Te l’ho detto che..? (e siamo a 25)

Credo che dovresti saperlo. Immagino che dovrei dirti che ho appena compiuto un quarto di secolo, ma è più probabile che io ragioni come una quarantenne che come una ventenne.

Credo dovresti saperlo, che io la mattina prendo un caffè e via, ma quando sono in vacanza c’è il caso che mi mangi pure un tavolo in legno massello.

Credo dovresti saperlo, che più passa il tempo e più mi piace scrivere e che da grande vorrei farlo come dico io e da dove dico io.

Forse dovrei dirti anche che i distacchi mi fanno male. Mi procurano proprio un dispiacere fisico (dolore sarebbe stato banale), e che non sopporto di essere sradicata laddove mi sono aggrappata con i miei tentacoli, ed eppure è una cosa che continuo a fare a ripetizione. Per questo dovrei avvisarti che sono al terzo trasloco in tre anni, e presto mi avvio a farne un altro. Dovrei avvisarti che ne soffrirò, ma che sono anche un po’ abituata a gestire tutta sta lontananza con le persone a cui più tengo.

Dovrei dirti che ho l’abitudine di lasciare aperti i cassetti dei mobili e le ante degli armadi. Non so se significhi che è difficile che io sbatta la porta in faccia a qualcuno o se mi stia solo una gran fatica chiudere sportelli che tanto a breve dovrò riaprire. Credo dovresti sapere che praticamente ogni anno da quando ho un blog scribacchio qualcosa per il mio compleanno, e che questa volta ho deciso di farlo così è perché probabilmente tra qualche mese rileggerò dicendomi “che scema che sono stata”.

Credo dovresti aver capito che io, più che pessimista, mi definisco realista, ma se devo proprio scegliere tra i due poli sì, dammi della pessimista. Ah poi: oltre ai cassetti e le ante (ma solo con gli armadi e comò lo faccio), sono una che il letto fosse per lei non lo rifarebbe. Ma se è gusto che si faccia poi lo faccio. Non rifaccio il mio, ecco. Così scompigliato mi dà l’idea che mi aspetti la sera.

Dovrei anche avvisarti che io ai “per sempre” tendo a non crederci. Ecco, potrei dirti che mi piacerà scrivere per sempre, ma non ho la certezza che non mi stuferò mai di imbrattrare fogli d’inchiostro. Come? Amare per sempre? Mmm, è dura. Ci si può riuscire, ma serve coraggio, e quello davvero per sempre.
Credo dovrei renderti noto il fatto che la mia pazienza sa essere infinita o molto molto piccola, a seconda dei contesti. Tipo che tendo ad osannare e perpetrare la diplomazia finché morte non mi separi, ma quando si parla di relazioni posso avere la stessa velocità nell’esaurimento che una fila di macchine al Mc Drive. Devo prima capire se ne vale la pena. Se la vale, nei limiti dell’umano, porto pazienza. Se non vale ciao, arrivederci (ma anche no), raus (ecco questo sì, fuori!).

Immagino che tu ti sia accorto che amo le mie amiche. Che sono quel pezzo di famiglia che mi sono scelta, che me le terrei nelle tasche dei jeans se potessi (con alcune, vista la statura, ce posso pure provare subito ora che ci penso). E amo anche i miei (e quelli non si scelgono, come è noto). Tutti e due, anche se a entrambi alle volte mostrei il mio dolore misurandolo in palpitazioni e lacrime, che possano vederlo.

Vorrei riuscire a procurare del male a volte, ma non ci sono mai riuscita. Non volontariamente, e quando l’ho fatto senza volerlo ho comunque chiesto scusa.

Credo di doverti avvertire che sono determinata, e ambiziosa. Ma che detesto la competizione di quella che “adesso ti faccio le scarpe io, caro il mo collega”. No, questo non mi piace. Credo nelle squadre, e credo che dentro ci debba essere di tutto, a partire da un leader.

Credo che al mare staremmo tutti meglio.

Credo ci si debba ricordare i compleanni delle persone importanti, e non lo dico perché mo’ tocca al mio.

