L’editoria delle girls

Giuro che volevo solo un libriccino di test. Di quelli zeppi di domande/risposte e corrispondenti profili (che sono un po’ come gli oroscopi, diciamo che funzionino solo quando ci piace quello che c’è scritto). Eppure, davanti alla penuria creativa degli editori-psicologi, mi sono imbattuta in un giornalino che i test ce li aveva sì, ma il target a cui erano rivolti credo andasse dagli 8 agli 11 anni. In copertina 3 divi dei nostri tempi (da Zac Efron all’improbabile Taylor Lautner (?)), degli stickers e una cavigliera in “omaggio” (2.50 euro il tutto). Dopo aver messo via l’inguardabile braccialetto, costituito da tre stringhe di plastica dal fucsia in giù, passando per il viola e il rosa – una finezza che non si descrive – ho aperto e cominciato a spulciare tra le domande.
1° test dal titolo A cosa associ la bellezza del tuo lui?:
“La qualità che apprezzi di +…”
a)Gli occhi
b) Il sorriso
c) Il fisico! [eh, e che cacchio mi significa il punto esclamativo? Che cos’è, il bonus per il bel posteriore???]
“Ti piace quando lui…
a) è tenero
b) Si dimostra vincente
c) Attira le altre girls

Allora:

-Parliamo di quel “più”: nella lista della spesa, negli sms da stringere oltre i 160 caratteri (siano santificate le mail), se scrivi un messaggio con il dito sul vetro impolverato di un’auto sporca, passi. Ma io dico, è un giornale? E’ rivolto ad un pubblico? Bene, allora se non si tratta di uno slogan o di una campagna pubblicitaria che preveda giochetti di non so che, si scrive in italiano. E nella lingua che sono abituata a parlare, il “+” si usa nei conti. E non ci si lamenti che poi la gente lo riscriva nei temi in classe, visto che lo pubblichiamo e mettiamo in vendita.
– Intanto vorrei capire il modo in cui un undicenne (ma arriviamo fino a 15 va’) si “dimostra vincente”: quando sa tutta la tabellina del 7? Quando imbrocca un congiuntivo? Quando vince la partita di calcio? Quando resiste davanti alla X Box 48 ore senza mangiare?
– Girls?!? Girls?!? Forse è il caso di non indagare oltre, sarà un svista. Per dire, io chiamo un gruppetto di amiche mie “girls”, per scherzo. Non chiamo “girls” tutto l’universo-mondo-ragazza. E, sopratto, non lo scrivo.

Ma andiamo oltre

2° test intitolato Amore libero, o amore al guinzaglio?
Leggeresti mai i suoi messaggini sul cell?
a) Magari sarei tentata, ma non lo farei
b) Se avessi dubbi sì

Non soffermandosi l’uso della parola “cell” (e non mi parlate di problemi grafici perché per fare entrare la domanda e farla “girare” comunque sulle due righe, sarebbe stato sufficiente usare il termine “sms” e quello appropriato per “cell”, ovvero “cellulare”), leggo uno dei due profili del risultato, che recita:

“Il tuo boy lo tieni decisamente al guinzaglio.. e in catene! […] Insomma, più che una ragazza per lui stai diventando una palla al piede!

Il boy, le girls: ma che bel mondo. Pensa che quando io compravo “Cioè” (non è il giornale in questione, di cui ometto il nome perché trattasi sempre di colleghi), esistevano ancora “il ragazzo” e “le ragazze”. Che bei tempi.

Qualche altra parla nell’angolo “Cominciamo a ridere”… un english humor  direi (un po’ di inglese ce lo metto anche io, abbiate pazienza)

“Sei una cacca, ma mi piaci” disse la mosca.

Oh, bene. Dopo l’angolo del cabaret non resta che affrontare l’angolo della posta (sui cui trucchi mi ha istruto un noto blogger, indi per cui tratterò velocemente). E’ solo il caso di notare l’appello per la scrittura delle lettere: “Ehi, girls, avete un problema? (etc etc)” .
Sì, io un problema ce l’ho (ma forse non sono una delle girlsss). Lungi da me passare per retrograda o conformista, ma credo che sottoporre ad un lettore, abbia esso anche 8 anni, cose del genere, sia un’offesa alla sua intelligenza. Topolino, che spazia tra svariati target generazionali ma nasce per i ragazzi, credo che non l’abbia mai fatto, per esempio. Non discuto i temi affrontati, il foto romanzo (normale direi) e vi dirò, sarei persino disposta a passare sopra alla cavigliera multicolor.  Ma l’angolo del cabaret mi ha dato il colpo di grazia. Forse è vero, non sono una girl.

Opinioni