Baustelle, I mistici dell’Occidente “snob” in modo sano: continuiamo ad osare (DNews, 24/03/2010)

Posted by Diletta Parlangeli on Mar 24, 2010 in Senza categoria |

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Diletta Parlangeli>Roma
Francesco (non il Santo, Bianconi) entra nella piccola libreria sotto casa e tra i volumi legge I mistici dell’occidente. Pensa «però, sarebbe un bel titolo per un cd». Lo compra, lo legge, e gli piace ancora di più, in particolare un contributo di Elémire Zolla, cresciuto e morto a Montepulciano, dove i Baustelle sono nati. È fatta. Il gruppo (il cui nome si legge alla tedesca, per chi avesse ancora dubbi – e ce ne sono) torna a 2 anni da Amen venerdì con il nuovo album (Atlantic/Warner) intitolato come il volume di cui sopra. Le radio  trasmettono il singolo Gli spietati, ma è il brano che dà nome all’intenso album il più coraggioso.
C’è qualcosa che sentite ancora di dover provare?
Ci piacerebbe sperimentare  anche il black metal (risponde Bianconi, ndr) se ci riuscissimo… scherzi a parte, la canzone pop è di per sé un ottimo contenitore. Sperimentare non significa necessariamente suonare le corde del pianoforte con lo spazzolino da denti, ma forzare i codici della canzone.
Ci siete riusciti quindi?
Credo che abbiamo osato, in questo disco. “I mistici dell’Occidente” è una canzone  fatta di tre diversi brani. Ci sono De Andrè,  la ballata e il rock.
Cito: “Ci salveremo disprezzando la realtà E questo mucchi di coglioni sparirà”.
È un disprezzare ed essere “mistici” senza rassegnazione. Anche la copertina, che ritrae questa specie di comunità di eletti, è ironica: non credo nell’isolamento, non è  la soluzione.
Però “snob” vi piace, “fighetti” no.
(Rachele Bastreghi sgrana gli occhi con un’espressione alla “fighetti noi? Ma anche no”, ndr). Non sono fighetto, sono uno di campagna. Sono snob, cattivo. Ti giudico, non mi freghi con il mondo sfavillante. Poi magari sbaglio, prendo cantonate. Insomma io starei in campagna per 10 anni senza vedere nessuno. (Aggiunge il chitarrista Claudio Brasini: ah, io ci sto davvero in campagna senza vedere nessuno!)
Che dire di “San Francesco”?
È un personaggio che mi ha sempre affascinato, che fa un atto di coraggio vero. È quello il disprezzo che intendiamo.
Ecco perché  “San Francesco si diventa. “La Canzone della rivoluzione” , ricito: I profeti e il sindacato non parlano più.
Quella non si spiega, va presa così.
Va bene. Ama Dalla: chi l’avrebbe detto.
È un altro amore folle, come Battiato. Com’è profondo il mare, Anna e Marco, per me son cose eterne.
Come il vostro disprezzo?
È come diceva Shulz dei Peanuts, uno racconta le stesse cose in modo diverso. Non  riesco a non parlare di ciò che non mi piace. È più difficile scrivere una canzone sulla gioia assoluta.
Bianconi autore per?
Per chiunque me lo chieda.

  • 24 March 2010 at 14:28 Davide TheSgrash
    ma perchè come si legge Baustelle?
  • 24 March 2010 at 14:35 diletta(nonèunnick)
    come lo scrivi, ma alcunu ancora si ostinano a leggerlo alla francese bostelle
  • 24 March 2010 at 14:35 Fran
    in caso sarebbe tedesco eh.
  • 24 March 2010 at 14:35 diletta(nonèunnick)
    come ho scritto.
  • 24 March 2010 at 14:36 dario
    Les Baustélles.
  • 24 March 2010 at 14:37 Davide TheSgrash
    ah ok... che poi non capisco... come cacchio fanno a leggerlo in maniera diversa? sono italiani... b a u st e ll e... facile... :D
  • 24 March 2010 at 15:13 diletta(nonèunnick)
    sì, per altro.

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