Sulla nave con Greenpeace #4 (bye bye)
Ai distacchi bisogna farci un po’ il callo. Di tempi e modi per metabolizzare i miei ne ho avuti, ma non è come andare in bicicletta, che impari una volta ed è per sempre. In realtà di saluti ce ne sono stati anche troppi e contro voglia ho donato un biglietto senza ritorno alla persona sbagliata, per dirla con Fossati. La malinconia, nonostante tutto, si affaccia su un porto. Attracca al molo bagnato dal sole. Si fa largo tra le cime che ne hanno viste tante, e hanno l’aria di chi ti chiede perché te ne vai. Te ne vai perché si torna in sede, te ne vai perché certe cose ti capitano come belle sorprese e per restare tali devono durare poco. Te ne vai perché tu sulla Rainbow Warrior di Greenpeace ci sei salita per fortuna e la guardi da lontano con un pizzico di orgoglio. Perché basta poco per affezionarsi quando la squadra non è un’opzione, ma una regola. Perché qualche cosa imparata proverai a portarla su terra ferma, e non solo finché il dondolio delle onde non lascierà i tuoi piedi.
:-)