Benvenuti a FriendField 902010

Posted by Diletta Parlangeli on ott 26, 2010 in internet, Opinioni |

A frequentare FriendFeed si ha la sensazione, a tratti, di trovarsi nelle grandi compagnie alla Beverly Hills 90210.  Partiamo dall’inizio: il servizio (fonte Wikipedia), viene lanciato nel 2007.  Ora, non ricordo con l’esattezza a quando risalga la mia iscrizione, ma cade in un periodo abbastanza lontano nel tempo. In questi anni la considerazione dei vantaggi del social network in questione è rimasta invariata: la possibilità che offre di aggregare in un unico profilo i feed provenienti dalle varie presenze online di ognuno (Twitter, Facebook, gtalk, Tumblr, 4square solo per citarne alcuni), unito alla possibilità di creare post ex novo, è sicuramente la sua carta vincente. Ma non si fa grossomodo lo stesso su Facebook? Sì, anche se con tempi decisamente più lenti e una gamma minore di feed da aggregare (da quando poi non si riesce a capire come aggiornare manualmente gli aggiornamenti a blog e vari, non ne parliamo proprio). Ad ogni modo, FriendFeed è immediato e gestibile in maniera meno brigosa. Per i pigri (o semplicemente per chi ha poco tempo), una manna dal cielo.

Ma torniamo al punto. Proprio perché meno dispersivo di altri, dà la capacità di osservare da vicino la vasta gamma di personaggi che trovano rappresentanza lì sopra. Blogger, non blogger, friendfeeddari puri, smanettoni della prima e ultim’ora e aspiranti badooisti. Con gli anni le facce (pardon, avatar), si riconoscono. Le dinamiche si banalizzano e l’autoreferenzialità è dietro l’angolo. Si trovano ancora gli approfondimenti di tal persona che linka interessanti pagine web attraverso le quali si riesce a metter su un discussione, così come si leggono ancora post divertenti che riguardano semplicemente l’esistenza degli iscritti. Per il resto, benvenuti a Beverly Hills.

Ci sono i gruppi – alle volte inconsapevolmente il gruppo è uno solo – e gli intrecci. Ci sono le trequartiste* travestite da intellettuali (che dico, basterebbe un minimo di spontaneità in più e ammissione che tutti, al momento opportuno, fanno attention whore), le trequartiste e basta (e volesse il cielo, tanto durano poco lì sopra), gli intellettuali snobbettini con la loro cricca di adepti e i loro commenti a immagine e somiglianza. Ci sono gli snob che si travestono da caciaroni e non lo sono affatto, i troll per professione (quelli che non hanno seguito la richiesta “astenersi perditempo”) e gli sgradevoli per hobby, uniti all’urlo di “più faccio schifo e meglio sto”.

E poi c’è il sesso. Non c’è ambito della vita – Freud annuirà – in cui palese o latente non spunti fuori. Su FriendFeed si traduce in tre atteggiamenti:

a) chi si fa qualcuno (o tutti) e lo dice, in tutta onestà, e ci brinda pure su

b) chi si fa qualcuno e aspira a farsi i fatti suoi

c) chi si fa tutti e si comporta come la santa maria vergine o il timorato di Dio celandosi sotto veli pietosi del gattamortismo o nella versione maschile sotto l’aura di poesia maledetta ed eremitaggio assoluto (se…)

In tutto questo ovviamente ci sono le voci. Girano, si accavallano, si storpiano e “uh! Santo il cielo com’è possibile che si sia venuto a sapere?”. Eh, e com’è possibile? Sveglia, il monitor è acceso e le notizie vanno in onda. Sbiancherebbe persino la D’Urso se vedesse che razza di salotto viene trasmesso online.

Tolto il sesso, c’è un modo di scrivere che non si sa dove nasca, ma si sa certamente dove arriva: modi di dire, o meglio di scrivere post e commentare. Fiumi di “, per dire”, tornado di “, ecco”, maree di “cialtroni” (con o senza y) e vagonate di gente che si dà del lei o che si parla bestemmiando.

Poi ci sono le stanze, quelle per pochi eletti e quelli che “eleggiamo tutti tanto poi ci si infaga via chat” e buona notte ai suonatori. Ci sono anche i cavalli che corrono da soli, per fortuna.
Il Peach Pit, Ray Pruit, Valery la bagascia e Kelly la finta timorata, il maledetto Dylan e l’intelletuale puritano Brandon, la giornalista Andrea (che pure lei, a suo tempo, un po’ bagascia è stata), la schizzata Brenda e la raccomandata Donna, ci fanno un baffo.

Ora però attendo qualche commento su FriendFeed, scusate.

*dicesi traquartista la persona adusa ad autoscatti che ne mostrino le grazie. Solitamente, di tre quarti (da qui la corrente). Termine coniato da dielle

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