Are you to talking to Me(i)?
A qualcuno il Mei è già venuto a noia. Qualcun altro dice che bisognava andarci dieci anni fa, ma io dieci anni fa di sabato andavo a scuola. Qualcuno lo trova adatto solo per addetti al settore e addirittura poco rappresentativo per gli artisti, ad altri ancora piace, così com’è, nonostante i finanziamenti stringati che si ripercuotono un po’ su tutto. Parlando con un albergatore mi ha detto che quest’edizione 2010 ha registrato un’affluenza maggiore di quella precedente, scambiando opinioni con il tassista invece scopro che secondo lui è andata peggio.
Per quando riguarda i fatti Mei, il Meeting degli Indipendenti avrebbe bisogno di qualche giorno in più per essere “gustato”. Sette sarebbero troppi, 3 pochi (ok, va da venerdì a lunedì ma il clou è il weekend). Direi che 5 sarebbero perfetti. Ad ogni modo, è un’esperienza da fare. Devo considerare che essendo stata adottata da Tommaso e Cecilia (con Stefano e Sandro), la mia percezione è positivamente influenzata. Ho visto il 30 per cento delle cose che si sarebbero potute vedere. Ho incontrato chi non avrei mai pensato di incontrare.

Con l’hip hop Mei, curato da Piotta con l’essenziale contributo di Cecilia (e dei due di cui sopra), ho fatto un salto indietro nel tempo vedendo quello che propone adesso la scena italiana. Con picchi di interesse su alcuni ragazzi come i Soulce’ & Teddy Nuvolari, particolare impresa in un panorama che spesso, finito di emulare il rap d’oltreoceano, emula se stesso. Più tradizionale, ma bravo, Kiave. Fa sempre un po’ effetto “tuffo al cuore” la vecchia scuola come Esa, e sempre un po’ ridere lo scimmiottamento di alcune nuove leve. Bonnot (dj di Assalti Frontali che ha fatto un cd favoloso intitolato “Intergalactic Arena”) si conferma non solo una persona squisita, ma anche un ottimo artista. Piotta quello che raduna più gente di tutti in una piazza con meno non so quanti gradi. E io scopro di aver fatto l’attaco di un pezzo con una frase che lui ha scelto per le sue magliette.
Ovviamente al Mei ogni gruppo musicale non è solo un gruppo, ma un embrione come minimo di altri due progetti: quindi conoscendo una band è probabile che si venga a conoscenza di almeno altre 3 collegate.
Interessanti gli spunti che arrivano da Sala Stampa e Sala Convegni, come gli argomenti emersi in “Settimo, non scaricare” a cura di Indipendulo/Trovarobato.
La Prosciuttta di Faenza è un b&b non dispendioso, pulitissimo e con personale gentile. La maggior parte di alberghi di Faenza è lontana dalla Fiera, cuore del Mei, ma si crea anche un sistema di passaggi e conoscenze notevole (meglio avere una macchina, ad ogni modo). Sabato mattina ho incontrato a colazione gli Yumma Re guidati per la città da Vito, lo zio di Hanna b. Mentre siamo in macchina nello stereo ha suona una canzone: “25 anni fa una sfattona mi diede questo cd, e io andai a vedermi il concerto: strepitoso!”. Il suono è familiare: sono i tears for fears ed è evidente che qui la musica sia nell’aria.
[...] Parlangeli ce ne parla sul suo blog nonché ha fatto delle foto bellissime che ci trasmettono il clima di Faenza di quei giorni, e non [...]
Grandissima!!!
Addirittura mi nomini :D
Esperienza stressante e distruttiva, ma che mi ha insegnato tantissime cose.
Infatti, appena tornato a Polignano, mi sono subito messo a lavorare (…e a studiare).
Ci vediamo l’anno prossimo? :)
A presto!
Ma certo che ti nomino! =)