Barbareschi Sciock(a) la Rete: ‘Ho copiato da Spinoza.it? Scacco!’ (DNews, 26/01/10)

Posted by Diletta Parlangeli on gen 26, 2010 in dnews |

Diletta Parlangeli>Roma
Mai sottovalutare la Rete. Questo hanno pensato gli iscritti del blog (serissimo) Spinoza.it quando hanno risentito nella nuova trasmissione di La 7, Barbareschi Sciock, alcune delle battute che erano state pubblicate sul sito nei giorni precedenti. Una community cospicua (il blog ha vinto il primo premio alla BlogFest del 2009) che in un batter d’occhio ha fatto rimbalzare la notizia. In effetti più che una sottovalutazione quella del deputato Pdl sembra una scelta oculata. Come sono andate le cose? «Molto semplice – spiega il conduttore – la rete ha sempre saccheggiato dalla generalista per trovare contenuti e io faccio esattamente l’opposto. Io prendo tantissimo dalla rete, basta guardare il programma, che è crossmediale». «Sono loro che hanno sempre dichiarato che il web è libero, no? Com’è che quando ero io a dire che si dovesse pagare il diritto d’autore non andava bene? Questo si chiama scacco al re». «Usare l’alibi della libertà del web per fare il proprio comodo denota mancanza di educazione e di rispetto del lavoro altrui – replica Stefano Andreoli responsabile con Alessandro Bonino di Spinoza -  Ci sono comunque delle regole di base. Non siamo a un buffet». Stessa cosa pensano tutti gli utenti che ieri hanno fatto rimbalzare  la notizia su Friendfeed corredata dai più svariati commenti. «La base è la citazione -continua Stark  -   che è l’attestazione minima del lavoro altrui. Su YouTube tutti gli spezzoni di trasmissioni tv che vengono pubblicati riportano da dove vengono. E chi mette un filmato  non lo spaccia per proprio, cosa che Barbareschi ha fatto».  Su una cosa i due si sono trovati d’accordo:  che quattro degli autori di Barbareschi Sciok siano anche iscritti a Spinoza non ha una rilevanza fondamentale («Spinoza ha circa 4mila “autori”, considerando sia gli iscritti al forum sia chi invia le battute via mail o per altri canali (per tacere dei 27mila fan su Facebook) – spiega Stark – essere iscritti al forum di un sito non  dà la libertà di fare quel che ti pare coi suoi contenuti»).
«Internet in Italia l’ho portato io anni fa insieme a pochissimi altri – continua il deputato – lo conosco bene sotto ogni punto di vista.  Io porto la rete in tv: l’idea di base è che possano interagire in diretta». «La mia è una provocazione -chiosa – chissà che tra qualche anno, dopo questo, esisterà una regolamentazione». Ora, per onorare lo sharing,  a Spinoza toccherà fare battute  su Barbareschi Sciock.

