Il giovane Holden non tornerà (DNews, 29/01/10)

Posted by Diletta on Gen 29, 2010 in Senza categoria |

Diletta Parlangeli>Roma
Jerome David Salinger è morto a 91 anni riuscendo a tenere indissolubilmente legata a sè  la sorte del suo Il giovane Holden. Come se il destino avesse voluto farlo aggrappare per l’ultima volta a quel romanzo di formazione che lo ha reso celebre e poi lo fatto sparire dalle scene. Come l’atto unico di una commedia troppo perfetta per essere replicata. Come una catarsi definitiva, dato che il protagonista adolescente per stessa ammissione dell’autore incarnava in qualche modo quello che era stato Salinger ragazzo. Pubblicò altre cose, successivamente (l’ultimo racconto pubblicato su   The New Yorker nel 1965), ma mai nessuna raggiunse l’apice che rese quel libro degno di far parte della libreria di ognuno e che vendette 75 milioni di copie.  A due anni dalla sua uscita (1951) si trasferì da New York a Cornish, nel New Hampshire. Da quel momento la sua vita pubblica, partendo dalle pubblicazioni per finire alle apparizioni, era andata via via assottigliandosi. Da trent’anni non rilasciava un’intervista. I suoi scritti  – molte le fonti a lui vicine che ne hanno dato notizia – sono rimasti chiusi nel suo archivio. «Pubblicare – disse – è una terribile invasione della mia privacy. Mi piace scrivere. Amo Scrivere.  Ma scrivo solo per me e per il mo piacere». Alla pubblicazione del suo giovane Holden invece ci teneva eccome.
A luglio scorso un tribunale americano ha deciso di  bloccare la pubblicazione del libro 60 years later: Coming Through the Rye ispirato proprio a The Catcher in the Rye – titolo originale de Il giovane Holden  pubblicato in Italia nel 1952 come Vita da uomo e nell’edizione fortunata e definitiva di Einaudi del ’61 -    giudicandolo praticamente identico all’originale. Fu Salinger a denunciare lo svedese Fredrik Colting (conosciuto come John David California), con l’accusa di plagio anche se  il libro è stato  pubblicato nei mesi scorsi in Gran Bretagna.   «Non c’è altro su Holden Caulfield. Leggete il libro di nuovo. È tutto lì» disse al Boston Globe. . È tutto lì.

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  • 29 January 2010 at 03:30 Mucio
    e dove doveva tornare?
  • 29 January 2010 at 03:32 Fabio Cristi
    In un sequel postumo, magari. :D
  • 29 January 2010 at 03:33 diletta(nonèunnick)
    chissà, magari adesso i suoi scritti torneranno alla luce. beh lui nel libro fa le valigie dal collegio, abbandona
  • 29 January 2010 at 03:35 Mucio
    veramente nel libro lo cacciano dal collegio e finisce in ospedale
  • 29 January 2010 at 03:36 diletta(nonèunnick)
    perché lo menano e non studia, come te :P
  • 29 January 2010 at 03:38 diletta(nonèunnick)
    o meglo, non studia e poi se mena col tipo che aveva adocchiato leiù
  • 29 January 2010 at 03:40 Mucio
    guarda che non finisce in ospedale perché lo picchiano, fai i compiti
  • 29 January 2010 at 03:40 diletta(nonèunnick)
    e allora lo rileggo, sarò stata alle medie quando l'ho fatto, e speravo non morisse ieri :d
  • 29 January 2010 at 03:41 diletta(nonèunnick)
    Sulla vita però ho studiato, ho pure scovato i suoi virgolettati, su su
  • 29 January 2010 at 03:44 Fabio Cristi
    In realtà diletta ha già letto il sequel, solo che si sta confondendo. :D
  • 29 January 2010 at 03:45 diletta(nonèunnick)
    grazie fabio, è che non posso farlo sapere
  • 29 January 2010 at 04:01 Mucio
    ma no, è solo che è giornalista, scrive di quello che non sa :)
  • 29 January 2010 at 04:04 diletta(nonèunnick)
    fanculo mucio
  • 29 January 2010 at 04:18 diletta(nonèunnick)
    i giornalisti non sono nati con la scienza infusa (io poi manco de sguincio). Sono solopersone che spesso s trovano a scrivere all'improvviso di cose per le quali si devono documentare (poi ci sono coloro specializzati da anni in settori, ed è un altro paio di maniche). E' una lettura della mia dolescenza, e non a caso ho incentrato il pezzo sulla sua di vita, più che sul libro e molte delle cose che ho scritto (come che in Italia fosse uscito nel 1952 ma senza farsi notare) le ho apprese proprio ieri, Stop.

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1 Comment

  • Rob says:

    Che bello sarebbe se molti altri si fossero fermati al loro capolavoro. I Guns n’ Roses dopo Use your illusion, Woody Allen dopo Io e Annie, Berlusconi dopo il Drive in, e Muccino… E Muccino se si fosse fermato e bon.

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