Record Store Day all’italiana (DNews 13/04/2010)

Posted by Diletta Parlangeli on apr 15, 2010 in dnews |

Diletta Parlangeli>Roma
C’è chi nemmeno lo sopporta più, l’ingombro fisico di un cd. C’è a chi basta un clic (legale o meno) e un buon lettore mp3. Così, lentamente, continua il processo sempre più irreversibile della scomparsa dei dischi. Figuriamoci dei negozi. Il Record Store Day nasce proprio come atto simbolico della loro sopravvivenza. Nato nel 2007 da un’idea di Chris Brown, l’anno passato ha visto aderire nomi come Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Paul Mc Cartney e i Metallica. Per questa edizione i Blur pubblicheranno appositamente una nuova canzone  in un’edizione limitata in vinile. Se il compact disc non è più un’abitudine infatti, immaginarsi il buon vecchio vinile, cimelio ormai per dj e pochi altri. Gli stessi Baustelle, che hanno previsto una limited edition sul tipo di supporto per il loro I Mistici dell’Occidente hanno ammesso che si trattasse di un evento più unico che raro: «È  il primo è ultimo disco che ci sarà permesso di fare in vinile» ha detto Francesco Bianconi.
Per l’evento di quest’anno sono pronti  700 negozi indipendenti di dischi negli Stati Uniti e centinaia in tutto in giro per il mondo. In italia, più di 60, ovvero il 10 per cento in più del 2009.  «Noi abbiamo aderito sin dalla prima edizione – dice Fabio Bianco del negozio milanese Psycho – ma solo adesso abbiamo previsto qualcosa di particolare, perché l’America non ci dava molto sostegno».  Questa volta invece, sostegno o meno, sabato sono previsti eventi musicali vari ed eventuali. Lo stesso nella Capitale: «Noi faremo sconti su tutta la merce, dal 20% al 50% – dice Paola, della cooperativa One Love Music Corner, che gestisce l’omonimo negozio – Nel pomeriggio poi ci sarà una sorta di aperitivo musicale». Posticipata anche la chiusura, alle 22.30 anziché alle 20 come di consueto. «Nel 2009 l’avevamo fatto solo noi, quest’anno a Roma hanno aderito altri titolari (tra cui la Discoteca Laziale, ndr) – continua – Queste iniziative servono per dare un po’ di visibilità al problema». Il negozio nello specifico ha un suo pubblico di riferimento trattando musica reggae, ma si salva occupandosi anche di organizzazione di eventi e serate. Le vie d’uscita purtroppo non sono molte: «Basta pensare a “Disfunzioni”, lo store che trattava un po’ tutti i generi: non ce l’hanno fatta, hanno dovuto chiudere».  Allo stesso modo la penseranno il  Disco Club di Genova o il  Music Box Records di Perugia, così come il Rock & Folk di Torino, il Dodicilune Shop di Lecce, il Kandinski di Brescia, Sonicrocket – cd4sale di Bologna, tutti nella lista dei partecipanti. Alcune le clausole per aderire: il proprietario deve possedere almeno il 70% del negozio, e almeno il 50% delle vendite deve provenire dalla vendita “fisica” e non virtuale di cd o vinili. Deve essere «totale» anche il controllo sul magazzino e sulla politica di vendita e ci deve essere una concreta partecipazione alla promozione dei dischi. Info su www.recordstoreday.com. E ora, play.

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