  • 26 January 2010 at 14:37 vecchiogiovine
    ah, quindi se siamo qui è grazie a Barbareschi? Me cojoni!
  • 26 January 2010 at 14:41 diletta(nonèunnick)
    suo, 'di grauso e di un giovane olandese', testuali parole
  • 26 January 2010 at 14:53 M3rl1n0
    che fertilizzante usano per coltivare teste di cazzo?
  • 26 January 2010 at 14:58 dario
    "Internet in Italia l’ho portato io anni fa insieme a pochissimi altri". Cioé.
  • 26 January 2010 at 15:00 diletta(nonèunnick)
    dice in sardegna, con grauso and co. e di grauso sarebbe anche plausibile
  • 26 January 2010 at 16:29 Gilgamesh
    Mica tanto, visto che parla del 1993, la nascita di VideoOnLine. Internet non è il Web, e in ogni caso esisteva da ben prima. E fino al 1992 Barbareschi manco sapeva cosa fosse, il "giovane olandese" di cui parla sarebbe Reinier van Kleij, sistemista al CRS4, poi passato al progetto "Unione Sarda On Line" e quindi in forza a VOL insieme a Pietro Zanarini e Francesco Ruggiero.
  • 26 January 2010 at 16:32 diletta(nonèunnick)
    eheh, reiner. lo conosco
  • 26 January 2010 at 16:48 Alb.
    conobbi reinier nel '92 ad un convegno. ma che c'entra barbareschi? se non erro poi vol (che non e' internet in italia, non ha diffuso internet in italia, non e' stata niente) e' anche fallita clamorosamente. o sbaglio?
  • 26 January 2010 at 17:16 diletta(nonèunnick)
    grauso è famoso per avere idee geniali che poi fa finire al macero, quindi sì, ma credo abbia poi avuto vita senza di lui
  • 26 January 2010 at 17:18 MarianOne
    Barbareschi grazie, al cazzo (che si fotta lurido fascista...scusate ma il suo solo nome mi fa incazzare)
  • 26 January 2010 at 17:24 wolly
    vol è stata comprata da telecom ed era diventata TIN, non era fallita e dire che vol non ha portato internet in italia è decisamente fuor di logica :-)
  • 26 January 2010 at 17:36 dario
    sì, vabbé, gli spaghetti pure. Grauso e Barbareschi, insieme a pochi altri.
  • 26 January 2010 at 17:38 dario
    uh, e la pizza. L'ha inventata Barbareschi a napoli mentre era in tournée nell' 89. Gli cadde una piadina pomodori e mozzarella su un riflettore del teatro.
  • 26 January 2010 at 17:43 Insopportabile
    #barbareschihainventato pure la parola per poterne tranquillamente abusare e dire qualunque stronzata.
  • 26 January 2010 at 18:05 diletta(nonèunnick)
    ah, per la cronaca, ho il plugin sul blog eh di ff
  • 26 January 2010 at 21:44 Gilgamesh
    ALb, tieniti forte: Barbareschi era nientepopodimenché il TESTIMONIAL di VideoOnLine nella "tournée" di presentazione di VOL, in tutta Italia e perfino in Europa. E imparò a usare il browser dedicato Tiber (un fork non autorizzato di Mosaic, in pratica una scopiazzatura fatta su commissione da una piccola software house californiana) prima di CHIUNQUE. E bada che VideOnLine e pure il browser erano tradotti in ben 36 lingue, incluso l'arabo e il cinese. Ne sa ben qualcosa il servizio traduzioni, che stava a Tirana e ancora aspetta il pagamento delle fatture. Per inciso, TIN non è che si comprò proprio VOL, se la prese in cambio delle bollette non pagate (circa 2 miliardi di vecchie lire). A Grauso pignorarono la villa e pure l'elicottero. Conosco bene tutti i dettagli, ero là in prima linea.
  • 26 January 2010 at 22:20 diletta(nonèunnick)
    grazie gilgamesh
  • 26 January 2010 at 22:27 vecchiogiovine
    @Gilgamesh cazzo, allora Proietti ha inventato il caffè! E la Cuccarini le cucine componibili!
  • 26 January 2010 at 22:36 sooshee (sushi)
    Calindri ha inventato il carciofo. Lo sanno tutti.
  • 26 January 2010 at 22:43 diletta(nonèunnick)
    io pensavo Cinar
  • 26 January 2010 at 23:30 sooshee (sushi)
    ma se Calindri non inventava il carciofo col cavolo che lo facevano il Cinar.
  • 26 January 2010 at 23:47 diletta(nonèunnick)
    già che siamo ot, butto lì un Coliandro
  • 26 January 2010 at 23:52 prezzemolo
    (lo conosce talmente bene che ha sbagliato pure a dare la url del sito "barbareschi.sciok")
  • 27 January 2010 at 00:06 diletta(nonèunnick)
    io? ma avevo messo quello di la7
  • 27 January 2010 at 00:08 prezzemolo
    no no, lui! mentre stava nella vasca con Corona ha cercato di indicare il sito del programma :)
  • 27 January 2010 at 00:21 diletta(nonèunnick)
    ah ok, iufff :)
  • 27 January 2010 at 00:47 LaMucci
    bah, il primo a portare l'accesso a internet alle masse è stata la BBS Agorà di Roma; ci si collegava in teleselezione e poi si stava lì a guardare il terminale col cursore che lampeggiava e ci si chiedeva "ok e mo'?". Almeno io. Ed è stato ben prima di VoL
  • 27 January 2010 at 00:49 vic
    Agorà e MC-link a Roma, Galactica a Milano.
  • 27 January 2010 at 00:49 LaMucci
    vero, ma MCLink e Galactica sono arrivate dopo Agorà, di poco, ma dopo.
  • 27 January 2010 at 00:55 vic
    fu tutto nel giro di pochi mesi, una specie di gara Sandrucci/Arnklit: prima la trasformazione dell'indirizzo di posta interno in uno internet (n.cognome@agora.stm.it e mc####@mclink.it), poi l'attivazione dello SLIP (ti connettevi via terminale a carattere, lanciavi il menu, e poi attivavi il software slip sul computer), poi il rivoluzionario PPP. Forse Alb. ricorda la cronologia esatta.
  • 27 January 2010 at 01:02 LaMucci
    E' vero è vero, lo SLIP! Le madonne, con quel protocollo! :D
  • 27 January 2010 at 09:14 Gilgamesh
    Questo per assonanza mi fa ricordare la scena tra Paolo Nuti e Bo Arnklit, quando il secondo entrò nell'ufficio del primo, che era anche direttore di "Orologi" e che aveva ospite una nota violoncellista appassionata di alpinismo, e gli disse "Senti, Paolo, sono rimasto in Slip (intendeva un processo in sleep, ovviamente) non è che entri e mi ammazzi? (comando kill)" E la tipa si girò circospetta a vedere chi fosse, e quando anziché un maniaco in mutande vide il mite Bo, dice Nuti che si rassicurò alquanto.
  • 27 January 2010 at 09:21 Alessandro Di Nicola
    Gilgamesh, la fantastica scenetta era pure riportata, se non ricordo male, su un numero di MCmicrocomputer. Più o meno nel 1492.
  • 27 January 2010 at 09:27 Gilgamesh
    Si, la mise in un editoriale, era senz'altro dopo la scoperta di Hispaniola, ma non troppo dopo :o)
  • 27 January 2010 at 10:05 wuming7
    Barbareschi ha preparato 'sta trovata mediatica prima ancora di trovare il nome allo spettacolo. Deliberatamente voluto il casus belli per scatenare una prevedibile polemica e poter imbandire una replica pretestuosa. Obiettivo: creare notizia intorno ad uno degli eventi più trascurabili del decennio: un programma di Barbareschi su LA7. Bersaglio centrato,
  • 27 January 2010 at 10:57 diletta(nonèunnick)
    esatto
  • 28 January 2010 at 09:36 Alb.
    grazie gilgamesh, su di te in queste cose storiche si puo' sempre contare... grazie anche a vic che giustamente ha ricordato agora', mclink e galactica (se non mi ricordo male PRIMA galactica POI mc POI agora', ma questione di mesi o settimane). ma a portare internet alle imprese prima di tutti fu joy marino con iunet. onnore al merito.
  • 29 January 2010 at 20:05 Massimo 'de la Pena
    Scusate posso fare una domanda: ma chi cazzo è Barbareschi?

