Il mio blog mi ha chiesto se lo amo ancora
Il mio blog mi ha detto che penso solo al lavoro. Che ormai gli scarico addosso le mie giornate in redazione, e gli racconto solo di quello che scrivo. Dice che sono monotona. Caziata con tutti i scari crismi di un rimprovero. “Ormai mi chiami sempre meno, e quando ci vediamo non fai che dirmi cosa hanno fatto alla Fiera di Torino o cosa hanno ingegnato i cantanti famosi per l’Abruzzo”. “Non è più come prima”, mi fa ad un certo punto.
Ha detto che mi ha visto in giro con Friend Feed e che ha mi ha beccato mentre mi davo da fare con Facebook.
Aveva ragione, mi ha colto in castagna come un uomo pescato con le mani nel sacco nel pieno di un tradimento. Ho abbassato lo sguardo, ho farfugliato qualcosa. “Ma sai, sono stanca, faccio ogni sera le 23… – ho detto – se frequento loro è perché riusciamo a beccarci per cose veloci, un salutino qua e là, il tempo di una caffé, ma nemmeno a volte”.
Silenzio.
“Davvero…”
Mi ha tenuto il muso, ha pensato. “Da quanto ci conosciamo?”. “Il 31 marzo abbiamo fatto tre anni” ho risposto.
“Ci sono sempre stato quando mi hai cercato?”.
“Sì”.
“Ho mai mollato, anche quando mi hai fatto prendere baracche e burattini e andare in corsa da Aruba a Splinder?”. “No, mai”.
“E da Splinder (con tutto quello che abbiamo fatto) a diparipasso.com?”. “Nemmeno”.
“Bene, giusto per sapere se qui le cose strane le vedo solo io”.
“No, non le vedi solo tu, giuro che ci ho pensato”.
“Ah, ci hai pensato, che culo. E le parole dove le hai messe? Mi hai inondato per anni di pensieri, e ora che c’è da parlare di noi nascondi la testa sotto la sabbia. Come funziona, fammi capire”.
“E’ per via dei commenti che ormai li fanno solo sui social vero?”.
“Dile non cambiare discorso per cortesia che mi incazzo. Dei commenti me n’è sempre fregato tanto quanto. Ti ho chiesto perché non parli più con me, e quando lo fai è di lavoro”.
Non sapevo davvero che dire. Ero confusa, intontita. “Non mi sento con nessuno come mi sento con te, questo lo sai”, gli ho detto finalmente ad un certo punto.
“Quando me lo dimostrerai di nuovo, lo risaprò”.
“E’ per via dei commenti che ormai li fanno solo sui social vero?”.
lol
@gluca ehehe, sì di quella trovata ero fiera :) ma il rimprovero è giunto subito. come quando davanti ad una litigata uno dei due chiede: “c’è un’altra (/o) vero???”
uuhhhhh…come ti capisco!!! Il mio mi fa le stesse storie! E son pensieri sai?
Pensieri che si perdono tra le nuvole anzichè poggiarsi su una pagina bianca…