Eh già, Vasco è ancora qua, ma Nonciclopedia chiude e la Rete non parla d’altro

Diletta Parlangeli>Roma
Nonciclopedia chiude ringraziando il Blasco e sui social network scoppia il putiferio. Morale: mai sottovalutare né un’amaca, né il web. Sarà che sono entrambe reti, ma l’attimo in cui ti ci lanci sopra credendo di dominarle completamente è lo stesso in cui finisci ribaltato.
Vasco Rossi negli ultimi mesi su internet ci ha trascorso parecchio tempo tra video e dichiarazioni rivolti ai fans. Ieri è stata la rete a rivolgersi a lui (o per l’esattezza contro di lui) dopo che il sito, interpretazione satirica di Wikipedia, ha optato per l’autosospensione. La questione è stata ben spiegata da Tania Sachs, press agent del rocker: «Più di un anno fa abbiamo sporto querela per diffamazione nei confronti del sito Nonciclopedia che degli insulti contro Vasco Rossi aveva fatto la sua bandiera. Quotidiani e gratuiti, a tempo perso e senza alcun motivo – ha continuato  – Il magistrato in questi giorni ha riscontrato che gli elementi di reato per diffamazione esistono tutti e lo ha comunicato alle parti». Nel frattempo la furia è esplosa: ieri su Twitter  in Italia “vascom****a” e “nonciVasco” sono rimasti per ore tra i primi trending topic, ovvero le parole più volte citate.    Su Facebook sono proliferate   pagine e  relativi iscritti del tenore di “Chiudiamo Vasco Rossi e riapriamo Nonciclopedia” e i blog hanno fatto il resto: “Bastava fare una ricerca su Google per capire che l’uso eccessivo e prolungato di avvocati nella gestione delle relazioni online nuoce gravemente alla salute” scrive Alessio Jacona (Thewebobserver).   I giovani della Fgci gli hanno scritto  in una lettera “Questa volta sei come tutti gli altri”.
«Vasco sta tentando di capire il web» ha detto Fabri Fibra nell’ultimo numero di Rolling Stones. Eh, insomma.

(DNews, 4/10/2011)

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