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12 Comments

  • [...] sera Diletta Parlangeli ha intervistato Luca Barbareschi che le ha infine svelato la verità: “Internet in Italia l’ho portato io [...]

  • [...] replicando, fra le varie, ce n’è una che è una vera [...]

  • [...] Dice Luca Barbareschi: Internet in Italia l’ho portato io anni fa insieme a pochissimi altri, lo conosco bene sotto ogni punto di vista. [...]

  • Atos scrive:

    Internet in Italia non l’ha “portato” qualcuno; Internet non va da qualche parte, non la prendi e la sposti .
    In rete ci vai .

  • Sapete qual è il difetto di noi italiani?

    Parlare male degli altri,

    Barbareschi è fascista, e parliamo male di Barbareschi , perché è fascista, alla faccia della tolleranza.

    Dobbiamo tollerare i mulsulmani, ma non un fascista, eppure anche il fascimo ha fatto qualcosa di buono: ha messo la pensione che prima non c’era; ha fatto le scuole che prima non c’erano?

    dobbiamo dunque parlare bene del Fascimo, ma manco per il cavolo, HA ROVINATO L’ITALIA.

    Parlare male di Barbareschi solo perché è fascista, mi sembra però un’esagerazione; e parlare male anche di quello che ha detto peggio.

    Mi ricordo di quello che ha fatto VideoOnLine con una politica forte di Marketing in tutta Italia ed ha portato veramente INTERNET in Italia; se poi gli altri provider sono arrivati prima che c’entra? Chi ha fatto più contratti in Italia all’epoca?

    Non basta arrivare prima, bisogna anche vedere per prima, altrimenti ti frega quello che arriva dopo.

  • Diletta scrive:

    L’articolo riporta semplicemente la mia intervista, così come la replica di Spinoza. I commenti di seguito sono opinioni più o meno forti, certamente, ma non mi sembra il caso di tirare in ballo la tolleranza. Intendo dire che un conto è che il fascismo non mi risulta essere una fede, mentre l’ìslam sì. Potresti obiettare che si tratta di una fede politica, e che l’islam regolare anche civilmente le vite dei fedeli, ma mi pare proprio che si vada non solo fuori tema, ma a toccare un argomento complesso. Come parimenti ritengo che nella questione specifica, riportata nel mio articolo, non abbia nessuna rilevanza a quale partito afferisca Barbareschi. Questa è cronaca applicata allo spettacolo: c’è un fatto, provato, e ci sono due posizioni, equamente riportate. Su questo, al massimo, si può disquisire (anche se a farlo sono già stati i protagonisti, quindi i commenti andranno da una o dall’altra parte). I commenti del feed poi si sono spostati su una frase specifica che interessa la rete ed i suoi protagonisti.

  • JkL scrive:

    a me invece sembra che Barbareschi sorpreso con le dita nel barattolo di marmellata abbia detto la prima scusa buona ovvero che l’ha fatto volutamente. Il che lo rende ancora più insopportabile…

  • [...] Luca Barbareschi ha detto di essere quello che ha portato Internet in Italia anni fa, “insieme a pochissimi [...]

  • [...] di queste persone. Persone che non contente di “avercela fatta”, non contente di aver portato Internet in Italia prendendosi anche i meriti di chi come te (e come me in piccolo) passava nottate a far funzionare [...]

  • [...] di queste persone. Persone che non contente di “avercela fatta”, non contente di aver portato Internet in Italia prendendosi anche i meriti di chi come te (e come me in piccolo) passava nottate a far funzionare [...]

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