Fai finta che

Posted by Diletta Parlangeli on lug 9, 2011 in Senza categoria |

Guarda, siamo in mezzo agli alberi! Accarezza le foglie”. Il piccolo allunga la mano: “Ma mamma, c’è il vetro!!!”. “E tu fai finta che non ci sia… Immagina. Pensa che li puoi toccare”.
Il treno non andava velocissimo, in quel tratto. Era inevitabile pensare che quella sembrasse proprio la continuazione naturale (in senso stretto) della galleria di cemento. In fronde. Almeno così aveva pensato la madre, e a dire il vero anche io.
 Per una volta un bambino era stato più razionale di un adulto: concreti i bambini sanno esserlo spesso, ma l’incanto è una cosa che di solito gli appartiene (o così ci piace pensare).
Per contro però, quella stessa volta un adulto stava invitando un altro essere umano alla fantasia. E non per mettergli paura con l’uomo nero o fargli arrivare la pappa su un cucchiaio diventato aeroplano, ma solo per il gusto di farlo guardare oltre. Di insegnargli che le cose, in certi casi, sanno essere quello che vogliamo. 
Di ricordargli che l’immaginazione  spinge le persone dove non possono andare e mette le basi per far sì che poi le persone vadano proprio lì, dove non potevano. Che ogni tanto funziona e che può essere brutale, come le cose belle sanno essere. 
E che quando non funziona, alla fine non ci si perde nulla. L’immaginazione non è illusione: è esercizio attento sui limiti della propria ragione, pericoloso allenamento contro i suoi ostacoli. 

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