Laurea horis causa a Gianni Berengo Gardin, Dnews Milano (05/05/09)

Diletta Parlangeli>Roma
Si muove senza troppo clamore, incisivo come il suo bianco e nero. Ha fatto parlare di sè l’ultima volta ad ottobre scorso, quando fu insignito di uno dei più importanti premi fotografici al mondo, il Lucie Awards alla carriera. Per fortuna qualcuno in Italia non solo lo ricorda, ma gli rende merito. Gianni Berengo Gardin riceverà, il prossimo 11 maggio alle 16 all’Università degli Studi di Milano una laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte. Per chi non lo conoscesse (troppi, purtroppo) le motivazioni che arrivano dall’ateneo, dove riceverà la corona d’alloro dal rettore Enrico Decleva nella sala Napoleonica, sono più che esaustive: «Maestro del neorealismo fotografico, è tra le maggiori  personalità della fotografia internazionale ed è punto di riferimento  fondamentale anche per il mondo della comunicazione visuale». Ha pubblicato oltre 200 libri fotografici e «il suo lavoro è  stato esposto in centinaia di mostre personali che ne hanno celebrato  creatività e straordinario talento» prosegue la nota accademica. Nato a Santa Margherita ligure nel 1930 ha iniziato a scattare foto a 24 anni. Paragonato spesso a Henri Cartier-Bresson,  con cui condivideva, oltre alla famosa agenzia Contrasto, lo stile radicato in una ricerca sociologica che non è mai diventata morbosa, ma ha raccontano i Paesi e cambiamenti con delicata oggettività. Anche se in realtà, la mano del fotografo, oggettiva non lo è mai.  Esordì con un reportage su «Il Mondo» di Mario Pannunzio nel 1954, ma si è occupato di fotografia sociale (del 1968 i suoi servizi che raccontano la vita nei manicomi),  reportage, e indagine ambientale. Senza far mancare  ritratti, baci appassionati, e quei passaggi perfetti nella loro solitudine, come la macchina davanti al mare della Gran Bretagna, del 1977. Fotografare, diceva il collega-alter ego Cartier Bresson, «è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore». Berengo Gardin, su quella linea, è sempre rimasto perfettamente in equilibrio.

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