Wikipedia letta, ma non scritta: ammutinamento di volontari (DNews, 24/11/09)
Diletta Parlangeli>Roma
“Wikipedia, l’enciclopedia libera”. Ecco, appunto: ormai è molto “libera” anche dai famosi volontari (liberi anch’essi) che scrivono, revisionano e supervisionano le pagine di quello che è il quinto sito più seguito della rete, con i suoi 325 milioni di visitatori al mese. Eppure, proprio coloro che offrivano uno spontaneo contributo alla realizzazione dell’enciclopedia online nata sulla base dello spirito partecipativo (chi sa e vuole, scrive) si stanno dando alla macchia. La versione in inglese di Wikipedia ha visto scomparire oltre 49mila curatori, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente gli abbandoni erano stati 4.900. Fatti due conti, sembra quasi di camminare sulla via del tramonto della piattaforma democratica nata otto anni fa. Tramonto collaborativo, s’intende, visto che rimane un punto fisso per la consultazione. Pare che tra le prima ragioni dei congedi ci sia una sorta di saturazione: la maggior parte degli argomenti sono già stati trattati e approfonditi. Senza contare le regole introdotte da qualche mese per evitare l’immissione di notizie non corrette e redimere le controversie tre curatori, che avevano costretto all’introduzione di veri e propri supervisori per l’approvazione di nuovi contenuti. Insomma, il numero di visitatori continua ad aumentare (del 20%, nell’ultimo anno), ma c’è sempre meno gente disposta a dare una mano. «Da una parte la saturazione è normale – spiega Giovanni Boccia Artieri, presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Urbino – essendo finita da un bel po’ la fase di star up». Un altro aspetto da prendere in considerazione è il ricambio generazionale: «I primi che si sono dati da fare, che sicuramente rappresentavano un’élite, che adesso è cresciuta e si è spostata probabilmente su altre competenze». Ora, spiega Boccia Artieri, l’affluenza sul web avviene in massa «e la partecipazione si manifesta in altri modi». «Non è detto che un progetto come quello risulti identificativo per i giovani navigano» aggiunge.
Spiegazioni del tutto condivise anche da Sergio Maistrello, coordinatore editoriale di Apogeonline e autore di La parte abitata della Rete: «Social network, siti collaborativi, opportunità di pubblicazione e condivisione dei propri contenuti personali sono oggi alla portata di chiunque, molto di più rispetto a quando è nata Wikipedia: questo contribuisce a distogliere attenzione e motivazioni». Stesso risultato ha sortito secondo Maistrello «il giro di vite sui controlli di qualità che sicuramente avranno scoraggiato qualche editor».
Gli ormai onnipresenti social network, per altro, danno una grossa spinta «alla connessione degli individui» come spiega Boccia Artieri: «Sono spazi in cui si entra e ci si costruisce un proprio profilo, la cosa che probabilmente funziona molto di più nel web di oggi dove i blog collettivi, ad esempio, sono molto meno diffusi».
Della serie: chi fa da sé, fa per sé.
- gba
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