Paola Iezzi: ‘Non solo pop e moda, vi canto il De André che parla degli ultimi’

Posted by Diletta Parlangeli on gen 17, 2011 in dnews, Senza categoria |

(Foto Katia Nunzi & Iris Stefandottir)

Diletta Parlangeli>Roma
Ci vorrebbe un po’ ad immaginare Paola Iezzi (senza Chiara) recitare “Terra d’amore” di Alda Merini o intonare “Ho visto Nina Volare” di De André se non fosse così brava – e appassionata – a spiegarlo. Racconta quello che porta sul palco con la sua partecipazione a “Ostinati e contrari – La profezia delle onde” lo spettacolo teatrale-musicale dell’Associazione musicoterapica di volontariato “La Stravaganza” in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano fino a domenica 16 gennaio.
Di cosa si tratta?
È un’ideazione di Sebastiano Filocamo (alla regia, ndr), niente di usuale né classico. Siamo sul palco con i “pazienti” – è un termine che non mi piace usare – della musicoterapia della Onlus. La cosa che mi piace è che è come se tutto venisse azzerato: lì sopra siamo tutti uguali.
Con le parole di De André.
È uno che ha sempre cantanto gli ultimi, la sua denuncia è forte, anche se  non pesante.  Il regista ha poi scelto di non puntare sui suoi brani più famosi. Contano molto i movimenti: vedere gesti che per molti sono naturali trasportati su ragazzi che hanno disagi psicofisici ha un effetto impressionante.
Le piace proprio…
È uno spettacolo difficile da spiegare, va visto. Molto armonico, con una scenografia elegante, ma sobria. Non avrei mai creduto di emozionarmi così, e invece durante le prime prove mi son dovuta trattenere dalla commozione.
Come è arrivata a questo spettacolo?
Sono molto amica della presidentessa dell’associazione, e lei mi ha proposto di interpretare quei pezzi che a suo avviso erano perfetti per me. Quando ho fatto la prima prova, il regista è stato dello stesso avviso.
Una Paola inedita, per chi è abituato a vederla tutta “pop-fashion”.
In realtà l’esperienza che  abbiamo accumulato (come Paola&Chiara, ndr) ci serve poi per fare altre cose: è tutto abbastanza consequenziale. Benché in teatro, sono sempre canzoni, anche se  un altro tipo di coinvolgimento. Non voglio dire che sia migliore o peggiore, ma semplicemente diversa. Per quanto riguarda la moda, in realtà un po’ l’ho portata anche nello spettacolo…
Niente da fare, non si trattiene.
È più forte di me! La mia stilista preferita, Vivienne Westwood, ci ha donato degli abiti che regalano un effetto scenografico incredibile… Che poi, la moda, se vissuta come costume e non come cosa frivola, è un grande specchio della società.
Certamente. Progetti in solo o in coppia?
A breve il secondo video dell’album “Mille luci”, con Chiara, e poi ci penseremo dopo la pausa sanremese. Per il resto mi dedico al mio blog “box for creativity”, dove do spazio alle mie passioni: la comunicazione web mi piace molto.

(DNews, 14/01/2011)

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