Fiorella Mannoia: Ho imparato a sognare e rido di me stessa, ma aspetto Capossela (Dnews, 26/11/09)

Diletta Parlangeli>Roma
I bravi artisti sono quelli che riescono a vedere negli altri più di quanto vedano in loro stessi. Fiorella Mannoia ha lavorato con i più grandi autori della musica italiana (solo per sceglierne due, Fossati e De Gregori), senza mai rinunciare a scoprirne di nuovi. Torna domani nei negozi di dischi con Ho imparato a sognare, disco di dodici cover (il titolo è di una canzone dei Negrita, appunto), una raccolta di successi che l’artista ha già interpretato dal vivo nei vari tour e di quelli che avrebbe interpretato nei prossimi live: «Ho scelto questo titolo perché è importante sognare, a tutte le età. E come non non conta la meta, ma il viaggio, così non conta la realizzazione, ma il sogno». Da Cremonini a Zero, da The Rokes a Ferro, è un lavoro nato nella campagna toscana dopo prove con i vari artisti: «So che è un’utopia, ma andrebbe ritrovato quello spirito di condivisione e sarebbe perfetto registrare i cd dopo le tourneè, quando hai fatto tue le canzoni».
Per molti album di cover significa mancanza di idee…
Io vivo di brani degli altri, sono un’interprete, ma si tratta comunque del primo cd di cover che faccio in vita mia. Non ci trovo niente di male. Anche fosse un momento di crisi di novità, se è un modo per far sentire vivo chi canta, qual è il problema? Questo sempre che piaccia l’album, ovviamente.
Reinterpreta Fossati (C’è tempo), ma anche Sangiorgi (Estate). Con quali brani è stato più difficile il confronto?
A Una giornata uggiosa di Battisti abbiamo dato una direzione fondamentale, molto diversa dall’originale. D’altronde, farle uguali sarebbe inutile. Si spera piacciano poi al pubblico e anche agli autori. Anche Caffè nero bollente è stata stravolta.
Il pezzo con cui si presentò a Sanremo nel 1981. Come mai questa scelta?
Proprio perché era quella che non cantavo dal 1981! Ci sono canzoni in cui non ti riconosci più, è come scoprire una vecchia fotografia in un cassetto e sorridere. Ci sono momenti della vita in cui “ti perdoni” certe cose. Parliamoci chiaro, “Io come Giuda so vendermi nuda” non si può sentire… Arrivano momenti in cui si ride di se stessi.
Poi c’è “L’amore si odia”, con Noemi.
Un’esperienza bellissima da cui è nata una grande amicizia. Mi piace molto e poi finalmente una cantante che ha la stessa mia estensione! Quando canto con le altre sono sempre 7/8 ottave sotto! Ho già in mente qualcos’altro di bello da fare con lei.
Mai scritto niente di proprio?
Sì, ma son cose che non ha letto mai nessuno. Sono troppo critica. In confronto alle poesie degli autori con cui ho lavorato, i miei sembrano i temini della scuola.
Per lei hanno scritto i più grandi. C’è qualcuno che resta un desiderio?
Paolo Conte, o Capossela. Ma con lui ci ho già provato, ma niente da fare.
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questa è un gran donna, comunque (la Mannoia, non io)