Fuori anche Sonhora e Scanu, ‘vecchia’ la Nuova Generazione (DNews, 18/02/2010)

Posted by Diletta Parlangeli on feb 18, 2010 in dnews |

Diletta Parlangeli>Roma
Si torna a respirare a Sanremo dopo l’ansia da prestazione della prima serata che in barba alla crisi da evento  nazional- popolare ha registrato 11 milioni di spettatori con il 45,29% di share. La seconda puntata, tanto per non far sentire la nostalgia del burlesque di Dita Von Teese, si apre con il balletto del Mouline Rouge introdotto dal coreografo Daniel Ezralow. La Clerici abbandona il rosso fuoco per un argenteo  abito firmato Gai Mattiolo con  210mila cristalli ricamati a mano e si sofferma con i tre piccoli tenori Ignazio Bocchetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble che, rimarca più volte, sono i giovani di  Ti lascio una canzone (ha ancora il dente avvelenato con Scotti per Io canto). Sfilano per la seconda volta i big, tra i quali vengono esclusi i Sonhora con Baby e Valerio Scanu con  Per tutte le volte (stasera il ripescaggio). Restano in gara Malika Ayane con Ricomincio da qui, Noemi con Per tutta la vita, Fabrizio Moro con Non è una canzone,  Povia con La verità, Irene Grandi con La cometa di Halley,  Simone Cristicchi con Meno male, Irene Fornaciari e i Nomadi con Il mondo piange,  Enrico Ruggeri con La notte delle fate, Marco Mengoni con Credimi ancora e Arisa e le sorelle Marinetti con Malamorenò.
Sfavillante ospite della serata l’elegante regina Rania di Giordania che intervistata dalla conduttrice ha parlato anche dell’iniziativa ‘1Goal’, una campagna di firme per aiutare i bambini che non posso ancora andare a scuola e studiare. Splendente in un abito Armani  bianco e nero racconta la nascita dell’amore con il Re Abdullah II e ascolta l’omaggio musicale che, neanche a dirlo, è ‘O solo mio’, eseguita dai mini tenori di cui sopra.

E mentre la Clerici precisa uscite poco felici che si sarebbero notate meno senza essere ribadite («Quando ho detto ‘adesso la do’  – dice dopo lo stacco pubblicitario – mi riferivo alla reclame, ovviamente…») sull’Ariston si abbattono i commenti: «È musica popolare di seconda mano» ha detto il Nobel Dario Fo  in una videointervista esclusiva a Menstyle.it mentre dj Aniceto ha trovato «Veramente sconcertante il sermone, utilizzato ad uso e costume dell’audience sulla vicenda Morgan». A tal proposito, la canzone dell’escluso eccellente del festival, La Sera, ha registrato un boom di visualizzazioni su Youtube. Altra ospite Michelle Rodriguez e alle 23.35 inizia la carrellata dei primi cinque giovani in gara, trionfo della canzone all’italiana dedicata all’amore, eliminati al 50% con il televoto e al 50% dall’orchestra : Nina Zilli – amata dal pubblico – con il bel pezzo retrò L’uomo che amava le donne, l’unica che si discosta un po’ dal resto delle composizioni (anche se nell’attacco della canzone soffre un po’ l’effetto Amy Winehouse-Giusy Ferreri); i Broken Heart College con  Mesi che del college hanno anche il testo (‘A gennaio mi hai trovato, a febbraio il primo bacio’) ; Mattia De Luca (Caterina Caselli Sugar) con   Non parlare più, Jacopo Ratini  con Su questa panchina e Luca Marino con Non mi dai pace. Arrivano alla finale di venerdì Nina Zilli e Luca Marino.

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