Non farmi parlare
Non ho voglia di parlare.
Come? No, guarda che io sto scrivendo, che è ben diverso.
No, non è lo stesso affatto. E io non ho voglia di parlare, ho voglia di scrivere. Capisci la differenza?
Perfetto. Ho voglia così, perchè lo sai che per me è un po’ come respirare. Ma sì, dai, che lo dico di continuo. Insomma non mi dimentico mai di scrivere, è una cosa automatica quanto mettere un piedi davanti all’altro, sbadigliare, masticare. Io mastico parole. Come il cibo: ci sono bocconi amari ogni tanto, ma le parole sono buone, in genere. Anche perché prima di metterle in bocca le annusi, le guardi; nella testa.
Sì che ho voglia di scrivere, di perdermi nelle virgole, di trovare un punto, anche.
Ecco io di scrivere non mi stanco. Mi stancano le cose, le persone, le situazioni, i cd ascoltati a sfinimento, le battutine, le borse, le scarpe, i vestiti, l’odore del deodorante al limone per lavastoviglie messo a caso nel frigo. Guarda persino le sigarette, certi giorni, mi stufano proprio. Scrivere no. Perché vedi com’è, le parole girano e rigirano, si assottigliano e poi si ingrossano, si nascondono bene e poi le trovi, ti accompagnano e ti liberano, quando vuoi. Sono come una relazione perfetta. Ti fanno snervare alle volte, quando non coincidono in modo preciso, ma ne vale sempre la pena. Sono un investimento che non finisce mai di fruttare guadagno. Si incazzano, se le usi male (come biasimarle). Ti lasciano, se non gli dai retta. Ti snobbano, se non le ami. Ti abbandonano come una macchina in mezzo a una strada, se non le hai alimentate a dovere. Sanno essere pesanti quando vogliono, leggere quando serve, simpatiche se c’è da ridere, antipatiche quando non c’è niente da ridere. Puntigliose e affilate, perché serve. Per fortuna che oggi ho solo voglia di scrivere.
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t'agg' ditt e no (:D )