Credo tu debba sapere che ho un cappello con le trecce lunghe fino ai piedi, di lana. Ma non che ce l’ho per dire “ce l’ho”, ma proprio che ce l’ho indosso. Me lo metto ora che scendo dal treno. Ah, e le Birkenstock verde choc con una mucca disegnata sopra. E ci esco, come esco con gli stivali fatti a carta di giornale.

Credo che quando sarò cresciuta sceglierò una città che dà sul mare. Oppure una città tranquilla ecco, con il mare a portata di mano. Io non sono per le metropoli, anche se poi mi ci abituo. Sono per le città, ecco quello sì. Fammi stare in campagna, sulla collina, col paesello e il bel paesaggio, ma dopo qualche giorno ho bisogno di rivedere l’asfalto.

Massì te ne sarai accorto che mi piace guidare. Non disdegno neanche il lato passeggeri, a volte.

Ah sì ecco, io ballo. Quando mi prende che devo ballare io ballo. Ma ballo tanto, che poi sudo. Roba che nemmeno dopo due ore di aerobica, ché io mi scateno. Però non sono di quelle che “e portami a ballare”. Io sono una di quelle che “portami” già le dà fastidio, in generale dico. Io vado, e poi chi vuole viene. Sono una che boh, viva la cioccolata.

Credo dovresti sapere che non mi sono ancora laureata, e che quell’ancora ce lo sto mettendo perché mi terrorizza l’idea di toglierlo.

Non so se ti ho messo al corrente che a me i gatti neri stanno simpatici, e che non mangio coniglio perché un coniglio l’ebbi: Aristotele, pace all’anima sua.

Ti sarai accorto che non nascondo le mie grazie ma mi rompo fragorosamente i maroni quando la gente non capisce che io tendo a non essere le mie tette. Non mi ci identifico, non sono il mio mito ecco, e anche se capisco che per qualcuno potrebbero pure esserlo, mi infastidisco. Anche perché altrimenti mi sarei risparmiata la fatica di portarmi dietro anche questa pesante testa.

Credo dovresti sapere che mi piaceva moltissimo assai Jane Austen, ma adesso la cosa più geniale che ho visto scritta è stata la Trilogia della città di K.

Credo che dovresti sapere che faccio ridere, ma che poi piango. Credo anche altre cose, ma quelle facciamo che le dico solo in privato.

Credo dovresti sapere che s’è fatta na certa, e credo che io dovrei essere in formata che alla fine di questo sproloquio non ci arriverai mai. Ma almeno fammi gli auguri.

L'emisfero giusto, Mentre vivo

  • http://www.contrariamente.info Clockwise

    un po’ m’hai fatto smaronare per arrivare fino in fondo, lo confesso. però la storia che lasci gli armadi aperti… c’ho un paio di numeri di gente brava, quando vuoi. auguri di pronta guarig… ehm… compleanno, bischera!

  • http://www.pensierineccesso.it/ Maxime

    Buon compleanno Diletta! :)

  • Diletta

    @clock e passameli va’, che se inizio adesso c’è possiblità che ne esca in tempo!
    @maxime grazie mille :)

  • http://www.lindalov.blogspot.com lindalov

    … ma vai a convivere, anche? Sembra di sì! :-)

    Io ho cambiato 15 case in 15 anni e pensa, non amo i cambiamenti.

  • Diletta

    eheh No, quello no. Ecco, cerco casa, mi aiuti tu se sei esperta?

  • http://www.diegor.it diegor

    E allora… auguriii! :)

  • http://danielaelle.net daniela_elle

    buon compleanno, diletta

  • http://valerietta.splinder.com Asia

    Io tutte queste cose di te le sapevo, ma forse c’è una cosa che tu non sai: trovo che le tasche dei tuoi jeans siano uno dei posti più belli in cui qualcuno avrebbe voluto tenermi e trovo pure che il tuo cappello di lana con le trecce lunghe sino ai piedi sia assolutamente meraviglioso! Al mare, forse, un giorno ci andremmo a vivere in due…

  • http://valerietta.splinder.com Asia

    ehm…pardon! “andremo”, con una “m”!!! forse ce la posso fare! ps: sms arrivato a metà perchè il credito mi ha lasciato a metà!!! Ma ci siamo capite lo stesso!