Jobi 4, l’esordio del jazz-pop: ‘Non stiamo più nella pelle’
(foto: Claudio Grassi)
Diletta Parlangeli>Roma
Voce profonda, come gli intenti. Johannes Bickler è l’anima (e la penna) dei
Jobi 4, band milanese – anche se le origini dei componenti si perdono per le strade del Vecchio Continente – al suo omonimo album d’esordio (Novunque/Self). Questa sera il leader suonerà con Fabio Visocchi, Cesare Pizzetti e Federica Caiozzo (voce) alla Salumeria della Musica di Milano (via Pasinetti 4, ore 22, 5 euro) e poi ad AstiMusica 2010 il 15 luglio.
Il singolo “Sunflower”, un brano che stuzzica i timpani al primo ascolto, è già in radio ed è solo l’assaggio di un disco originale che fonde una base jazz al sano pop che profuma di estero e flirta con l’elettronica.
Johannes, una definizione per il vostro primo disco.
È una domanda difficile, perché i brani esistevano già prima del cd. “Sunflower” ha circa dieci anni e il più recente un anno e mezzo. Sono tutte canzoni che hanno raggiunto una loro maturità e passato un mio esame.
È severo in questo?
Sì. In questa selezione c’è un’ampia parte della mia vita.
Sono testi piuttosto metaforici.
“Metaforici”. Non ci avevo mai pensato, ma ci può stare. Sono immagini legate a cose che mi hanno segnato, quindi sì.
È vero che ha trovato Federica Caiozzo su MySpace?
Sì, è stata lei a chiedermi l’amicizia ed io l’ho chiamata appena l’ho sentita.
Il binomio social network/musica non era una bolla di sapone, dunque.
Eheh, non proprio. Anche io la percepisco come una cosa in cui si sono buttati tutti all’inizio e che adesso ha perso attrattiva (alcuni si sono riversati su Facebook). Come tutte le novità prendono, ma poi c’è la selezione naturale. Restano comunque comunque mezzi interessanti.
Oltre ad essere sicuramente una voce “poco italiana”, cosa aveva in più la voce di Francesca?
Èmolto completa, ma al di là del timbro, che sicuramente non doveva essere troppo acuto, ciò che volevo è che trasmettesse quello che sentivo io. C’è molto allineamento in questo.
Curiosità: lei ha vissuto in Germania, poi è stato a Londra… insomma, cosa ci è tornato a fare in Italia?
(Ride, ndr) Perché le mie radici sono qui e qui ho vissuto la maggior parte della mia vita (eccetto quando sono andato a trovare mia sorella per una settimana a Monaco e ci sono rimasto cinque anni).
E la collaborazione con Pacifico cosa le ha insegnato?
Molto, come sempre quando hai a che fare con persone intelligenti (oddio, anche con quelle non intelligenti se è per questo). Ma con lui si è creato anche un bel rapporto umano.
Le canzoni sono sue da cima a fondo. Come mai in inglese?
Ho scritto sia in italiano che in tedesco, ma l’inglese è la lingua che più mi trasmette libertà, sia a livello di metrica che di immagini.
Pronti per i live?
A livello di date è tutto in divenire, e sì, non stiamo più nella pelle.
(DNews Milano, Bergamo e Verona 15/06/10)
Non Male. Interessanti. http://www.youtube.com/watch?v=VRU92XODPhc
Ricordano un po’ i Musetta.
Molto interessanti, davvero. Il cd è un buon prodotto :)