Gocce

“Piove”.
“Come va? E’ un sacco che non ci vediamo, chissà che farai ora”.
“Piove”.
“Tutto bene? L’hai poi fatta quella cosa che volevi, hai parlato con chi dovevi?”
“Piove”.
“Sì ho capito, non cambiare discorso. Lo vedo anche io che piove. Alla fine ci sono qui, pure che non sembra”.
“Piove”.
“Eh”.
“Ma tanto”.
“Sì lo vedo, ma dimmi di te”.
“Di me piove”.
“Lo so da prima che facesse grigio”.
“Molto grigio”.
“Non riesco mai a decifrare se sei una persona diversa o una che a furia di cambiare torna sempre al punto di partenza. La stessa persona dunque, o lo stesso punto di partenza, se preferisci ”.
“Vedo tanto grigio, e quello in genere non cambia”.
“Lo so da prima che piovesse”.
“Non ti sembra che stia davvero piovendo troppo”?
“Ne hai fatto una certezza finora, perché adesso lo domandi a me”.
“Perché al grigio ci si abitua, alla pioggia forse no. E’ la pioggia che ti fa alzare gli occhi e accorgere che il cielo è grigio. Altrimenti non si guarda in alto. Tu ci guardi mai”?
“Il cielo in alto sì, le cose in alto no”.
“Anche se non piove?”
“Anche se non piove”.
“Piove”.
-
ale :)
-
Molto bello. Però in alto bisognerebbe guardarci. Anche se piove :)
-
grazie. La fine comunque dice proprio quello, anche se in realtà vuol dir tutto e niente =)
-
Da quando sei sbarcata da quella nave, non sei più la stessa :)
-
dici palmasco?
-
@diletta sì, in effetti lasci molto all'interpretazione in quel punto, e trovo che sia proprio uno dei punti di forza del brano :) @palmasco giusta interpretazione, direi :) C'è un non so che di contemplativo in più, mi pare :)
-
molto bello :)
-
grazie momix =)
-
:)
Il mio commento è un lunghissimo caldo silenzio…
Trilly