Il giorno della marmotta
Ricordo i tuoi occhi. L’espressione affranta davanti a quel pc. La stanza, impregnata di fumo, foto e titoli di giornale ingialliti dalla colla dello scotch. I posacenere anneriti, i nostri archivi sudati e i fogli appuntati. Rannicchiata su quella sedia verde sbiadito che sembrava ancora più grande del solito. Le risposte al telefono, le voci di sconosciuti all’altro capo del filo “Non mollate, siete l’unica vera voce di Firenze”. Riattaccavo col magone. Solo nei tuoi occhi, adesso, ho rivisto la comprensione e il dolore. E la paura che la tua vecchia compagna di stanza possa ritrovarsi su una sedia simile, anche se più scomoda, qualche chilometro e un paio d’anni più in là.
Ho impresso nella mente il tuo visino rigato di lacrime. Ne avevi buttate via così tante che sembravano segnarti anche quando le guance erano asciutte, come le rughe d’espressione che ci portiamo sulle facce. Spaurita, delusa. Avresti voluto ficcartici tu, dentro quegli scatoloni. La confusione che ha preso tutto in mezzo. L’entusiasmo soffocato, la ragione annegata. E ancora oggi, quella velata sensazione di sconfitta.
Tutto passa, se ha da passare, ma almeno nel tuo sguardo mi sono vista scritta, e mi sono riletta. Ho visto il timore di vedermi scoppiare, di non reggere tra un sorso e l’altro degli spritz. Ti ho sentita avvicinarti come si fa con un soprammobile di ceramica mentre sposti i libri affianco. Un po’ stordita del mio stordimento, un po’ impaurita della mia paura. Preoccupata, perché stavolta non ci puoi essere, con me. Non sulla sedia accanto, almeno.
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grazie re' :)
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:*
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Molto bello, brava.
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che strano, quando mi sembra di aver fatto moooolto meno del mio meglio piace più del solito. Dovrò rivedere i miei metri di autovalutazione? grazie gluc :*
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Credo che sia spesso così, a volte scrivo cose che ritengo cazzate che passano alla storia - con la s minuscola - altre volte mi impegno per passare alla storia, e nessuno lo/mi considera.
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e la seconda è la situazione peggiore, quella che ad essere manga verremmo rappresentati con la lacrimona dietro la testa mentre guardiamo iul monitor sperando in un mezzo commento, un like, un segnale di fumo, qualcosa... e invece...NULLA
Leggo queste parole non sapendo a chi si rivolgono, so solo che sono belle da brividi.
Grazie Rejna… sono rivolte ad un’amica con cui per altro ho condiviso un brutto momento professionale tempo fa .. :) grazie ancora, fa sempre piacere vedere che quel che si scrive, benché personale, possa dare qualche sensazione anche a chi non conosce i particolari :)
Grazie. Da brivido. E le lacrime scorrono anche adesso. Grazie davvero amica mia.
:*