Caparezza a briglia sciolta: “Antipatico? Me ne vanto, è la legge dell’ortica” (DNews, 25/06/09)
Diletta Parlangeli> Roma
Può darsi che respiri anche dai capelli per trovare tutto quel fiato nei live. Le parole arrivano a raffica e tagliano come la tramontana pugliese quando si mette d’impegno. Caparezza torna con il tour Le dimensioni del mio caos (sabato all’Idropark di Milano, il 18 a luglio a Rock in Roma). Qualcuno si dirà: Ancora? «Sono alla quarta versione del live – risponde Michele Salvemini, leggi Capa – ma le prossime date sono diverse quasi nella totalità: pezzi che non abbiamo suonato mai, scenografie e gag rinnovate».
Cosa aveva di tanto speciale il tour per farci un dvd?
Ho superato le centinaia di date e quella del dvd è la “terza versione” del tour. L’ho fatto un po’ per me, volevo averne una versione decente a memoria.
Nell’ultimo cd ce n’è molta di politica: la cronaca di questi giorni regala molti spunti…
Essendo di Molfetta, a 20 chilometri da Bari, volete chiedermi se anche io sono stato in qualche villa, lo so… ebbene sì, ciondolavo nudo anche io!
Sì, magari cantando “Io diventerò qualcuno”…
Esatto! In realtà sono in uno stato in cui non mi meraviglio più di niente, ma devo ammettere di sentirmi più indignato dalle problematiche del lavoro, della giustizia, dell’economia. Capisco che il sentire comune sia più toccato dal resto.
All’inizio era Mikimix: quel rap era, come dire, diverso.
Di merda, diciamolo pure.
L’ha detto lei. E quando c’è stata la “folgorazione sulla via di Damasco”?
Sono profondamente diverso, anche come persona. Ho attraversato un periodo buio e ho seguito una direzione piuttosto ostinata che ha portato i frutti dopo molto tempo. In realtà non era semplice, ma neanche troppo complesso. Mikimix era molto meno famoso di Caparezza. Lo è diventato adesso, ma di riflesso. Ora sono più libero, all’inizio risentivo della voglia di farmi accettare, quella voglia di “rispetto” di cui tanto si parla nell’hip hop, che francamente ho sempre ritenuto patetico.
Come canta, ha sempre “la riflessione come vizio”?
Sì, e anche molta autocritica. Non sento affatto di avere la verità in tasca.
Si sente un’emozione particolare quando canta la storia di Luigi delle Bicocche, vita di un operaio.
Volevo che fosse una persona qualsiasi, che fosse un testo asettico, non volevo suscitare commozione, anche se poi succede. È stato il mio testo più difficile e l’unico nel quale non sono riuscita a fare ironia. A differenza degli altri brani, non lo introduco, si crea una bolla d’aria; si capisce che solo in quel momento non sto scherzando. Mi fa felice che il pezzo “cammini da solo”: è stato preso per il film Fuga dal call center e dalla Fiom, l’ho sentito ai cortei.
Un motivo per cui risulta simpatico o antipatico.
Una ragione per essere simpatico non ce l’avrei. Forse il fatto che vada a briglia sciolta, non mi piacciono le persone che si prendono troppo sul serio. Per essere antipatico ne ho molte, ma provo un sottile piacere a risultare antipatico a certe persone, come scrivo ne “La legge dell’ortica”. Sono fermo nelle discussioni e nelle idee, non mi riconosco in nessuna politica.
“Ilaria condizionata” è un attacco ai social network: però ha MySpace.
È una base artistica, mi piace poterlo aggiornare, ed è molto più indietro rispetto a quello che è venuto poi. L’importante è la cautela. Ero anche su Facebook poi ho chiuso perché mi sembrava di essere nel GF.
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questa te l'invidio (telefonica?) (brava anyway)
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yep, aimè telefonica, ma oggi ho avuto riscontro di apprezzamento :) prrrrrrrrrrr