Albertone, non facevi solo ridere

Posted by Diletta Parlangeli on Giu 10, 2009 in Senza categoria |

Forse nessuno ci ha mai pensato, che dietro quella faccia che ha strappato sorrisi per decenni a mezza Italia, si potesse nascondere la tristezza di chi conosce la solitudine. Alberto Sordi la sua vecchiaia l’ha assaporata tutta, fino in fondo. L’ha temuta, e per questo ha pensato di alleviare le paura e il disagio di qualcun altro. Tra pochi giorni sarà l’anniversario della sua nascita (15 giugno 1920), ed è in questa occasione che non solo verrà assegnato il premo Alberto Sordi, ma sarà anche fatto il punto sull’operato e le nuove mete della Fondazione che porta il suo nome. «Aveva la fama di essere tirchio – racconta Sergio Utili, direttore dal 2005 della Fondazione – invece era solo parsimonioso. Acquistò dei terreni a sud di Roma, a Trigoria, e quando seppe che lo spazio interessava all’Università  – lì vicino sorge il Campus Bio Medico – volle che gli fossero spiegati bene  i progetti, e poi donò i suoi terreni». Ora, lì sorge il Centro per la Salute dell’Anziano (Cesa), operativo dal 2001 a Trigoria (Via dei Compositori): «Alberto diceva sempre che il problema degli anziani non è solo la salute, ma la solitudine, e il fatto che perdano interesse per le cose – continua Utili – per questo all’interno del Cesa è nato anche il Centro Diurno Anziani Fragili, per quelle persone che non sono in ottima salute, ma ancora autosufficienti». Sono oltre cinquanta quelli  che partecipano ogni giorno alle attività che si svolgono: la mattina rassegna stampa, per tenere allenata la mente,  e poi laboratori di falegnameria, bricolage, computer e teatro; la scorsa settimana hanno messo in scena “Non ti pago” di Eduardo de Filippo. Durante la serata di lunedì al Teatro Argentina si parlerà anche dei progressi medici che si sono fatti, come la sperimentazione del nuovo vaccino contro l’Alzheimer. «È un morbo subdolo – spiega il professore Paolo Maria Rossini, direttore scientifico del Centro Integrato di ricerca a Campus – perché molto spesso non presenta segni premonitori: si può convivere con la malattia per 20 o addirittura 30 anni prima che si manifesti». Molti saranno lunedì sera (ore 20.30) i presenti che renderanno omaggio a Sordi e che parteciperanno alla premiazione di personaggi dello spettacolo che si sono distinti per l’impegno sociale.  Sarà anche presentato il libro La grande anima d’Italia a cura di Valentina Pattavina, per Einaudi Editore. Volume che nella collana Stile Libero, si accompagna ad un dvd e diventa Albertone, raccolta delle migliori apparizioni tv, conosciute o meno, del Sordi nazionale. Perché oltre  che con l’impegno concreto, le persone le ha aiutate anche così. Facendole ridere.

(DNews, 10/06/09)

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