Colonne Sonore anni ’70: i Calibro 35 conquistano il Mei

Posted by Diletta Parlangeli on Nov 26, 2009 in dnews |

Visto che riceveranno il premio al Mei per il miglior tour del 2009 e io li ho intervistati a settembre, mi gongolo e ripubblico il pezzo sui Calibro 35.

Colonne sonore anni Settanta sono i proiettili dei Calibro 35
Diletta Parlangeli>Roma
Altro che tuffo nel passato: questa è proprio un’immersione in apnea negli anni Sessanta e Settanta. Un lavoro di ricerca nelle colonne sonore dei film dell’epoca, è quello che da un paio d’anni portano a termine i Calibro 35, band che si muove nei meandri di una Milano passata per restiturla a quella di oggi. Sono già in programma le date americane (New York e California, i dettagli su MySpace), ma restano ancora un po’ in Italia, con più tappe (oggi alla Festa Democratica della Provincia di Lecco, a Osnago, ore 21, ingresso libero) dal nord al Sud Italia. «Volevamo non solo fare un tributo a quel periodo – spiega Massimo Martellotta, chitarra elettrica dei 5 elementi – ma riprenderne l’attitudine. Si osava molto, a quell’epoca. Basta pensare che il primo lavoro di Morricone era un pezzo per macchina da scrivere». E se si parla di coraggio, in effetti loro ne hanno avuto. Trent’anni in media, un giorno si trovano in due ( Tommaso Colliva, produttore e Massimo, appunto) e cominciano a pensare ad un genere che potrebbe avere lunga vita. Lo individuano, entrambi pensano a chi portare dentro (Luca Cavino, Enrico Gabrielli e Fabio Rondanini) e si lanciano in studio a provare, attingendo dalla quantità infinita di materiale che, tra polizieschi e simili, hanno preso vita in quegli anni. Le cose sembrano proprio funzionare, anche con il pubblico. «Non saprei identificare un target – continua Martellotta – ma direi che si va dai ragazzini incuriositi alla sciüra che ci tiene a parlare a fine concerto». Il cd è stato stampato due volte (all’occorrenza, c’è il vinile), segno del fatto che il progetto è un’ottima intuizione. Un po’ di funk, soul jazz, e il rock fa un salto indietro, come una puntina che cerca la traccia giusta sul disco. E non è finita: «Vogliamo di approfondire anche l’ambito letterario, magari con reading: Gli articoli di Buzzati potrebbero essere il punto di partenza». Bang.

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  • 26 November 2009 at 19:35 diletta(nonèunnick)
    comincio a dotarmi di una certa preveggenza
  • 27 November 2009 at 17:02 Smeerch
    yuuuuu! Alèèèèè!!!

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