La libreria

“Adesso sarai contenta”.

Si fermò guardandola negli occhi mentre toglieva i volumi dalla libreria, interrompendo la finta attenzione con cui cercava di ricordare quali fossero i suoi per separarli dagli altri. Erano quelli, più di ogni altro oggetto, a mettere un muro definitivo. Erano pareti di parole che segnavano la fine delle parole. Muri di frasi, dove frasi non ne esistevano più.
I muscoli della faccia serrati nell’attesa.

Lei fece come per dire qualcosa che invece non uscì. “Non hai capito proprio niente”: al posto della voce le espressioni intorno agli occhi feriti e fieri, lo dissero.
Tanto, quando non ci si capisce più, c’è poco da capire. Quando si cambia troppo, ci si riconosce in quello che non si conosce e si pensa un futuro troppo lontano, forse si può solo alzare le mani. O le spalle; che non è proprio la stessa cosa.

Mentre vivo, racconti