L’arena concerti è in soggiorno mostre e spettacoli a domicilio (DNews, 14/01/10)

Posted by Diletta Parlangeli on Gen 18, 2010 in dnews |

On demand> L’arte in tutte le sue forme nelle case private: come risponde l’Italia

Diletta Parlangeli>Roma
L’artista suona sempre due volte (il campanello). Concerti, mostre d’arte, spettacoli teatrali: tutto arriva  a domicilio, come la spesa ordinata su internet, o quasi. I progetti attualmente in piedi sono molti, per un sistema iniziato qualche anno fa  che continua, con non pochi intoppi (Gianni Morandi è riuscito a farci una trasmissione, “Grazie a tutti”, ma non vale per chiunque). Se Oltreoceano infatti tutto fila liscio, qui in Italia non sempre è semplice mandare avanti “la baracca”. Lo sa bene Claudio Ripoli, ideatore insieme a Paola Iafelice di SalottoLive, il primo progetto che ha portato nella Penisola la tendenza de concerti nelle case, ormai un marchio. «È partito tutto nel febbraio del 2007 – racconta – sotto la spinta di una musicista americana che ben conosceva gli house concert. Negli Usa è un meccanismo che funziona e gli artisti lì riescono a pagarsi la data successiva con i soldi di quella precedente, grazie alle offerte». In Italia il meccanismo del contributo volontario ha riservato spiacevoli sorprese per tanto il prezzo, almeno per gli eventi SalottoLive, va dai 20 ai 30 euro.  Quello che basta a coprire le spese. Gli artisti non percepiscono compenso e l’organizzazione non ci guadagna. «Sembrano tanti -spiega Ripoli – ma in realtà, se tutti quelli coinvolti venissero pagati,    il prezzo sarebbe molto più alto». Adesso SalottoLive è un multibrand e mette in piedi anche eventi paralleli, ma mancando di sponsor, è fuori dalle logiche commerciali che decretano la sopravvivenza eterna (o quasi), delle cose. «Bisogna capire fino a quando ci sarà possibilità di farlo  – continua – essendo un prodotto meramente culturale, ha la scadenza». Un prodotto che ha dato però i suoi (buoni) frutti: grandi ospiti (Patrizia Laquidara, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Raiz, Riccardo Sinigallia, per dirne alcuni), collaborazioni e un cd, uscito l’anno scorso e distribuito da Universal.
Prima che la formula fosse strutturata da organizzazioni (adesso di “similari” ce ne sono abbastanza), c’è stato qualche artista che ha portato in giro l’idea in solitario. Primo tra tutti Paolo Benvegnù, che con la sua band tre anni fa mise in piedi la “trilogia dei lavori”. «Abbiamo portato nelle case “Idraulici”, ”marinai” e “camerieri”, vestendoci ogni volta in modo adeguato al mestiere. Erano appartamenti in condomini, oppure piccole dependance; una volta persino un ristorante. La scelta era casuale, a seconda delle disponibilità: Morandi lo accoglie chiunque, ma per i Paolo Benvegnù è un po’ più difficile!».
Le case, oltre che “arene”, diventano anche gallerie. Così è stato per Gemito, triangolazioni d’arte che ha portato tra il 2007 e il 2008 33 artisti in giro per gli appartamenti tra Genova o Private Flat, una tre giorni che ospita in una rete di case esposizioni di arte contemporanea a Firenze. Per non parlare delle abitazioni che diventano teatro. Ne sa qualcosa Saverio Tommasi, che “consegna”  a domicilio lo spettacolo Georgofili, una via una strage uno show nato 3 anni fa aggiornato in tempo reale nella parte finale. «È una forma diretta di comunicazione che non avevo mai provato; apre spazio al dialogo, ed il senso è proprio quello: dopo l’ora e mezza circa di spettacolo ci si ferma a chiacchierare sulla questione».

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