Francesco Baccini: Qui parlano tutti solo d’amore (DNews, 09/04/2010)

Posted by Diletta Parlangeli on apr 9, 2010 in dnews |

È uscito l’album “Ci devi fare un goal” raccolta dei brani per i vent’anni di carriera: ma lavora già al prossimo cd

baccini

Diletta Parlangeli>Roma
Sembra ieri, ma son passati vent’anni. Senza retorica, Francesco Baccini ha la stessa grinta di sempre anche mentre si “concede” il suo the best of dal titolo Ci devi fare un goal – le mie canzoni più belle (Sugar): «È stata una scelta difficile – racconta – è come se mi avessero chiesto “a quale figlio vuoi più bene?”». La scelta, ad ogni modo, è fatta. Tutte le canzoni migliori, più due inediti (il primo dà il titolo all’album).
C’è una canzone su cui non avrebbe mai puntato  un centesimo, diventata una hit?
Eccome! Sotto questo sole ad esempio è nata per gioco. Lo stesso per Margherita Baldacci: io ero disperato perché l’avevo scritta per scimmiottare la malinconia anni Novanta, e invece mi hanno preso sul serio!
E lei di ironia se ne intende. Vogliamo ricordare “Giulio Andreotti”, del 1992?
Mamma mia, se penso che ci ho fatto un Festivalbar con le suore scollate sul palco non ci credo.
E oggi per chi la scriverebbe?
Oggi non passerebbe. Non sente che son tutte canzoni “d’ammmmore”? C’è qualcuno che parla d’altro?
Beh, qualcuno forse sì.
Non nei canali istituzionali. In quelli non devi dar fastidio a nessuno. Non si deve pensare, e invece, come diceva Bennato, i cantautori devono mettere dei dubbi. A me certe canzoni di De André aprivano la testa.  Quando ero adolescente ci si chiedeva se ancora esistesse, Sanremo, noi andavamo a vedere Bennato.
Che infatti a Sanremo in gara non è mai stato.
Ma infatti i cantautori non ci dovevano andare.
“Ci devi fare un goal” parla del Paese attraverso una metafora calcistica.
L’idea è nata vedendo il vecchio film In nome del popolo italiano: nelle scene finali nonostante un dramma in corso, la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra porta tutti a festeggiare. Una fotografia perfetta di quello che siamo. Il calcio è l’unico linguaggio che tutti gli italiani capiscono. Per la gente che non ha nemmeno più la cassa integrazione nessuno dice nulla, ma se bloccassero un campionato, ci sarebbe la presa della Bastiglia.
Che brutte scene.
Non cambia mai nulla, gli italiani sono questi (e lo dice il primo malato di calcio).  L’unica soluzione per l’Italia sarebbe un bel commissariamento. Servirebbero un inglese, un francese e uno spagnolo…
Eh, come nelle barzellette.
Sì, esatto. Dovrebbero solo rivederci i conti, mica altro. Perché altrimenti noi siamo come un condominio: due vicini che litigano mentre crolla tutto il palazzo.
Forse meglio tornare all’amore: il secondo inedito si chiama “Uomini contro donne”.
Sarà nella colonna sonora del prossimo film di Fausto Brizzi. Mi ha chiamato e chiesto se scrivevo una canzone per il suo prossimo film. Ho voluto sapere solo il titolo: dopo qualche ora l’ho chiamato per chiedergli se avesse tempo per ascoltarla. È un argomento vecchio come il mondo che affascina sempre.
A capirci qualcosa…
Siamo così diversi che è un miracolo che esista un rapporto tra uomo e donna. Razionalmente non si capisce perchè non dovremmo scannarci.
Pensiamo ad altro: il nuovo album?
Ho iniziato a scrivere i brani, sto ascoltando anche cose etniche, afro jazz…
Sperimenta?
Per forza, quando fai qualcosa in cui credi. Se no fai cover.

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  • 9 April 2010 at 11:23 Smeerch
    Più passa il tempo, più assomiglia a Edoardo Vianello. :)
  • 9 April 2010 at 11:26 diletta(nonèunnick)
    buahahhhahahaha

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