Zero Assoluto: la politica ci interessa, ma non nei testi
Diletta Parlangeli>Roma
Una coppia di fatto (musicale), in pratica. Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci , leggi Zero Assoluto, si conoscono così bene e da talmente tanto tempo (il sodalizio nacque sui banchi del liceo, tra i quali adesso tornano invece come testimonial della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale) da prevedere ogni reazione l’uno dell’altro, parlare in perfetta alternanza senza sovrapporsi mai (merito dell’esperienza radiofonica?) ed essersi scambiati, negli anni, anche le caratteristiche caratteriali: «Io prima ero stravagante e lui più cupo – dice Thomas – adesso ci siamo invertiti». Oltre a parlare, un’altra cosa che sanno fare all’unisono è comporre: il risultato è il loro ultimo album “Perdermi” (Emi Music), anticipato dal singolo “Questa estate strana” («Strana davvero, suona molto anni Ottanta»).
Nei testi emozioni, relazioni, introspezione: niente, la politica deve farvi proprio schifo.
Matteo: No, se non la trattiamo non significa che non abbiamo opinioni in merito, ma che non ci attraversa la testa mentre scriviamo. Esiste la consapevolezza di quello che succede, ed è una cattiveria che qualcuno impedisca ai giovani di programmare la vita. Il precariato si riflette su tutto: lavorare è una parte di te che ti rappresenta, non un dettaglio.
Thomas: Non abbiamo mai avuto l’abitudine a scriverne. È come se dicessi “da domani faccio heavy metal”: non essendo incline, non verrebbe fuori niente di buono.
E invece il disco lo è, qualcosa di buono? Siete soddisfatti?
T: Ho ripulito le orecchie e l’ho riascoltato. A cose fatte capita di dire “Beh, questa me la potevo risparmiare”, e invece sono contento.
M: Io lo trovo molto equilibrato.
Dunque dicevate che vi prendete dei periodi per scrivere e lo fate insieme.
M: Sì. Io non riesco a scrivere in giro. Quando componiamo è il momento più bello, anche se certi litigi…
T: Ahahaha! Capita che io mi impunti e dica “No, io questo così non lo faccio, me ne vado”! Stai lì tutto il giorno a fare qualcosa di intangibile: quando arriva il cd fisico è quasi un’esigenza. Fosse altro per dimostrare ai tuoi che hai fatto davvero qualcosa!
Matteo, pronto per X Factor?
Piano, piano. Ho fatto il provino come chissà quanti altri, il resto è da vedere. La tv è un mestiere vero e proprio, non un gioco. Se mi chiamassero? Prenderei lo zainetto e andrei al mare con Thomas (lo guarda, lui annuisce, ndr). E poi ora c’è il cd.
Lo porterete fuori dall’Italia?
M: Sì, è anche la ragione per cui ci siamo legati ad un’etichetta internazionale. Stiamo traducendo molti dei singoli in spagnolo. Thomas è bravissimo, io sembro er Monnezza. Ma spero che per l’inverno avremmo progettato tutto.
(DNews, 07/06/2011)
