L’abruzzo unisce più di 50 artisti: cantano insieme per il “Domani”, Dnews 06/05/09
Diletta Parlangeli>Roma
A vederli tutti insieme fa quasi impressione. Eppure ci sono proprio tutti. Cinquantasei artisti italiani che cantano lo stesso brano a firma di Mauro Pagani, anche direttore artistico insieme a Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Nessuna mania di protagonismo: sono tanti, ad alcuni tocca poco più di una battuta, ma va bene così. Tre giorni per organizzare tutto, ore e ore di studio. Il singolo in questione è Domani 21/04.09, che gira nelle radio dalle 3.30 di questa notte, l’esatto orario in cui iniziarono le prime scosse che distrussero l’Aquila e la sua provincia un mese fa, e a cui la canzone è dedicata. Nei contenuti, e nella pratica: i proventi del cd (in vendita dal 15 maggio a 5 euro), saranno destinati al fondo per la ricostruzione, consolidamento e restauro del Conservatorio “Alfredo Casella” e del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila. Tutte le persone coinvolte hanno partecipato a titolo gratuito – in prima linea anche Caterina Caselli e Marco Sorrentino – compreso Marco Salom che con la Angelifilm ha realizzato per Sugarmusic il videoclip. Inizia con una ripresa sul corridoio delle Officine Meccaniche di Milano, dove sono avvenute le registrazioni. «Uno dei patti – spiega Jovanotti – è che ci fossimo tutti, presenti. Senza mandare mp3 : c’era gente che non si vedeva da anni, e alcuni che nemmeno si parlavano più» . «Sembravamo tutti amici, e forse per quel giorno lo siamo proprio stati. Eravamo così uniti che sembravamo un collettivo studentesco» scherza Sangiorgi. Attacca Ligabue con «Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti», e si comincia. Ognuno immortalato davanti al microfono con il proprio stile, dall’eleganza di Battiato all’intelligenza del rap di Caparezza e Frankie Hi nrg, dagli acuti di Antonella Ruggero al sorriso liberatorio e delizioso di Finardi (per non parlare di Consoli, Elisa, Giorgia, Morandi, Ranieri, Nannini e tutti gli altri il cui elenco è davvero lungo). Ci sono anche i momenti collettivi, con tanto di mani che battono stile coro gospel. Non è stato facile. «Nel panico – confessa Jovanotti – abbiamo pensato di farne tre versioni». «Avevamo trenta righe di canzone e sessanta cantanti» spiega Pagani. Ma è riuscito, e anche bene. Non resta che aspettare la reazione del pubblico, e Jovanotti già sogna l’obiettivo di un milione di copie vendute: «Di solito si pensa che la beneficenza legittimi l’incuria, ma è il contrario. Era importante fare una bella canzone». Scopo della missione è quello di non lasciare che tutto si esaurisca con un singolo. Esisterà un sito specifico che seguirà in trasparenza la raccolta fondi, e forse, chissà, un concerto. «A breve c’è quello delle ragazze (Pausini & co a San Siro, ndr)» spiega Pagani incalzato da Jovanotti: «Non dimentichiamoci che nei progetti musicali per l’Abruzzo non c’è alcuna concorrenza». Per una volta tanto, vien da dire. Il singolo arriva difatti dopo altre iniziative (quelle nate dall’appello di Franz Di Cioccio della Pfm, o il live trasmesso dei ragazzi di X Factor e quello di ieri di Gian Maria Testa a Lilla, Francia). Durante la registrazione c’era anche Paolo Giordano che scriverà un racconto. Domaniè un’operazione che i protagonisti definiscono un “miracolo”. Dallo stesso Pagani, che però commenta: «È bello ritrovarci e dirci come siamo bravi, ma d’altro canto dico “ci mancherebbe altro”».