“To heart” come “amare”: il “giovanilese” del 2012
Diletta Parlangeli>Roma
Anni fa, in un liceo fiorentino, un professore di Lettere ricordava spesso ai suoi studenti sbadati: «Avete presente quel librone alto, con tante pagine, scritto fitto-fitto? Ecco, si chiama vocabolario: pare che leggerlo “porti bene”». Un consiglio utile, specie considerando che spesso sono proprio i più giovani, per quanto meno avvezzi alla consultazione, i principali responsabili dei nuovi lemmi introdotti nei dizionari.
Una prova nelle opere Zanichelli in arrivo: il Ragazzini 2012, dizionario d’inglese, e lo Zingarelli 2012, dizionario di lingua italiana.
Qui si trovano “andare a mille” (nel modo migliore, al massimo delle proprie possibilità), “fighettìsmo” (Caratteristica di chi ostenta atteggiamenti snob, alla moda), ovviamente “giovanilése” (Linguaggio, gergo tipico dei giovani), “sirenétto” (Giovane uomo, spec. in abbigliamento balneare, che ostenta la bellezza del suo corpo), e persino “trombonaggine” (Caratteristica di chi (o di ciò che) è pomposo, enfatico e sim. o di chi è smargiasso, spaccone).
Per non parlare dell’inglese “to heart”, che ormai pare proprio sia il sinonimo familiare di amare (in riferimento – spiega il dizionario – alla rappresentazione grafica del cuore, usata in sostituzione del verbo “to love”). E così “peeps” diventa l’abbreviazione familiare di people, gente. Emblematici del momento storico e sociale “velinismo” (Spec. nel linguaggio giornalistico, la diffusione della presenza delle giovani vallette televisive e il loro assurgere a modello di successo), “vedo non vedo” (detto di abbigliamento che lascia maliziosamente intravedere ciò che copre), “celodurìsmo” (Ostentata esibizione, spec. nello scontro politico, di grinta e virile risolutezza), e “milleproroghe” (Solo nella loc. decreto <m., nel linguaggio politico-giornalistico decreto legge di fine anno che contiene disposizioni urgenti e proroghe di precedenti decreti su svariate materie). Senza contare la quantità di nuove parole che arrivano dalla rete. Nel ragazzini compare un imprescindibile “hashtag” (tag introdotto dal simbolo del cancelletto, utilizzato nel microblogging) o “to uncheck” (deselezionare) mentre nello Zanichelli entra a gamba tesa “tecnostréss” (Stress indotto dall’uso prolungato di strumenti e tecnologie informatiche) e “rippare” (Nel gergo informatico, duplicare illegalmente i contenuti di un cd o dvd protetti). A proposito di tecnologie, i dizionari sono disponibili come app per iPhone, iPad e iPod Touch.
(DNews, 12/10/2011)