Primo Maggio: si chiude il sipario, si apre la causa (DNews, 3/5/2010)

Posted by Diletta Parlangeli on Mag 3, 2010 in dnews |

Diletta Parlangeli>Roma
“Si spengono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno”, cantava Antonello Venditti. Ecco, in piazza San Giovanni a Roma le luci si sono spente, e degli amici si fa il conto: lo storico live Primo Maggio, voluto da Cgil, Cisl e Uil fa il bilancio del giorno dopo (o meglio della notte stessa). All’attivo quest’anno c’è uno sponsor sparito all’ultimo minuto e le consuete difficoltà di budget – aggravate dall’episodio – che costringono l’organizzazione a pensare ai più svariati rimedi. Marco Godano, uno degli organizzatori, si ferma un po’ a ragionare. È mezzanotte di sabato e in scena ci sono i Baustelle. Mentre echeggiano le note del loro ultimo album, Godano parla subito di numeri. «Il vero dato è la piazza – dice – c’è un pubblico che ormai si fida e sa che non gli sarà rifilata nessuna bufala». Lasciando un attimo da parte il profilo artistico dell’evento, arriva la patata bollente sotto il nome di “soldi”: «Quest’anno è stato un anno molto difficile, economicamente parlando – spiega Godano – e siamo stanchi di arrivare ogni anno a fine aprile senza sapere quanti fondi ci saranno davvero». Specie poi se qualche sponsor diserta.

La “sorpresa”

Durante la presentazione dell’evento lo scorso dicembre la new entry tra i sostenitori della manifestazione era arrivata con tanto di brochure: era la Ker Self (sistemi fotovoltaici). Aveva dato la sua adesione prospettando un Primo Maggio all’insegna dell’eco sostenibilità. Poi si è persa anche la sostenibilità. «Sono spariti a 15 giorni dall’evento – ha detto Godano -e questa cosa avrà degli strascichi». Ovvero tribunali, presumibilmente: «Abbiamo dato le carte agli avvocati per fare una causa. Ma il Concertone non si fa con le cause». E anzi, continua animato: «Rispondo a chi qualche giorno fa sulla stampa ha dato al live il titolo di “Concertino”: questo è sempre il “Concertone”, alla faccia di chi ci vuole male». Dopo l’ospitata di Vasco Rossi ripetere il boom di presenze e ascolti della diretta su RaiTre non era cosa semplice (dalle 21.04 alle 23.59 gli spettatori furono 2 milioni 489 mila con uno share dell’11,91% contro 1 milione 89 mila e il 4.93% di share di quest’anno), ma Godano si difende dicendo che «era un Primo Maggio colto, più colto del solito».  Molta musica italiana e non main stream, sicuramente: Roy  Paci, Simone Cristicchi, Samuele Bersani, Vinicio Capossela, Carmen Consoli e Baustelle. Nessun nome roboante alla Oasis o Bon Jovi e i detrattori hanno subito pensato al live  “de noantri”. All’attivo, detrattori o meno, restano grandi nomi della musica italiana, ospiti come Paolo Nutini e l’Orchestra Roma sinfonietta e un palco con 120 pannelli (non solari, per ovvie ragioni) con effetti grafici di rilievo. Gusti o meno, il problema restano i fondi. E se l’edizione 2009 ha rischiato grosso (arrivò in soccorso proprio la Ker Self) e quella del 2010 è stata una navigazione a vista, per il 2011 qualcosa va inventato. «Abbiamo però chiesto ai sindacati di riflettere sulla Fondazione per non ritrovarci ogni anno a metà aprile senza sapere quale sarà il budget – ha spiegato Godano  – Ci piacerebbe che fosse uno strumento politico in cui però la politica non possa ricattare. Come accade in Francia e in altri posti, in cui la politica garantisce finanziamenti, ma autonomia». «D’altronde – aggiunge – ormai il primo maggio è un patrimonio  culturale che va tutelato». Si è pensato di pagare un biglietto (costi simbolici da uno o due euro) anche attraverso donazioni tramite cellulare: «Il tutto ha delle oggettive difficoltà di realizzazione: ci vorrebbero campagne pubblicitarie, bisognerebbe affidarsi a compagnie telefoniche, e i servizi costano. Anche volendolo fare con bonifici, si finirebbe per spendere di più di commissione che di biglietto. E poi resterebbe tutto nell’incertezza perché che fai, chiedi i soldi alla gente due settimane prima?». Insomma, è tutto da vedere, conduttore compreso. La prima donna a dirigere la festa infatti, Sabrina Impacciatore, madrina di questa edizione 2010, ha già messo le cose in chiaro: «Esperienza catartica, ma resterà isolata». E mentre per lei aspetta il prossimo “Ciak, si gira”, sul Primo Maggio arrivano i titoli di coda.

  • 3 May 2010 at 09:39 ezekiel
    possibile che l'esperienza di raiperunanotte non abbia insegnato nulla? come li vorrebbe raccogliere i fondi, a mano?
  • 3 May 2010 at 09:44 diletta(nonèunnick)
    no, credo che quell'ipotesi non sia stata vagliata
  • 3 May 2010 at 09:56 ezekiel
    eh sì, preferisce fondi forniti dalla "politica".

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