, il pathos necessario a capire che il tutto è accaduto al G8 di Genova, ma poteva essere l’altro giorno, il 15 ottobre, nella Roma assediata dai Black bloc. E che in fondo “ci hanno preso in giro e condannati a combattere tra di noi”

Tranquilli comunque. Bruno appena entra in scena promette che la cosa più di spessore a cui vuole pensare è una robiola. Tiene fede alla promessa con i suoi monologhi: certe volte parecchio (issimo), altre in maniera deliziosa (da incorniciare per una come me il monologo sull’Aulin).
Frankie dal vivo è notevole (e lo ringrazio anche solo per dimostrare al pubblico che una mimica diversa, nel rap, è possibile).

Le vedrei bene in giro per l’Italia, queste parole e la loro lotta (amata, ovviamente).

Qui le mie foto dello show.

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